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Sala conferenze - Hotel Ala d'Oro

Via Matteotti, 56 - 48022 Lugo di Romagna - (Ravenna) - Italia
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venerdì 6 novembre 2009

Intervista a LUCA TELESE

Riportiamo l'intervista di Claudio Ossani a Luca Telese in occasione dell'incontro di sabato 7 novembre alle ore 21,00 all'Hotel Ala d'Oro. (Cliccare sull'articolo per ingrandirlo - Sette Sere del 7/11/09)

lunedì 2 novembre 2009

Sabato 7 novembre - LUCA TELESE a Caffè Letterario

Sabato 7 novembre alle ore 21,00 nella sala conferenze dell’Hotel Ala d’Oro primo incontro del mese di novembre per Caffè Letterario con il giornalista de “il Fatto Quotidiano” e conduttore di Omnibus su La7, Luca Telese che presenterà il suo ultimo saggio “Qualcuno era comunista” edito da Sperling e Kupfer. La serata, organizzata in collaborazione con “Associazione Eco” sarà introdotta da Paolo Galletti e si concluderà con l’abituale brindisi con i vini in degustazione.
Giornalista parlamentare, Luca Telese, inizia la sua carriera collaborando con “l'Unità”, “Il Manifesto”, “Il Messaggero” e “Il Foglio”. Dal 1999, occupandosi soprattutto di politica e cultura, lavora per il quotidiano “Il Giornale” che lascia pochi mesi or sono per passare a “Il fatto quotidiano” diretto da Antonio Padellaro ed edito dal 23 settembre. È stato autore di alcune trasmissioni televisive ("Chiambretti c'è", "Batti & Ribatti", "Cronache marziane") e conduttore di programmi televisivi su La7 come “Tetris” e “Omnibus”. Si alterna con Edoardo Camurri nella conduzione di "Tabloid", rassegna quotidiana tratta dalle pagine interne dei quotidiani Italiani di Radio3, in onda dalle 9.30 del mattino. Dirige la collana "Radici nel Presente" della casa editrice Sperling & Kupfer. 9 novembre 1989: crolla il Muro di Berlino, finisce un mondo. Pochi giorni dopo, il segretario del PCI Achille Occhetto pronuncia, davanti ai partigiani della Bolognina, parole destinate a cambiare per sempre la politica italiana. È l'atto iniziale della fine del più importante partito comunista d'Occidente. Nei quindici mesi successivi, fino al congresso conclusivo di Rimini del febbraio 1991, la dissoluzione del grande partito di massa si trasformerà in una vicenda intricata e piena di colpi di scena, che assumerà via via toni epici, tragici, a tratti farseschi. Qualcuno era comunista, come un romanzo corale, racconta questa storia e i suoi primattori: da Occhetto, il leader neoromantico, arruffato ed emotivo, al suo gelido alter ego Massimo D'Alema; da Pietro Ingrao, il visionario che voleva la luna, al granitico e «britannico» Giorgio Napolitano. Ma la ricostruzione della Svolta (come fu battezzato il trapasso del PCI) è anche una vicenda di popolo, l'ultima storia comunista d'Italia. Intreccia percorsi di vita quasi simbolici come quello del meccanico di Berlinguer, del compagno che rubò il ritratto di Stalin, del grafico che inventò la Quercia o dell'interprete che traduceva gli strappi berlingueriani per il Cremlino. Punteggiato dalle testimonianze dei protagonisti di allora e dal controcanto del più geniale prodotto della satira nostrana "il Cuore di Michele Serra" questo libro svela in cosa consisteva la «diversità» del comunismo italiano, raccontando proprio il momento in cui i suoi valori si avviavano verso un turbolento e, per certi versi, incredibile epilogo. Ma c'è un altro motivo per cui rievocare il terremoto del 1989, vent'anni dopo, ha un senso profondo. Quella storia, infatti, non è finita. Ha lasciato in eredità una sinistra senza identità, incapace di vincere, una classe dirigente bloccata dagli stessi ex quarantenni che pretendevano il ricambio generazionale due decenni prima, un partito che ha mutato nome quattro volte, senza mai cambiare facce. Forse perché, ancora oggi, su tutti i reduci di quella vicenda pesa, come una maledizione, il marchio della Bolognina, della Svolta incompiuta, che li ha resi «post» o «ex» comunisti senza mai riuscire a trasformarli in qualcosa di nuovo.

domenica 1 novembre 2009

Il calendario di novembre 2009

La stagione di Caffè Letterario continua a novembre con cinque incontri. Si parte sabato 7 novembre col giornalista de “il Fatto Quotidiano” e conduttore di Omnibus su La7, Luca Telese che presenterà il suo ultimo saggio “Qualcuno era comunista”. Avremo poi due incontri dedicati alla storia del XX secolo con gli storici Edgarda Ferri con “Uno dei tanti” libro legato all’eccidio delle Fosse Ardeatine e Gabriele Nissim che in “Una bambina contro Stalin” racconta la storia di Luciana De Marchi e del calvario del padre ucciso in Unione Sovietica dalla dittatura stalinista. Fra queste due serate spazio dedicato alla narrativa con lo scrittore romano Leonardo Colombati che col suo ultimo romanzo “Il Re”, racconta della morte di Gianni Agnelli. Per finire la serata conviviale con Ugo Zoli dedicata alla figura di Lorenzo Da Ponte il grande librettista italiano autore dei versi di tre delle più famose opere di Mozart.

Ecco il programma in dettaglio: Sabato 7 novembre, ore 21,00 Sala Conferenze Hotel Ala d’Oro In collaborazione con “Associazione Eco” LUCA TELESE “Qualcuno era comunista” Milano, Sperling & Kupfer, 2009 Interviene Paolo Galletti Sarà presente l’autore

L’apocalisse comunista, vista come una galleria di grandi velleità e piccoli fallimenti. Sullo sfondo di uno psicodramma che avrebbe rappresentato l’ultimo grande spartiacque della storia della sinistra italiana, dopo il quale niente sarebbe più stato uguale a prima ma che ci avrebbe consegnato un dopo destinato a rimanere sempre uguale a se stesso. Lunedì 16 novembre, ore 21,00 Sala Conferenze Hotel Ala d’Oro EDGARDA FERRI “Uno dei tanti. Orlando Orlandi Posti, ucciso alle Fosse Ardeatine. Una storia mai raccontata" Milano, Mondadori, 2009 Interviene Patrizia Randi Sarà presente l’autrice Edgarda Ferri compie un viaggio struggente alla ricerca di Orlando. Attimo per attimo ripercorre la vita sconosciuta e breve del ragazzo, non ancora diciottenne, che salvò i compagni di lotta e, per vedere ancora una volta la sua fidanzata Marcella, finì nelle mani dei tedeschi. Venerdì 20 novembre, ore 21,00 Sala Conferenze Hotel Ala d’Oro LEONARDO COLOMBATI “Il Re” Milano, Mondadori, 2009 Interviene Marco Sangiorgi Sarà presente l’autore Il primo industriale d’Europa, l’ultimo signore d’Italia; amico di John Kennedy e Nikita Krushev, di Rotschild e Fidel Castro, di Andy Warhol e Truman Capote. Gianni Agnelli ha ottantadue anni, la malattia non gli lascia scampo. Si prepara a quella morte che ha sempre sfidato in modo incosciente, e forse un po’ infantile. Questo romanzo non è una biografia, ma il racconto della morte di un uomo che è sempre stato e si è sempre percepito diverso, unico, superiore. Come un Re. Venerdì 27 novembre, ore 21,00 Aula Magna del Liceo Classico di Lugo In collaborazione con “Università per Adulti di Lugo” GABRIELE NISSIM “Una bambina contro Stalin” Milano, Mondadori, 2009 Interviene Silvia Golfera Luciana De Marchi cominciò la sua battaglia personale contro Stalin quando aveva appena tredici anni. Suo padre Gino, regista cinematografico, era un attivo militante del Partito comunista, emigrato in Russia neI 1921. Nel 1922 fu accusato ingiustamente di essere una 'spia dell'Italia fascista' e nel 1937, durante i processi staliniani, fu di nuovo arrestato con la stessa imputazione. Sottoposto a incalzanti interrogatori, De Marchi continuò a negare con fermezza di aver svolto attività di spionaggio. Fu condannato, senza processo, alla pena capitale e venne fucilato a Butovo. Ufficialmente morì di peritonite in un gulag. Lunedì 30 novembre, ore 20,30 Sala Conferenze Hotel Ala d’Oro Serata Conviviale UGO ZOLI “La creta di Da Ponte e il soffio di Mozart” €. 20,00 per persona bevande incluse (prenotazione obbligatoria) "Le nozze di Figaro", "Don Giovanni", "Così fan tutte": la nota trilogia musicale di Mozart ha avuto alle spalle un grande librettista, Lorenzo Da Ponte. Un'esistenza avventurosa, la sua, vissuta tra debiti, gioco d'azzardo, donne, anticonformismo, soprattutto teatro. Dopo le conferenze su Svevo, Pirandello, Leopardi e Goethe, Ugo Zoli torna a Caffè Letterario per illustrare brani dalle tre opere.

sabato 31 ottobre 2009

"Una quiete laboriosa" di GIORGIO FALCO

Lo scrittore milanese GIORGIO FALCO è stato ospite di Caffè Letterario il 16 ottobre scorso per presentare il suo libro di racconti "L'ubicazione del bene". Il Caffè Lettarario di Lugo è dentro l’Hotel Ala d’Oro, anzi, all’Ala d’Oro. Un luogo ormai familiare, ci sono stato molte volte, per presentazioni letterarie, conferenze e mostre di fotografia, in un continuo dialogo tra parola e immagine. C’è curiosità e attenzione nella sala, non si ha proprio la sensazione di stare in un albergo, ma in una sorta di laboratorio: l’Ala d’Oro, insomma. Il fermento dell’hotel in quanto tale, e del Caffè Letterario - unito alla capacità di conservare il gusto della lentezza da parte degli organizzatori - fa dell’Ala d’Oro un posto speciale, una quiete laboriosa che è difficile lasciare.

martedì 27 ottobre 2009

"Smarrimento patasfattico" di IVANO NANNI

Sull'incontro con MARIO PERSICO di lunedì 26 ottobre.
Non c'è soluzione immaginaria dalla quale non sia possibile estrapolare un pizzico di realtà, sulla quale deporre le nostre mani di terapeuti in erba per massaggiarci quello che non vediamo, e quello che non possiamo vedere a occhio nudo lo vediamo con il sesto senso del pranoterapeuta che radicalizza un suo stato di preveggenza dentro di noi consentendo uno stato di benessere superiore alle nostre aspettative. Nell'arte di precisare uno stato d'animo, forse la Patafisica, di cui non conosco nulla, appare come un miracolo della preveggenza. Sembra una scaglia temporale di preistoria del linguaggio che si spande fino alle soglie di una rappresentazione in cui non crede. Eppure evidenzia uno stato di crisi. C'è sempre un corpo malato in attesa di una guarigione, di un miracolo, di qualcosa che non avverrà secondo i canoni dell'apparizione, ma che giungerà attraverso canali consueti, direi quotidiani. La Patafisica, mi consento una appropriazione indebita di definizione, non consiste in nessuna preghiera particolare, e nemmeno in transumanze che partono verso luoghi di immediata ascesi, ma solo nel trovarsi liberi di rendere tangibile una gioia dimenticata nello scaffale del rigattiere. Credo che non sia possibile definire appieno la sua genia, nemmeno attraverso una gerarchia di opinioni, tutte plausibili e divertenti, forse farne un calco approssimativo aiuterebbe a confondersi ancora di più, che scultore ci vorrebbe per produrre una simile opera? forse un genetista, un uomo di audaci imprese, uno scienziato come il barone Frankenstein (junior), naturalmente, potrebbe mappare il codice della Patafisica sempre dopo averla trovata sullo scaffale del rigattiere erroneamente etichettata come da copione, ma la soluzione sarebbe sempre e solo immaginaria. Ma cos'è una soluzione immaginaria? A patto che ne esistano veramente, una soluzione immaginaria è pur sempre un tentativo di verificare se nel laboratorio tutto mentale dell'artista è possibile far conflagrare sistemi che di solito si tengono a distanza. Sistemi che non percepiscono altro che deboli e incongruenti vagiti l'uno dell'altro producono una loro definizione che non ha uguali e non ne avrà mai altri di identici. Sistemi che si scontrano, che si compenetrano, che si spezzano in tronconi di sensualità aliena, dimenticano la loro illusoria identità, per darsene un' altra. Diventano altro pur rimanendo fedeli a un gioco che ha nello sberleffo un suo imperio, un dominio crudele e snervante. Forse, nella Patafisica, qualcosa va corretto, e forse alterato per continuare ad essere come l'ha prodotta un senso di comune predestinazione tra soggetti e oggetti in relazione intima. Forse è oggi, allo stato delle cose politiche, sociali ed economiche, la scienza delle dis-soluzioni reali che rendono libera la nostra immaginazione di vedere una soluzione che è possibile solo nei cruciverba della settimana enigmistica. di Ivano Nanni

La serata con MARIO PERSICO

Grande pubblico ieri sera per la prima serata conviviale dell’anno di Caffè Letterario. Protagonista dell’incontro il pittore napoletano Mario Persico che ha tenuto una dotta chiacchierata sulla "Patafisica, la scienza delle soluzioni immaginarie". La serata, introdotta dall’artista lughese Carmine Della Corte, è cominciata con la declamazione dell’eptalogo patafisico ed è proseguita con una brillante dissertazione di Mario Persico, che dall’alto dei suoi sessant’anni di carriera artistica, ha raccontato la storia e le motivazioni della “scienza” Patafisica a cominciare dal suo ideatore e fondatore, lo scrittore e commediografo francese Alfred Jarry fino ad arrivare alla nascita nel 1948 del primo collegio di Patafisica a cui parteciparono personaggi del calibro di Raymond Queneau, Marcel Duchamp, Man Ray, Joan Mirò e tanti altri. La serata si è conclusa con la proiezione di uno spezzone del film “patafisico” di Maurizio Nichetti “Ratataplan” (1979) in cui appare come attore lo scrittore e sceneggiatore francese Roland Topor. EPTALOGO PATAFISICO 1 - La Patafisica è la scienza di quel campo che si estende al di là della Metafisica: in effetti la Patafisica si estende al di là della Metafisica quanto questa al di là della Fisica.
2 - La Patafisica è la scienza del Particolare e delle leggi che governano le eccezioni (De minimis curat Pataphysica).
3 - La Patafisica è la scienza delle soluzioni immaginarie. Per il patafisico l'idea di verità è la più immaginaria fra tutte le soluzioni.
4 - Di fronte alla Patafisica tutto fa lo stesso. ... La Patafisica non predica né ribellione né sottomissione, né moralità né immoralità, né riformismo né conservatorismo: non promette né felicità né infelicità e soprattutto non si accinge a salvare il mondo.
5 - La Patafisica è nel suo procedere imperturbabile.
6 - Tutto è patafisico; eppure pochi lo mettono in pratica coscientemente.
7 - Al di là della Patafisica non vi è nulla: essa è la suprema istanza.

La rassegna stampa di ottobre 2009