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Sala conferenze - Hotel Ala d'Oro

Via Matteotti, 56 - 48022 Lugo di Romagna - (Ravenna) - Italia
Per Informazioni : 0545 22388 - claudio@aladoro.it
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giovedì 8 novembre 2012

Mercoledì 14 novembre - FRANCESCO ABATE a Caffè Letterario


Mercoledì 14 novembre, alle ore 21.00 nella sala conferenze dell’Hotel Ala d’Oro di Lugo, incontro insolito per Caffè Letterario con lo scrittore e giornalista sardo Francesco Abate che presenterà il suo romanzo “Chiedo scusa” scritto insieme a Saverio Mastrofranco (pseudonimo dell’attore Valerio Mastrandrea) ed edito da Einaudi nel 2010. L’incontro, organizzato in collaborazione con l’ A.I.D.O. di Lugo, sarà in realtà un vero e proprio spettacolo musicale, tratto dal libro, dal titolo “E’ colpa tua” che vedrà protagonisti lo stesso Francesco Abate accompagnato dalla chitarra di Matteo Sau, dal contrabbasso di Filippo Mandula e dalle immagini di Enrico Spanu al laptop. A introdurre la serata che si concluderà con il consueto brindisi per tutti i presenti, sarà il Vice Presidente Nazionale dell’A.I.D.O. Alessandra Luppi.
“E’ colpa tua” è il retro pensiero con cui l’inconscio collettivo, ancora troppo spesso, giudica le persone che si ammalano, sicuramente di AIDS, ma non solo… Lo spettacolo punta a smontare questo pregiudizio e a risarcire le vittime di questo stigma. Attraverso musica, immagini e parole questo spettacolo dipinge in maniera nitida la sofferenza e il coraggio. La narrazione dell’autore accompagna lo spettatore in un viaggio denso di emozioni che non rinuncia all’ironia.
Francesco Abate è nato a Cagliari nel 1964. Esordisce come scrittore nel 1998 con il romanzo “Mister Dabolina” edito da Castelvecchi. Nel 2003 pubblica il secondo romanzo: Il Cattivo cronista per Il Maestrale. Nel 2004 “Ultima di campionato”. Nel 2006 pubblica il quarto romanzo solista: “Getsemani” per Frassinelli-Il Maestrale e inizia la collaborazione con Massimo Carlotto pubblicando “Catfish”, per Aliberti editore. Nel 2008, pubblica il suo sesto romanzo solista “Così si dice”, per Einaudi. Nel 2008, fa parte del collettivo Mama Sabot che con Massimo Carlotto pubblica “Perdas de fogu”, per e/o, libro presentato qui al Caffè Letterario di Lugo dallo stesso Carlotto nel dicembre di quell’anno. Dal 1986 scrive per il quotidiano L’Unione Sarda.


La serata con ELENA DAK


Ecco le immagini dell’incontro di ieri sera mercoledì 7 novembre, con la scrittrice veneziana Elena Dak che ha presentato il suo ultimo lavoro “Sana’a e la notte” edito da Alpine Studio editore, un bel libro di viaggio che ha come protagonista Sana’a la mitica capitale dello Yemen.
“Sana’a al khadima mi fu davanti come una visione, una sagoma turrita punteggiata di sparse aperture luminose. Mi aggirai per i vicoli stretti senza sapere dove stessi andando. Nulla le assomigliava nella mia memoria se non la città dove sono nata. Se il Medio Oriente ha una forma ed un luogo ideali, un odore, una metafora, un prototipo, Sana’a rappresenta tutto questo. Pasolini aveva detto: “Se l’idea di Venezia è nata in qualche punto dell’oriente, questo punto è lo Yemen. Sana’a la città più bella dello Yemen, è una piccola, selvaggia Venezia posata sulla polvere del deserto, tra giardini di palme e orzo, anziché sul mare”*. La città quella notte, e tutte le successive, mostrò di possedere la stessa natura delle apparizioni, una bellezza irreale che rasentava la perfezione, quasi eccessiva come ebbe a dire il poeta. Tornai in albergo come di ritorno da un viaggio nel tempo. Le case torre, gotiche nello stile e nella verticalità, affastellate l’una all’altra contro il cielo della notte divennero da allora meta privilegiata dei miei pensieri  e dei miei passi.”






sabato 3 novembre 2012

Mercoledì 7 novembre - ELENA DAK a Caffè Letterario


Mercoledì 7 novembre, alle ore 21.00 nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro di Lugo, primo incontro del mese di Caffè Letterario dedicato al reportage di viaggio con la scrittrice veneziana Elena Dak che presenterà il suo ultimo lavoro “Sana’a e la notte” edito quest’anno da Alpine Studio Editore. Al curatore di Caffè Letterario Marco Sangiorgi il compito di introdurre la serata che si concluderà come sempre con il consueto brindisi finale con i vini in degustazione.

Sana'a, la più bella e famosa città dello Yemen, con la sua architettura da scenario da favola, palpitante di vita e di una modernità che non riesce a scalzare del tutto gli antichi costumi e le usanze medievali. Uno spaccato di vita tratto da un angolo di Medio Oriente, pervaso di bellezza, lontano e vicinissimo al tempo stesso alle tensioni della contemporaneità. La città yemenita è un angolo di paradiso in cui l'autrice ha vissuto senza l'arroganza di conoscerla intimamente e avendo cura di mantenere la giusta distanza tra mondi e culture differenti. "Sana'a e la notte" è una narrazione di viaggio, con una scrittura lieve ma incisiva, in cui l'autrice ci regala visioni da sogno: sono suoni, luci, odori che ne affrescano i paesaggi. Una intima esperienza di viaggio, carica di emozioni, narrata con ritmo serrato e con una scrittura accogliente, prerogativa di uno sguardo femminile che riesce ad interrogare profondamente il nostro modo di stare nel mondo, di metterlo in discussione.
Elena Dak nasce a Venezia nel 1970. Viaggia dal 1998 come guida nei deserti d'Africa, ma anche in Medioriente e Asia. Collabora ininterrottamente da allora con Kel12, operatore di turismo per viaggiatori molto speciali. Coltiva la passione per la scrittura e la fotografia. Gli studi in conservazione dei beni culturali con indirizzo antropologico sono la conseguenza ineludibile del suo percorso di lavoro e ricerca. Al suo attivo una monografia fotografica sul monte Civetta (BL), presentata al Film Festival Internazionale della Montagna di Trento; serate di racconti e foto dedicate al viaggio. E’ stata già ospite del nostro Caffè Letterario nel 2008 quando presentò il suo primo lavoro, "La Carovana del Sale" edito da Vivalda Editore.

giovedì 1 novembre 2012

"Non è ver che sia la morte..." Le immagini


“Non è ver che sia la morte…” Ecco le immagini della serata conviviale musicale di ieri, mercoledì 31 ottobre, in cui si è cantato, recitato e declamato in maniera scherzosa e non solo di “sorella morte”. 
Il quartetto tutto al femminile di “Agata e le Parfume de la Musique” con Agata Leanza alla voce, Stefania D’Angelo al pianoforte, Barbara Rossi all’oboe e Maria Agostini al corno francese ha accompagnato la serata con un repertorio eterogeneo che andava dalla grande canzone d’autore italiana, al rock degli anni settanta fino al soul di Otis Redding. Non poteva mancare poi la poesia con la lettura di grandi poeti del novecento come Borges, Caproni, Boris Vian e Wyslava Szymborska e una divertente rilettura petroliniana dell’Amleto interpretata dall’attore bolognese Gabriele Bersanetti. 




mercoledì 31 ottobre 2012

Le foto di Lugo di Paolo Guerra presentate da Giacomo Casadio


Più di cento persone hanno partecipato lunedì 29 ottobre alla presentazione del libro fotografico “Gli occhi di Baracca. Lugo 1946-1950 nelle foto di Paolo Guerra” edito da Edit di Faenza e curato da Giacomo Casadio. Nell’occasione è stata allestita nella hall dell’Albergo Ala d’Oro una piccola mostra fotografica, che rimarrà in esposizione fino al 15 di novembre, con alcuni scatti realizzati da Paolo Guerra, sempre nel periodo del primo dopoguerra, nelle Case di Tolleranza di Lugo.

Queste le immagini della serata.





martedì 30 ottobre 2012

"Verba volant (s)cripta manent" di IVANO NANNI


In occasione della serata conviviale-musicale "non è ver che sia la morte" di mercoledì 31 ottobre

-Verba volant, (s)-cripta manent-. Si potrebbe dire in traduzione molto libera, ” le parole volano, le cripte e le iscrizioni restano “. Le tombe e le parole sulle tombe sono spesso le uniche cose che restano di un defunto. Specie se il defunto non ha lasciato tracce troppo profonde, per ingegno, arte, o scienza,   nel qual caso sono le opere a parlare, il suo ricordo rimane appeso alle parole incise sul marmo o nel bronzo. Quello che si scriveva sulle lapidi informava chi leggeva della personalià del morto, era la sintesi della sua vita tradotta in poche righe, l'epitaffio, tramandata ai posteri.
Genere letterario a se stante, le iscrizioni funerarie romane sono spesso divertenti o irriverenti, mai piane e futili, ripetitive e retoriche come i necrologi dei nostri giorni  che non dicono nulla del morto ma tutto sulla sua bontà d'animo. Qualche esempio di necrologio romano.
Selia Chia liberta di Marco. “ Qui son io, Chia; per volere del Fato. La mia bellezza è dissolta in cenere. L'invida morte tutto eguaglia...”
È un'iscrizione funeraria romana trovata a Salona presso Spalato. Si riferisce a una donna liberta di grande bellezza. Ed è anche una notazione politica, se si può dire, “il tutto eguaglia”, è forse un inno alla Democrazia, per alcuni il secondo nome della Mietitrice. Tutti simili nelle tombe. Nelle urne le ceneri di un povero non si distinguono da quelle di un ricco, l'anima di un senatore non pesa di più di quella di un suo modesto elettore... Non avendo notizie certe, si può dire di tutto sull'al di là. C'è chi crede nelle gerarchie Celesti o Infere, e chi pensa che la tomba è l'ultima stazione del nostro percorso.
Quinto Ammerio Schiavo, esprime la sua profonda delusione per la vita: “La terra tiene il corpo, un sasso il nome, l'anima l'aere. Sarebbe stato meglio non aver mai toccato il suolo “. Mitrovica(Jugoslavia).
Leggi e credi. Il defunto, qui, invita chi legge ad aprire gli occhi e a meditare.
“ È ciò che vedi. È così. Non può essere altrimenti”.
Roma.Iscrizione incisa su un sarcofago. Ancora a Roma, il saggio consiglio di qualcuno che ha goduto della vita:
“ Scherza, divertiti, te lo consiglio: qui regna estremo rigore “.
Sempre a Roma, da un colombario di Porta Latina, l'iscrizione di un lavoratore che ha sgobbato tutta la vita e vuole dirlo al mondo: “ Qui giaccio io, Lemiso. Solo la morte mi dispensò dal lavoro “. Con buona pace di tutti coloro che pensano di trovare libertà con il lavoro.
Lucio Ottavio Valeriano scrive sulla sua tomba:
“ Sono fuggito. Sono fuori. Speranza, Fortuna, vi saluto. Non ho più niente da spartire con voi. Prendetevi gioco di qualcun altro”. La dipartita è vista come una liberazione dai “pesi” della vita, anche da quelli comunemente accettati, la Speranza, la Fortuna.
Ci sono iscrizioni incise sui bicchieri che ricordano ai commensali quanto sia importante godere di un frammento di luce, dell'amicizia, della buona tavola: “ La vita è breve, la speranza fragile: entrate. Arde il lume: fino a che fa luce, beviamo, amici”. È il bicchiere  che parla e invita tutti a “entrare”, a gioire del vino che contiene.
Non ci si dimentica nemmeno degli animali domestici, anche per loro ci sono parole di grande umanità. Ad Ancona, su una colonna è incisa questa iscrizione dedicata a un cane da guardia: “A guardia dei carri, mai latrò a vuoto; ora tace, e l'ombra vigila sulle sue ceneri”.
Sulla tomba di un attore sta scritto: “ Qui è sepolto Leburna, maestro di recitazione, che visse più o meno cent'anni. Sono morto tante volte! Ma così, mai. A voi lassù auguro buona salute” . Un punto di vista dal basso in alto, “ a voi lassù “ dice Leburna, io sto qui sepolto o giù nell'Ade, come preferite. Concludo questo breve viaggio tra le lapidi nei giorni della Pellegrina, con una nota volante ( volant verba ), di Ennio Flaiano, epigrammista sommo del XX secolo, che ha definito la morte come una signora molto bella che, mentre parla al telefono fa un cenno di saluto a qualcuno e con noncuranza gli sorride...
Convivialmente auguri per le festività di novembre.
nota bibliografica:
Lidia Storoni Mazzolani, Iscrizioni Funerarie Romane, ed. Bur, 1991.
Ennio Flaiano, Opere, scritti postumi, Classici Bompiani, 2001.
di Ivano Nanni

Mercoledì 31 ottobre - "NON E' VER CHE SIA LA MORTE" Serata musicale-conviviale


Mercoledì 31 ottobre, alle ore 20.30, nel Ristorante dell’Hotel Ala d’Oro di Lugo, prima serata conviviale-musicale della stagione di Caffè Letterario. “Non è ver che sia la morte… nella Musica, Letteratura, Cinema, Arte ”, questo il titolo per una notte della “Piligrena” inconsueta e divertente accompagnata dalla musica del quartetto tutto al femminile di Agata Leanza e le Parfum de la musique con Agata Leanza (voce), Stefania D’Angelo (tastiere), Barbara Rossi (oboe) e Maria Agostini (corno francese).
Citando solo alcuni dei grandi artisti coinvolti, alle canzoni di Dalla, De Andrè, Paolo Conte, Domenico Modugno dei Queen e tanti altri, passando alla letteratura con Stecchetti, Metastasio, Petrolini, al cinema di Monicelli, dei Monty Python trascorreremo una piacevole sera di Halloween trattando “sorella morte” con umorismo e leggerezza.