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Sala conferenze - Hotel Ala d'Oro

Via Matteotti, 56 - 48022 Lugo di Romagna - (Ravenna) - Italia
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lunedì 13 marzo 2017

I lettori di "Edipo Re"

Ecco le immagini della maratona letteraria di ieri sera, sabato 11 marzo,  dedicata alla lettura integrale del “Edipo Re” di Sofocle.  Come sempre un grazie sentito va all’Associazione Culturale “Entelechia” nelle persone di Gianluigi Caravita e Marisa Galanti per la consueta squisita ospitalità e l’indispensabile supporto tecnico e a tutti i lettori.
In ordine di apparizione:
Gabriele Bersanetti
Paolo Ravaglia
Massimo Pezzi
Evelina Tabanelli
Patrizia Randi
Giovanni Barberini
Bruno Cimatti
Claudio Nostri
Isa Cristoferi
Nadia Sette
Dario Bolotti
Marco Sangiorgi
Andrea Trere
Stefano Ravaglia





mercoledì 8 marzo 2017

Sabato 11 marzo -- "EDIPO RE" di Sofocle

Proseguono al Caffè Letterario di Lugo le letture dedicate ai grandi classici della letteratura occidentale. Anche quest’anno le nostre letture collettive (a cui tutti possono partecipare) saranno dedicate ai grandi poeti tragici greci: Sofocle, Euripide, Eschilo. Sabato 11 marzo alle ore 20.30 nella sede dell'Assoc.Culturale "Entelechia" in via Quarantola, 32/1 secondo appuntamento della serie con “Edipo re”, capolavoro di Sofocle e ritenuto il più paradigmatico esempio dei meccanismi della tragedia greca. All'inizio della vicenda Edipo è un re carismatico e amato dal popolo, cui era stato offerto il trono di Tebe perché, rispondendo correttamente all'enigma posto dalla Sfinge, aveva liberato la città da quel terribile mostro. Eppure basta un solo giorno perché questo re al culmine della propria fortuna scopra su di sé la macchia grave ed incancellabile di assassino incestuoso.

Picasso e Dora Maar raccontati da OSVALDO GUERRIERI

Un’altra bella serata per Caffè Letterario quella di lunedì 6 marzo con lo scrittore e giornalista Osvaldo Guerrieri che ha presentato il suo romanzo “Schiava di Picasso” edito da Neri Pozza. Libro che narra la complessa e tormentata relazione fra la fotografa, poetessa e pittrice francese, di origini croate, Dora Maar e il famoso pittore surrealista spagnolo Pablo Picasso. “Schiava di Picasso” è un’opera che mette in luce quel lato dell’artista spagnolo che tutti conoscevano ma che nessuno aveva il coraggio di narrare apertamente. Dora e Picasso. Mai così pericolosi, come un artista avido di celebrazione e una donna fragile e, sopra ogni cosa, innamorata.





venerdì 3 marzo 2017

Lunedì 6 marzo - Picasso e Dora Maar raccontati da OSVALDO GUERRIERI

Lunedì 6 marzo, alle ore 21.00, nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro, si parlerà d’Arte al Caffè Letterario di Lugo con lo scrittore torinese Osvaldo Guerrieri e il suo ultimo libro “Schiava di Picasso” edito da Neri Pozza. A introdurre la serata, che si concluderà come d’abitudine con il consueto brindisi finale offerto a tutti i presenti dalle cantine Cevico, sarà Patrizia Randi.Dora Maar e Pablo Picasso. Uno degli amori più tormentati del Novecento. Quando conosce Picasso, Dora è reduce da un legame devastante con Georges Bataille. Al fianco dello scrittore ha oltrepassato la linea che divide l’erotismo dalla crudeltà. Ma anche con Picasso l’amore è violento. Picasso ama Dora, ma ama soprattutto se stesso. La divide con altre donne, per esempio con Marie-Thérèse, che gli ha dato una figlia quando lui è ancora sposato con Olga; la costringe a fare da spettatrice ai propri tradimenti; la umilia obbligandola ad abbandonare la fotografia. Fra i surrealisti Dora è considerata la rivale di Man Ray, ma per Picasso esiste un solo genio: lui. Sono anni in cui infuria la tempesta. La Spagna è dilaniata dalla guerra civile, l’Europa sta per subire l’assalto di Hitler e Picasso diventa la coscienza critica di quel tempo feroce. Dipinge Guernica e Dora lo fotografa mentre crea il capolavoro. E quando Parigi è occupata dai nazisti, Dora divide con Picasso la fame, il freddo e la paura dell’arresto.

Schiava di Picasso è il romanzo di un amore e di un’epoca. Usa il documento per staccarsene e per narrare di un momento irripetibile della storia: della Parigi degli anni Trenta e Quaranta, in cui Paul Éluard, Jacques Prévert, Brassaï, Man Ray, Jean Cocteau furono i comprimari e i testimoni di una schiavitù amorosa che con le sue crudeltà portò alla follia Henriette Theodora Markovitch, l’artista che,  portando sul viso «la grazia di una madonna che non sorride», divenne famosa col nome di Dora Maar.
Osvaldo Guerrieri è nato a Chieti e vive a Torino. È critico teatrale de La Stampa, attività per la quale ha ricevuto nel 2003 il premio Flaiano. Con Neri Pozza ha pubblicato L’insaziabile (premio internazionale Mondello 2009), Istantanee (2009), I Torinesi (2011, BEAT nel 2013), Col diavolo in corpo. Vite maledette da Amedeo Modigliani a Carmelo Bene (2013). I suoi racconti Sibilla d’amore e Alè Calais sono diventati spettacoli teatrali rappresentati in Italia e a Parigi.


La serata con PAOLO COGNETTI

Salone Estense al gran completo, mercoledì 1 marzo, per la presentazione del libro di Paolo Cognetti “Le otto montagne” edito da Einaudi. 
Il mestiere di scrivere secondo Raymond Carver consisteva nel creare tensione, collegando le parole fra loro secondo una precisa sequenza per dare forma a un'azione dentro una storia. Ma, aggiungeva, "creano tensione anche le cose che vengono lasciate fuori, che sono implicite, il paesaggio che è appena sotto la tranquilla (ma a volte rotta e agitata) superficie". Hemingway lo chiamava il principio dell'iceberg: più importante è quel che non si vede. Cognetti interiorizza tutto ciò lasciando scorrere d'istinto, sotto un lago di ghiaccio che sembra inscalfibile ma in realtà è friabile, un torrente di non detti che riaffiora sempre un po' più a valle rispetto a dove si fermano le sue parole. "Un uomo scendeva dal futuro con una ragazza, una mula, un cane e un carico di tome." Quello che manca ce lo mettiamo noi lettori, ciascuno pescando nella propria memoria, in ciò che non sapeva di sapere. (Michele Lauro)





lunedì 27 febbraio 2017

Mercoledì 1 marzo - PAOLO COGNETTI al Caffè Letterario di Lugo

Mercoledì 1 marzo alle ore 21.00, nel Salone Estense della Rocca di Lugo si torna a parlare di narrativa a Caffè Letterario con lo scrittore milanese Paolo Cognetti che presenterà il suo romanzo “Le otto montagne” edito da Einaudi. A introdurre la serata sarà Marco Sangiorgi.

La montagna non è solo neve e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all'altro, silenzio, tempo e misura. Lo sa bene Paolo Cognetti, che tra una vetta e una baita ambienta questo potentissimo romanzo.
Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po' scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l'orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia. Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in quel luogo "chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l'accesso" ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento. E lì, ad aspettarlo, c'è Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche. Iniziano così estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri più aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, "la cosa più simile a un'educazione che abbia ricevuto da lui". Perché la montagna è un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarà il suo lascito più vero: "Eccola li, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pino". Un'eredità che dopo tanti anni lo riavvicinerà a Bruno.
«Qualunque cosa sia il destino, abita nelle montagne che abbiamo sopra la testa.»
Paolo Cognetti nella sua prima vita è stato alpinista e matematico, e a volte pensa di non avere mai smesso di essere nessuno dei due. Nella seconda, lavora nel cinema indipendente milanese come autore di documentari, sceneggiatore e montatore di cortometraggi, cuoco. Ha deciso di fare lo scrittore in un cinema parrocchiale, dopo la proiezione del film L'attimo fuggente, nel 1992. Ha passato gli anni successivi alla ricerca del suo capitano, fino al giorno in cui, nel 1997, ha scoperto Raymond Carver. Da allora ama la letteratura americana e scrive racconti. Per minimum fax media ha realizzato la serie “Scrivere/New York”, nove puntate su altrettanti scrittori newyorkesi, da cui è tratto il documentario “Il lato sbagliato del ponte, viaggio tra gli scrittori di Brooklyn”. Minimum fax ha pubblicato nel 2004 il suo primo libro, “Manuale per ragazze di successo”, e nel 2007 la sua seconda raccolta, “Una cosa piccola che sta per esplodere”. 

La Musica di Schumann e la Poesia di Hölderlin

Ancora una bella serata di “ Musica & Poesia” ieri sera al Caffè Letterario di Lugo con un concerto–reading tutto dedicato a due grandi artisti protagonisti assoluti del Romanticismo tedesco della prima metà dell’ottocento come Robert Schumann e Friederick Hölderlin. Alla poesia di Hölderlin, raccontata e letta da Giovanni Barberini si sono alternate le note di Schumann eseguite da Turchese Sartori (oboe), Paolo Ravaglia (clarinetto) e Stefano Bezziccheri (pianoforte).  Del grande compositore tedesco sono state eseguite le “Romanze per oboe e pianoforte op. 94”, i “Pezzi fantastici op. 73, per clarinetto e pianoforte”, l’Adagio dalla “Sonata op.22 per pianoforte” e l’Arabeske in do maggiore per pianoforte, op. 18.