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Sala conferenze - Hotel Ala d'Oro

Via Matteotti, 56 - 48022 Lugo di Romagna - (Ravenna) - Italia
Per Informazioni : 0545 22388 - claudio@aladoro.it
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domenica 6 maggio 2018

Venerdì 11 maggio - Lo storico PAOLO POMBENI al Caffè Letterario di Lugo


Venerdì 11 maggio, alle ore 21.00, nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro, lo storico Paolo Pombeni  Silvia presenta il suo saggio “Che cosa resta del ‘68” edito da Il Mulino.  A introdurre la serata, che si concluderà come d’abitudine con il consueto brindisi finale offerto a tutti i presenti dalle cantine Cevico, sarà Paolo Galletti. Ingresso libero. Ricordiamo che è possibile cenare nel Ristorante dell’Hotel Ala d’Oro dalle ore 19.30, e riservare il posto nella Sala Conferenze dove si terrà la presentazione.
Il sistema scolastico, il lavoro, la cultura capitalista, la Chiesa, il ruolo della donna, la politica: come movimento di massa il Sessantotto intercettò i problemi innescati da un mondo che stava cambiando, e con la sua forte carica contestataria mise in discussione ogni singolo ambito della vita sociale. Se le risposte che diede furono spesso velleitarie o sbagliate, esso tuttavia registrò e accompagnò quella transizione di civiltà di dimensioni epocali che si sarebbe manifestata appieno più tardi e che oggi ci sfida prepotentemente.
Paolo Pombeni, professore emerito presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Bologna, con il Mulino ha pubblicato tra l’altro «Il primo De Gasperi» (2007), «La ragione e la passione. Le forme della politica nell’Europa contemporanea» (2010), «Giuseppe Dossetti» (2013) e «La questione costituzionale in Italia» (2016).


"Il paese dei bibliofagi" di SILVIA RONCHEY


Silvia Ronchey è stata ospite del Caffè Letterario di Lugo venerdì 27 aprile 2018 per presentare il suo libro "La cattedrale sommersa” edito da Rizzoli”.

“I libri di oggi per lo più si scrivono in meno tempo di quanto ne serve a leggerli, e poiché costano quello che valgono, durano in proporzione […] Troppi libri, buoni, cattivi, mediocri, escono ogni giorno, e necessariamente fanno dimenticare quelli del giorno prima. La sorte dei libri oggi è come quella degli insetti chiamati effimere. Alcune specie durano poche ore, alcune una notte, altre tre o quattro giorni. Ma sempre di giorni si tratta. […] Invece i libri degli antichi latini e greci, e anche quelli dei bizantini, che i moderni credono non servano a nulla, se fossero più divulgati attraverso buone traduzioni, e più nelle mani della gente comune, potrebbero orientare le mode, le opinioni, il modo di vivere molto più dei libri moderni”. Così scriveva, rispettivamente nel Dialogo di Tristano, nello Zibaldone e nel Discorso in proposito di una orazione greca. Orazione di Giorgio Gemisto Pletone in morte della imperatrice Elena Paleologina, Giacomo Leopardi, autore di cui non solo una magnifica e vorrei dire complementare citazione campeggia a grandi lettere tra gli antichi corridoi dell’albergo Ala d’Oro di Lugo di Romagna, ma di cui lo spirito, per motivi non tutti ovvi o facilmente perscrutabili, aleggia sulle riunioni del suo Caffè Letterario.
Lo stupore e l’emozione che prendono lo scrittore che vi approdi, invitato a partecipare alle sue riunioni, a esplorare le stanze del suo hôtel littéraire, a girovagare per le sue strade e piazze, ravvivando la memoria degli antichi mercati estensi come quella (“plus haut, plus haut!”) di Francesco Baracca, circondato e quasi sopraffatto dall’ospitalità, dall’entusiasmo culturale e vorrei dire dall’appetito bibliografico dei suoi odierni abitanti, è altrettanto difficilmente descrivibile.  Agli amici che mi hanno chiesto dove fossi stata, nel fine settimana di fine aprile in cui ho fatto anch’io, come molti e più illustri scrittori prima di me, quest’esperienza, ho risposto: “Nel Paese dei Bibliofagi”. Un paese dove, per uno strano incantesimo, la sorte dei libri sembra essere più felice che nel resto del mondo attuale. Dove i libri degli antichi continuano a vivere, letti e riletti nelle case, recitati e ascoltati per notti intere nei giardini e nelle piazze. Dove, tra quelli dei moderni, gli abitanti sembrano dotati di uno speciale istinto a distinguere gli insetti effimeri dalle altre specie. Sarà l’aria salmastra che dal mare bizantino, l’Adriatico, soffia fin lì attraversando la bassa. Sarà che il borgo di Lugo, pur non selvaggio come quello natìo di Giacomo Leopardi, al contrario civilizzato ben più delle nostre grandi città storiche italiane, ha quiete stanze e vie d’intorno e orti, e sabati e di’ di festa come quelli che vi ho trascorso in amabile inerzia, che dispongono all’ascolto del tempo e a quell’unica forma universale di preghiera che è propria dell’anima occidentale: la lettura.


La serata dedicata a RINO GAETANO


Queste le immagini dell’incontro di ieri sera, sabato 5 maggio, che il Caffè Letterario di Lugo ha voluto dedicare al grande cantautore calabrese Rino Gaetano. Una serata che ha visto come protagonisti lo scrittore romano Matteo Persica, autore del libro, edito per i tipi di Odoya, “Rino Gaetano. Essenzialmente tu”. Ad accompagnare il racconto di Matteo Persica sono state alcune fra le più belle canzoni che ci ha lasciato Rino Gaetano, interpretate magistralmente dalla voce di Davide Lazzarini e dalla chitarra di Corrado Cacciaguerra.  




martedì 1 maggio 2018

Sabato 5 maggio - MATTEO PERSICA racconta RINO GAETANO


Sabato 5 maggio, alle ore 20.30, all’Hotel Ala d’Oro, il Caffè Letterario di Lugo dedica una serata conviviale-musicale al cantautore Rino Gaetano con lo scrittore romano Matteo Persica che presenterà il suo ultimo libro “Rino Gaetano. Essenzialmente tu” edito da Odoya. La parte musicale della serata sarà affidata alla chitarra di Corrado Cacciaguerra e alla voce di Davide Lazzarini. 
Quarant'anni  fa  Rino  Gaetano  saliva  sul  palco  di  Sanremo  e  conquistava  il  pubblico  con  ukulele,  cilindro  e  frac  intonando  la  sua  "Gianna".  In questo libro, Matteo Persica,  come  già  fatto  in  "Anna  Magnani.  Biografia di una donna",  vuole  però  andare  oltre  l'immagine  stereotipata  del  personaggio  pubblico,  tracciandone  un ritratto  affascinante  e  completo.  Dalla nascita a Crotone  all'arrivo  a  Roma;  dagli  anni  passati  nel  seminario  di  Narni  alla  comitiva  adolescenziale  nel  quartiere  di Monte  Sacro;  dalla  prima  band,  i  Krounks,  alla  scuola  sperimentale  di  Marcello  Casco;  dalle  prime  esibizioni  in  pubblico  agli  spettacoli  teatrali  per  le  scuole.  Un viaggio nella vita di Rino Gaetano  -  la  sua  carriera,  le  sue  amicizie,  i  suoi  amori  -  alla  scoperta  del  suo  lato  umano  più  vero.  L'autore focalizza infatti  l'attenzione sugli  aspetti  più  intimi  del  cantautore  e,  attraverso  un  repertorio  unico  di  testimonianze,  immagini  inedite  e  ricordi  degli  amici  e  dei  grandi  artisti  con  cui  Rino Gaetano  ha  collaborato,  ci  racconta  la  sua  umanità,  le  sue  debolezze,  la  sua  determinazione,  il  suo  profondo  senso  di  giustizia  e  la  sua  voglia  di  normalità.  Un omaggio sentito a  un  artista  poliedrico  e  alla  sua  complessa  personalità,  una  biografia  che  spiega  perché  -  ancora  oggi  -  Rino  Gaetano  sia  amato,  "venerato"  da giovani  e  meno  giovani  e  costantemente  ritrasmesso  in  radio  e  televisione.  Finalmente  Rino  Gaetano  riesce  a  togliersi  frac  e  cilindro,  per  indossare,  almeno  una volta, i panni di quel ragazzo scomparso ad appena trent'anni. E ci sembra più vicino, come non lo è mai stato, quasi uno di noi.

Matteo Persica si definisce scrittore appassionato di storie vere da raccontare. Ha esordito per Odoya nel 2016 con Anna Magnani. Biografia di una donna, che è stato un grande successo di critica e di lettori. Nel 2010 ha diretto il documentario Nannarella 100 e dal 2012 è direttore artistico del Premio Anna Magnani. Nel 2016 ha vinto il premio Fs News Radio. Come “Anna Magnani, Biografia di una donna” è uno dei libri Odoya più venduti.


Menù
Aperitivo con stuzzicheria
Garganelli agli asparagi e crema di raviggiolo
Prosciutto fresco in porchetta cotto a bassa temperatura
Patate al forno
Semifreddo al lime con coulis di lamponi
Caffè


Variante vegetariana per il secondo piatto:
Torta salata al radicchio e provola
con insalatina estiva con feta, cetrioli e rucola


€ 25.00 per persona, bevande incluse

Prenotazioni al 0545 22388 - 329 6817175


sabato 28 aprile 2018

La serata con SILVIA RONCHEY


Più di cento persone hanno assistito ieri, venerdì 27 aprile, all’incontro con la filologa e bizantinista Silvia Ronkey che ha presentato al Caffè Letterario di Lugo il suo ultimo volume “La cattedrale sommersa” edito da Rizzoli.
Il tema del «confine», della soglia sottile, invalicabile, non rappresentabile — eppure rappresentabile — fra l’umano e il divino, è il filo conduttore presente in quasi tutti i capitoli de La cattedrale sommersa. Ogni rappresentazione del volto che voglia essere figurativa — dice in sintesi, e con una bellissima intuizione, la Ronchey — è falsa: perché «l’immagine vera non è quella che si guarda ma quella da cui si è guardati, il cui sguardo ci attrae verso un’altra dimensione, ci avvicina all’enigma dell’essere», insomma ci trasporta oltre. Come fanno le icone, che ci guardano, e guardandoci in quella fissità irreale, lentamente ci fanno comprendere come la linea del confine è all’interno di noi, nella nostra psiche, dove il visibile si alterna all’invisibile, la chiarezza all’enigma.








sabato 21 aprile 2018

Venerdì 27 aprile - SILVIA RONCHEY al Caffè Letterario di Lugo


Venerdì 27 aprile, alle ore 21.00, nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro, la filologa e bizantinista Silvia Ronchey presenta il suo saggio “La cattedrale sommersa” edito da Rizzoli.  L’incontro è organizzato in collaborazione con il “Comitato per lo studio e la tutela dei beni storici del Comune di Lugo”. A introdurre la serata, che si concluderà come d’abitudine con il consueto brindisi finale offerto a tutti i presenti dalle cantine Cevico, sarà Maria Cristina Carile. Ingresso libero. Ricordiamo che è possibile cenare nel Ristorante dell’Hotel Ala d’Oro dalle ore 19.30, e riservare il posto nella Sala Conferenze dove si terrà la presentazione.
Da quali antichissime simbologie proviene la mezzaluna divenuta emblema dell’islam? A quale passato si riallacciano le distruzioni di statue e monumenti dell’Isis e cos’hanno a che fare con l’iconoclastia? In che modo il paganesimo si è ibridato con il cristianesimo? E chi era Cristo? Quali sono le altre facce della sua predicazione, che si innestarono e germogliarono nell’antico oriente, dall’avventura nestoriana a quella buddhista? In quali pieghe della nostra cultura sopravvive la voce dei mistici? Quanto è rimasto nel nostro immaginario di ciò che un tempo si chiamava religio? Quanto c’è di vero nel Trono di spade? In altre parole: quanto passato c’è nel nostro presente e quanto presente nel nostro passato? E quanto oriente c’è nel nostro occidente? Oggi il baricentro del mondo sembra essersi spostato. Per dissipare pregiudizi e malintesi nati da interferenze nella trasmissione dei saperi o da vere e proprie falsificazioni, Silvia Ronchey ci accompagna in questo libro in un viaggio avventuroso alla ricerca del sacro perduto, riportando alla luce una topografia rimossa dalla nostra coscienza storica e dalla nostra identità collettiva. Facendo emergere dal profondo del tempo e della psiche l’edificio sommerso e complesso di ciò che l’uomo contemporaneo ha smarrito: i legami che generano quell’unica civiltà orientale-occidentale in cui oggi, in un tempo di rivolgimenti culturali e migrazioni epocali, siamo globalmente implicati e coinvolti.
Silvia Ronchey è docente di Filologia classica e Civiltà bizantina all’Università di Siena. Tra i suoi libri, L’enigma di Piero (Rizzoli 2006), con cui ha vinto il Premio Elsa Morante, e Ipazia (Rizzoli 2010), Il guscio della tartaruga (Nottetempo 2009) e Il romanzo di Costantinopoli (Einaudi 2010). Collabora con “La Stampa”, “Tuttolibri” e la Rai.


La serata con HELENA JANECZEK


Queste le immagini dell’incontro con la scrittrice Helena Janeczek che ha presentato ieri al Caffè Letterario di Lugo il suo romanzo “La ragazza con la Leica” edito da Guanda. Il romanzo è fra i 12 libri finalisti del Premio Strega 2018.
“Helena Janeczek, che ha studiato per anni Gerda Taro, è scrittrice ebrea, polacca, tedesca, italiana, è scrittrice vera, forse la scrittrice più completa che abbiamo oggi in Italia. Narratrice attenta alla fabula, ma ossessionata dalla realtà storica e questo di Gerda Taro è il suo libro più bello. Ogni volta che ne pubblica uno, in verità, sembra superare i precedenti, poi però ti accorgi che è parte di un’unica enciclopedia dell’umano. Con Gerda siamo nella Spagna che provò a resistere al nazismo e al comunismo stalinista; siamo lì, accanto a lei, accanto a una fotografa che aveva fiducia nella possibilità di raccontare, perché la conoscenza può non evitare il dolore, può non fermare una guerra, ma aiuta a scegliere da che parte stare e cosa essere. Gerda Taro morì schiacciata da un carro armato, il 26 luglio 1937. La sua agonia durò una notte intera, una notte nella quale più che per la sua vita si preoccupò che le sue macchine fotografiche non si fossero rotte nell’incidente e che le sue foto fossero in salvo.” (Roberto Saviano)