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Sala conferenze - Hotel Ala d'Oro

Via Matteotti, 56 - 48022 Lugo di Romagna - (Ravenna) - Italia
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sabato 9 febbraio 2019

"Il pianeta delle macchine" di IVANO NANNI


Sull'incontro di venerdì 8 febbraio con Gianfranco Pacchioni che ha presentato il suo saggio “L’ultimo Sapiens” edito da Il Mulino.

La cosa inquieta un po’. Se una nuova generazione di computer dotati di facoltà di autoapprendimento sta replicando al meglio le doti umane, ciò significa che inizieranno a riflettere sulle loro azioni cosicché svilupperanno una coscienza tale da prendere decisioni imprevedibili per noi, piccoli umani dotati di sentimenti buoni per i romanzi, le poesie, l’arte, di cui per il momento abbiamo l’esclusiva. Ad esempio, i computer, che tra breve non saranno più solo macchine, potrebbero decidere di replicare solo se stessi. Innamorati narcisisticamente della propria perfezione, escluderanno gli esseri umani dalle decisioni futuribili, e perciò, in quel preciso momento si verificherà una condizione tale da giustificare il titolo del libro- L’ultimo sapiens – di Gianfranco Pacchioni, chimico e prorettore dell’Università Bicocca di Milano nella cui presentazione racconta alcuni aspetti della ricerca genetica che sposteranno i cardini dell’evoluzione che prevedibilmente non si potrà più chiamare solo umana. Vale a dire che per l’uomo, se l’intelligenza artificiale diventerà autonoma, le prospettive potrebbero essere quelle di una vita chiusa nelle verdi praterie di una riserva(indiana?) dove si potrà vivere sì, ma come obsoleti prodotti della creazione, non più unici ma replicabili, duplicabili, stampabili in 3d, geneticamente modificabili, e poi anche, forse, sacrificabili. Anzi sicuramente sacrificabili.
C’è un mondo parallelo in cui queste cose avvengono, o stanno per avvenire. Si stanno sviluppando con una velocità preoccupante e senza clamori prove tecniche procreative. Di tanto in tanto sui giornali appare la foto di un essere umano con sotto la scritta clonato in un laboratorio cinese (per il momento). Solitamene queste notizie appaiono in decima pagina, o nella rubrica scientifica, perciò restano sotto la soglia di attenzione delle masse indaffarate a sopravvivere e ignare del mondo nuovo che avanza. In altri termini, accanto al nostro mondo, al mondo delle persone normali come me, che non arrivano alla decima pagina, ma tuttavia maneggiano come primati smartphone con cui si potrebbe andare su Saturno, esistono i mondi dei genetisti, dei biologi molecolari, degli ingegneri del DNA, e di tutti quegli scienziati che sperimentano sul genoma umano, alterano i codici genetici e li riscrivono. L’immagine che appare alle persone come me, sono di scienziati, che forbici alla mano tagliuzzano pezzi della catena genetica, e facendo questo rispondono ad esigenze correttive primarie. Chi ha perso una mano, un orecchio, una gamba potrebbe ritrovarsi di nuovo con il suo arto a posto, proprio il suo, esattamente una replica esatta, stampato in un laboratorio coreano e inviato a casa senza spese di spedizione, non è meraviglioso tutto questo? Direi di sì. A parte la sindrome Frankenstein è una frontiera che si sposta.  Dunque le frontiere della scienza, di questa scienza si spostano rapidamente, sono movimenti tellurici, tsunami psichici che mettono in discussione temi epocali, correttivi e procreativi. Con piccoli aggiustamenti al DNA si arriverà a correggere malattie insite nei circuiti remoti della psiche, allungare la vita umana oltre ogni immaginazione, avvicinarsi all’immortalità, a vivere cinquecento anni come Noè, come tutti i patriarchi biblici prossimi all’eternità. E Dio, ci stiamo dimenticando del creatore supremo, che fine farà in tutto questo replicare di vita oltre la vita? Non sarà replicante anche lui, o per lo meno replicabile. E se si cercasse la matrice la divina in quei laboratori? Già, che fine ha fatto Dio in tutta questa marea di sostituzioni, clonazioni, duplicazioni? Che sia solo un file dentro a un computer, qualcosa in attesa di stampa?
E se per tutti noi, che brancoliamo nel buio dell’insipienza, si aprisse un varco di luce dove è possibile capire quello che non abbiamo mai capito, e cioè che la terra potrebbe essere, essa stessa una macchina, un gigantesco computer organico replicabile e replicato all’infinito, sarebbe il risultato di un’auto programmazione o di una intelligenza che si compiace di essere in diverse forme ma che sostanzialmente resta un grande ingegnere meccanico?
di Ivano Nanni


La serata con GIANFRANCO PACCHIONI


Con il saggio “L’ultimo Sapiens, viaggio al termine della nostra specie”, Gianfranco Pacchioni, ieri sera al Caffè Letterario di Lugo, ci ha accompagnato in un viaggio niente affatto scontato nel futuribile, nel probabile, nelle ipotesi che ogni giorno di più somigliano a certezze. La lista dei temi affrontati è stata vastissima: biotecnologie, realtà aumentate e artificiali, lettura del pensiero, biotecnologie, clonazione, iperconnessione, mondi virtuali, Big Data, nanotecnologie. Cosa siamo dunque? E soprattutto cosa stiamo diventando? Queste le domande a cui Gianfranco Pacchioni ha cercato di rispondere con un approccio che, scevro da tentazioni catastrofiste, è risultato tanto realistico quanto inquietante.






domenica 3 febbraio 2019

Venerdì 8 febbraio - GIANFRANCO PACCHIONI al Caffè Letterario di Lugo


Venerdì 8 febbraio, alle ore 21.00 nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro, il chimico Gianfranco Pacchioni presenterà al Caffè Letterario di Lugo il suo ultimo saggio “L'ultimo Sapiens. Viaggio al termine della nostra specie” edito dal Mulino. A introdurre la serata, che si concluderà come d’abitudine con il consueto brindisi finale offerto a tutti i presenti dalle cantine Cevico, sarà Enrico Montanari. Ingresso libero. Ricordiamo che è possibile cenare nel Ristorante dell’Hotel Ala d’Oro dalle ore 19.30, e riservare il posto nella Sala Conferenze dove si terrà la presentazione.
Immaginiamo un futuro in cui sapiens supertecnologici controlleranno, con le loro intelligenze aumentate, il mondo; mentre altri sapiens desueti, saranno relegati a un ruolo marginale. Uno scenario solo fantascientifico? Oggi l’intelligenza artificiale, le neuroscienze, le nanotecnologie, la genetica modificano in modo sempre più vertiginoso il rapporto tra l’uomo e la natura. Nella storia dell’umanità sta succedendo qualcosa che potrebbe anche portare alla fine di Homo sapiens. Intrecciato ai racconti fantastici di Primo Levi ecco dipanarsi in queste pagine un altro racconto, tanto avvincente e ironico quanto inquietante: quello del nuovo ecosistema - mai visto prima – in cui vivranno i nostri discendenti.
Gianfranco Pacchioni è Prorettore alla ricerca nell’Università di Milano-Bicocca dove è stato direttore del Dipartimento di Scienza dei materiali. Per le sue ricerche ha ricevuto numerosi premi internazionali, fra cui l’Humboldt Award e la medaglia Pascal della European Academy of Sciences. Ha tra l’altro pubblicato «Idee per diventare scienziato dei materiali» (2006) e «Quanto è piccolo il mondo» (2008), entrambi con Zanichelli, e per il Mulino «Scienza, quo vadis?» (2017).

venerdì 1 febbraio 2019

Sabato 2 febbraio - "Io Vergine, tu Pesci?" Spettacolo astro-comico di GIUSEPPE SORGI


Il Caffè Letterario di Lugo segnala questo divertente spettacolo organizzato dagli amici di TLON  (Scuola di Filosofia / Casa editrice / Libreria Teatro). Sabato 2 febbraio alle ore 21.00, nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro, spettacolo astro-comico di Giuseppe Sorgi “Io Vergine, tu Pesci?”
Parlare d’amore senza buonismi, coniugando l’astrologia col teatro. Entrambi, a braccetto con la psicologia e l’ironia, ci forniscono delle risposte tanto interessanti quanto fastidiose. Soprattutto riguardo ai tanto decantati sentimenti d’amore, nostri e altrui. Segno dopo segno, Giuseppe Sorgi redige una guida pratica per affrontare e conoscere colui o colei che ci fa tanto palpitare il cuore.
Avere a che fare con una Vergine non è la stessa cosa che avere fra le mani una Bilancia. Uscire dal letto di uno Scorpione non è lo stesso che svegliarsi accanto a un Acquario. Sempre che l’Acquario ci sia ancora. Senza tralasciare voi, cioè noi però. E i nostri moventi. Perché abbiamo posato gli occhi su quella persona? Stiamo sperimentando finalmente un nuovo modo di affrontare una storia? Oppure riproponiamo per l’ennesima volta gli stessi, disastrosi, schemi amorosi di sempre?
L’applicazione dell’astrologia in ambito psicologico non è certo una novità, inizia con Jung e prosegue fino ai giorni nostri per una strada tempestata di scetticismi, puzze al naso e fastidi vari.
Se qualche titolato professorone dovesse quindi chiedere quali sono i riferimenti di Giuseppe Sorgi, la risposta sarebbe: Miss Marple. Sì, avete capito bene: Miss Marple valuta infatti la nostra specie secondo ‘tipi umani’, osservando gli sconosciuti e trovando in loro quei punti di somiglianza con le persone che conosce personalmente. Con questo sistema, mentre sferruzza, asciuga la vicenda giungendo all’essenza dei fatti. Scomoda zia Jane!

Giuseppe Sorgi. Nasce a Palermo nel 1976 dove si laurea in Lettere. Attore e autore televisivo per Zelig, Zelig Off, Stiamo tutti bene, Tintoria, Maurizio Costanzo Show e altri, fra cui il nuovo programma in anterprima sul web Epatite V. Regista e autore teatrale: fra le commedie più rappresentate si ricordano Aprite quella porta, Un problema alla volta, Serata omicidio. Nella veste di attore si ricorda con particolare piacere il ruolo di Faccisantu, che fu di Ciccio Ingrassia, nel Rinaldo in Campo edizione 2011/12, prodotto dal Teatro Sistina con Serena Autieri, Fabio Troiani e Rodolfo Laganà. Autore del libro Io Vergine, tu Pesci? edito nel 2016 da Salani.

Biglietto d'ingresso €. 12,00
L'acquisto del biglietto comprende la tessera associativa relativa all'anno 2019
Oppure scrivendo a Tlon: info@tlon.it
Per ulteriori info: 338.45.323.99 (Nicola)

Rinviato l'incontro con FEDERICO CONDELLO


ATTENZIONE!!!
Per motivi di salute (l’inesorabile influenza di stagione) l’incontro con FEDERICO CONDELLO e il suo libro “La scuola giusta" in programma per oggi venerdì 1 febbraio è posticipato a LUNEDI’ 11 FEBBRAIO sempre alle ore 21.00 nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro.

Si dice che noi abbiamo la febbre, mentre, in realtà, è la febbre che ha noi.
Lucio Anneo Seneca

lunedì 28 gennaio 2019

Mercoledì 30 gennaio - ROBERTO MERCADINI in "La storia perfetta dell'errore"


Il Caffè Letterario di Lugo segnala questo divertente spettacolo organizzato dagli amici di “Il lupo e il contadino”. Mercoledì 30 gennaio, alle ore 20.30, nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro, è in programma lo spettacolo di Roberto Mercadini, “Storia perfetta dell’errore”.
Si comincia da qui: “Tutte le storie che conosco, tutte le storie che mi si affacciano alla mente sembrano affermare la medesima cosa. E cioè che l’errore è il battito di coda dell’esistenza, il modo in cui essa procede e si traccia una strada nelle tenebre. Qui ho messo insieme alcune di quelle storie.
Ho composto un inno allo sbaglio che migliora, alla perdita che arricchisce, alla caduta che innalza, alla difficoltà che mette le ali ai piedi, alla pecca che si rivela –infine- una forma superiore di perfezione.
Questo è un monologo ancestrale e, contemporaneamente, un monologo storico. In che senso? Nel senso che racconta di come è comparsa e si è evoluta la vita sulla Terra. Ma ad ogni evento ancestrale narrato, poi, collega un avvenimento storico, un personaggio del passato (Galileo, Michelangelo ecc.). Certo, alcuni parallelismi potrebbero sembrare un po’ azzardati, un po’ troppo acrobatici.
Tuttavia, credo, le storie si chiamano fra di loro. Si toccano. Gettano l’una sull’altra luce.
Anzi, forse ogni storia è rivolta ad ognuno di noi; e vuole chiamarci, toccarci, illuminarci.”
Roberto Mercadini poeta, monologhista, narratore. Usa l’espressione sarcastica “poeta parlante” per definire la natura composita e variegata del suo lavoro. Con 150 date all’anno, porta in giro per la Romagna e per il resto d’Italia i suoi spettacoli di narrazione e i suoi monologhi poetici. Su temi che spaziano dalla Bibbia ebraica all’origine della filosofia, dall’evoluzionismo alla felicità.
Biglietto d'ingresso €. 15,00 - L'acquisto del biglietto comprende la tessera associativa relativa all'anno 2019
INFO, DETTAGLI E PRENOTAZIONI:


Schubert e Brahms interpretati da PAOLA PERESSON e GUIDO FACCHINI


Primo splendido pomeriggio di “Musica & Poesia” ieri domenica 27 gennaio al Caffè Letterario di Lugo dedicato a Franz Schubert, Johannes Brahms e alla poesia tedesca con i pianisti Paola Peresson e Guido Facchini che hanno eseguito a quattro mani il “Grand Rondeau in la maggiore” di Schubert  e i “16 valzer, op.39” di Brahms. A fare da cornice alla musica dei due grandi compositori tedeschi la poesia di Friedrich Schiller, Rainer Maria Rilke, Gottfried Benn e Bertolt Brecht declamata da Claudio Nostri, Giovanni Barberini, Daniele Serafini e Patrizia Randi.