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Sala conferenze - Hotel Ala d'Oro

Via Matteotti, 56 - 48022 Lugo di Romagna - (Ravenna) - Italia
Per Informazioni : 0545 22388 - claudio@aladoro.it
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giovedì 17 gennaio 2019

Venerdì 18 gennaio - IVANO DIONIGI al Caffè Letterario di Lugo


Venerdì 18 gennaio, alle ore 21.00 nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro, ancora una serata dedicata ai grandi classici dell’antichità per il Caffè Letterario di Lugo con il latinista Ivano Dionigi che presenterà il suo ultimo saggio “Quando la vita ti viene a trovare. Lucrezio, Seneca e noi” edito da Laterza. A introdurre la serata, che si concluderà come d’abitudine con il consueto brindisi finale offerto a tutti i presenti dalle cantine Cevico, sarà Patrizia Randi. Ingresso libero. Ricordiamo che è possibile cenare nel Ristorante dell’Hotel Ala d’Oro dalle ore 19.30, e riservare il posto nella Sala Conferenze dove si terrà la presentazione.
Solitari restare a riva a osservare le tempeste della vita o salire a bordo senza troppo curarci dei compagni di viaggio? Seguire le leggi del cosmo o le leggi dell’io? Scegliere la politicao l’antipolitica? Il negotium o l’otium? Credere o capire di fronte a Dio e alla morte? Seguire la lezione dei padri o la rivoluzione dei figli? Basta volgere lo sguardo al mondo classico di Atene e Roma per trovare i nostri più naturali interlocutori, coloro che ci hanno preceduti nelle nostre stesse domande. Lucrezio e Seneca hanno fatto il controcanto al presente ponendosi le domande ultime. Non importa quali risposte abbiano dato, importa invece la loro allergia al pensiero unico, tanto da averci prospettato concezioni diverse e rivali del mondo. Importa il coraggio di sperimentare, in solitudine e in autonomia, cosa significa sopportare la verità quando la vita ti viene a trovare. A loro dobbiamo rivolgerci per ricordarci come eravamo e come potremmo essere.
Ivano Dionigi, professore ordinario di Lingua e letteratura latina, ha fondato e dirige il Centro Studi “La permanenza del Classico” dell’Università di Bologna, di cui è stato Rettore. È presidente della Pontificia Accademia di Latinità e dirige la rivista “Latinitas”. Nei suoi studi si è dedicato particolarmente a Lucrezio e Seneca e ha curato volumi sul rapporto antico/presente. Tra i più recenti: I classici e la scienza. Gli antichi, i moderni, noi (2007), Madre, madri (2008), Elogio della politica (2009), Il dio denaro (2010), Animalia (2011), Eredi (2012) e Barbarie (2013) per Rizzoli. Per Mondadori ha scritto Il presente non basta. La lezione del latino (2016).


Sabato 19 gennaio - "Black Century" di CESARE BARACCA



Sabato 19 gennaio, alle ore 18.00, nella hall dell’Hotel Ala d’Oro, si inaugura la mostra pittorica “Black Century” dell’artista Cesare Baracca.

Dopo gli studi superiori, Cesare Baracca si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Ravenna dove studia pittura sotto la guida di Umberto Folli. Si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1990. Nel 1991 frequenta il pittore Francesco Verlicchi con il quale approfondisce la tecnica del disegno. Nel 1992 ottiene il Primo Premio “Imaginaria 92” al concorso indetto a Milano dal Gruppo Rinascente e nel 1996 risulta finalista al “Premio Europeo” della città di Ostenda. Baracca è un artista versatile ed eclettico. Con la solida preparazione figurativa indotta dai suoi insegnanti e manifeste e continue attenzioni nei confronti dei toni cupi di Mario Sironi, delle violenze neo-espressioniste di Anselm Kiefer e della visionarietà di Enzo Cucchi, realizza cicli di opere che nonostante la loro unitarietà iconografica vengono sviluppati utilizzando tecniche pittoriche diverse, quasi a sottolineare la minore importanza dei soggetti rispetto alla reazione dell’artista di fronte ad essi. 
La mostra rimarrà visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 22 fino a giovedì 14 febbraio 2018.

La serata con Guido Barbujani


Ecco le immagini della bella serata di ieri 16 gennaio con lo scrittore e genetista Guido Barbujani che ha presentato il suo ultimo romanzo  “Tutto il resto è provvisorio” edito da Bompiani. “Amor omnia vicit” sembra volerci dire Schuft, il protagonista del libro ma alla fine proprio lui, abituato a nascondersi in facili convenzioni, comprende che l’altrove è dentro di sé e che la vita ha già emesso la sua sentenza: “fine pena: mai”, tutto il resto è provvisorio. La storia del protagonista diventa così la storia che ogni uomo si ritrova a percorrere per poter risolvere la dicotomia tra essere ed apparire, vivere e lasciarsi vivere.






sabato 12 gennaio 2019

Mercoledì 16 gennaio - GUIDO BARBUJANI al Caffè Letterario di Lugo


Mercoledì 16 gennaio, alle ore 21.00 nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro, lo scrittore e genetista Guido Barbujani presenterà al Caffè Letterario di Lugo il suo ultimo romanzo “Tutto il resto è provvisorio” edito da Bompiani. A introdurre la serata, che si concluderà come d’abitudine con il consueto brindisi finale offerto a tutti i presenti dalle cantine Cevico, sarà Patrizia Randi. Ingresso libero. Ricordiamo che è possibile cenare nel Ristorante dell’Hotel Ala d’Oro dalle ore 19.30, e riservare il posto nella Sala Conferenze dove si terrà la presentazione.
Quella di Gianni Schuff è una vita senza increspature. Si è inventato un'attività di successo - recupera pezzi di modernariato tra il Veneto e la ex Jugoslavia e li rivende, restaurati, a prezzi altissimi -, ha una rete di collaboratori discreti e privi di scrupoli, una bella moglie, una serena capacità di galleggiare lontano dalle profondità della coscienza. Fino a che, per ampliare il proprio giro, non entra in contatto con un giro di insospettabili mafiosi del Nordest, e incontra Iriljana, giovane violoncellista dal passato segnato dagli orrori della storia jugoslava. Vent'anni li separano. Quei vent'anni saranno la misura di un amore talmente assoluto da esigere un'espiazione altrettanto radicale. Gianni Schuff, l'uomo che con eleganza sapeva reggere tra le mani tutti i fili dell'esistenza, percorrerà fino in fondo i gradini che conducono un uomo davanti ai propri fantasmi.
Guido Barbujani (1955) ha lavorato alla State University of New York a Stony Brook, alle Università di Londra, Padova e Bologna, ed è professore di Genetica all’Università di Ferrara. Collabora con “Il Sole 24 Ore” e nel 2014 ha vinto il premio Napoli per la lingua e la cultura italiana. Fra i suoi libri, i romanzi Dilettanti; Dopoguerra; Questione di Razza (premio Hemingway) e Morti e sepolti; i saggi L’invenzione delle razze (premio Merck-Serono e selezione Galileo); Europei senza se e senza ma; Sono razzista, ma sto cercando di smettere (con Pietro Cheli); Lascia stare i santi. Una storia di reliquie e di scienziati; Contro il razzismo (con Marco Aime, Federico Faloppa e Clelia Bartoli); Gli africani siamo noi (premio selezione Galileo); Il gene riluttante (con Lisa Vozza) e Il giro del mondo in sei milioni di anni (con Andrea Brunelli).


venerdì 11 gennaio 2019

La serata con GIULIO GUIDORIZZI


Tutto ebbe inizio con il celebre “pomo della discordia”. Una mela che rotolò fra le gambe degli dèi riuniti a banchettare il giorno delle nozze di Teti e Peleo. Una mela d’oro dedicata alla più bella fra le dee. Ma chi? Forse Era, moglie di Zeus, signora indiscussa dell’Olimpo? Forse Atena, figlia di Zeus e Metis (Intelligenza Astuta), dea dotata di acutezza intellettuale invincibile? O forse Afrodite, la dea del desiderio e dell’amore sensuale? Chi fra di loro? Eris, la divinità della Discordia, fu geniale. Non invitata al banchetto, fece ruzzolare la sua mela fra gli invitati e seminò quel che voleva seminare. La contesa per assicurarsi il premio ebbe effetti devastanti. Da lì in avanti nulla sarebbe più stato lo stesso. Né fra gli dèi, né fra gli uomini. Anche perché fu da quella mela d’oro che ebbe inizio la serie di accadimenti capace di portare alla più famosa guerra dell’antichità, una guerra mitica, la guerra di Troia.
Giulio Guidorizzi, nel suo nuovo libro, Il grande racconto della guerra di Troia (Il Mulino, pp. 415, euro 48), presentato ieri sera 10 gennaio al Caffè Letterario di Lugo nella Sala del Consorzio di Bonifica, ha ripercorso ogni evento offrendo al lettore che oggi è ancora affamato delle storie antiche un grande manuale narrato.







mercoledì 9 gennaio 2019

Giovedì 10 gennaio - GIULIO GUIDORIZZI racconta la Guerra di Troia.


Giovedì 10 gennaio, alle ore 21.00 nella Sala del Consorzio di Bonifica in via Manfredi 32 a Lugo, si apre la stagione invernale del Caffè Letterario di Lugo con il filologo e grecista Giulio Guidorizzi che presenterà il suo ultimo libro edito dal Mulino “Il grande racconto della guerra di Troia”. A introdurre la serata sarà Marco Sangiorgi. Ingresso libero.
Immaginate una spiaggia, un mare cristallino, e una città dalle mura bianche sull'orizzonte sopra una collina. È Troia. Mille navi sono state tirate in secco e il luogo pullula di guerrieri achei, scintillanti nelle armature di bronzo. Attorno alla città, da anni si versano fiumi di sangue. È lo scenario in cui si combatte la guerra più famosa di tutti i tempi, cantata da Omero. Al centro del poema, un sentimento: l'ira di Achille. Una passione furente che spesso travolge anche gli altri personaggi. Del resto, le passioni sono il cuore dell'Iliade, senza di esse si perderebbe il senso, il sapore del racconto omerico, in cui le emozioni divampano, gettando frenesia negli animi. È forse per questo che l'invincibile Achille, il tracotante Agamennone, il vecchio re Priamo, il generoso Ettore, il fragile Paride, il giovane Patroclo, la fedele Andromaca, la bellissima Elena, e tutte le divinità che li proteggono o li osteggiano, da secoli irradiano una capacità di attrazione così potente? Non solo: se le loro storie sono ancora nostre, è perché questi campioni di una società arcaica e aristocratica ci trasportano in un mondo favoloso ma palpitante, fatto di eroismo, pietà, sacrificio, di potere, gloria e destino, affermando su tutto la libertà dell'uomo di fronte alle grandi domande della vita.
Giulio Guidorizzi è professore di Teatro e Drammaturgia dell'Antichità presso l'Università degli Studi di Torino. I suoi studi si focalizzano soprattutto sul teatro classico e sull'antropologia del mondo antico. È codirettore della rivista «Studi Italiani di Filologia Classica».Tra le sue opere più recenti: Il mito di Edipo (con M. Bettini, 2004); Il mito greco. Gli dei (2009); Ai confini dell'anima. I Greci e la follia (2010); Il mito greco. Gli eroi (2012), La trama segreta del mondo. La magia nell'antichità (2015), Io, Agamennone (2016), I Greci e le passioni (2017) e Ulisse. L'ultimo degi eroi (2018).

"Guardali, gnomo!" di LUIGI FERRARI


Luigi Ferrari è stata ospite del Caffè Letterario di Lugo venerdì 26 ottobre 2018 per presentare il suo libro "Triade minore” edito da Ponte alle Grazie.

Scrive il mio amico lughese Guido Neri che la Romagna è una regione “esagerata”. Concordo in pieno e mi permetto di estendere l’assioma, à plus forte raison, a tutti i suoi concittadini, i Lughesi, che sottolineano la propria appartenenza alla terra romagnola addirittura integrando quest’ultima nella denominazione corrente, se non ufficiale, della loro bella città: Lugo di Romagna, appunto.
Lì concepiscono tutto in grande: eroi, monumenti, castelli, piazze, pavaglioni. E teatri: se non nei fatti, quantomeno nelle aspirazioni legittime. È proprio questo, credo, a rendere ogni loro quotidiano “gesto esistenziale” così inconfondibile e seducente per chi come me, introverso e severo lumbard, non abbia ricevuto col latte materno un altrettanto scoperta vocazione alla grandeur.
Fatto sta che frequento Lugo (e annovero alcuni suoi abitanti tra i miei amici più cari) da quasi trent’anni, dopo che me la fece scoprire l’allora sindaco Maurizio Roi nel nome di quel legame rossiniano che la unisce a Pesaro, dove vivo io. Il fatto che Pesaro, del resto, sia da molti considerata un estremo angolo di Romagna in terra marchigiana, è cosa nota.
Di un altro legame posso invece considerarmi catalizzatore forse primario: il gemellaggio tra Lugo e Wexford, cittadina irlandese sede del più importante teatro d’opera nazionale e di un festival lirico di fama internazionale, di cui sono stato per dieci anni direttore artistico tra il 1995 e il 2004. Tra il Wexford Festival Opera e il lughese Teatro Rossini avviai una tradizione collaborativa che dura ancora oggi e che sfociò, come ho appena ricordato, nel gemellaggio tra le due città.
Ma la ragione che più di recente mi ha ricondotto a Lugo è stata, nell’ottobre 2018, la presentazione del mio primo romanzo, “Triade minore”, ai numerosi e avveduti frequentatori del Caffè Letterario. È intervenuto tra gli altri, da Ravenna, Eugenio Baroncelli: fraterno amico personale, oltre che finissimo scrittore e non infrequente ospite dell’incantevole veicolo di cultura e aggregazione civile inventato e guidato da Claudio Nostri e Patrizia Randi. Eugenio ha deliziato i presenti anche con alcuni felici anagrammi ricavati dal titolo del mio libro, in tal modo inducendomi a una conclusione che aspira ad emulare, non potendolo certo eguagliare, il suo estro.
Ecco dunque alcuni esiti di un lavorio permutativo che ho tentato di applicare alla chiave Lugo di Romagna. Tutti insieme, sembrano evocare la ricca pluralità cittadina: dalla storica capacità di richiamo di ampie folle (Maggior l’aduno) alla concretezza della pratica commerciale (Miro ‘l guadagno), dai graziosi negozi sparsi nelle vie (Angolo d’agrumi) alla cortesia dei baristi (Gradiamo lungo?), dalle eccellenze sanitarie (Ogni mal guardo), alle preziose testimonianze cimiteriali (D’urna l’omaggio). Certo, non possono mancare accenni a una certa cronaca pruriginosa, segnata negli ultimi tempi, qui come altrove, dal fiorire di “centri relax” (Lì m’ungo a grado) votati però a pratiche travalicanti il semplice massaggio (Mugola, ingorda!; Urla, anima, godo!). Ma il primo anagramma che dedicherei ai Lughesi, forse il più eloquente, l’ho messo proprio a titolo di queste righe: Guardali, gnomo!
E qui mi fermo, per non esagerare. 

Luigi Ferrari