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Sala conferenze - Hotel Ala d'Oro

Via Matteotti, 56 - 48022 Lugo di Romagna - (Ravenna) - Italia
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venerdì 26 febbraio 2010

Lunedì 1 marzo - BENEDETTA TOBAGI a Caffè Letterario

Lunedì 1 marzo alle ore 21,00 nella sala conferenze dell’Hotel Ala d’Oro con la giornalista Benedetta Tobagi che presenterà il suo libro “Come mi batte forte il tuo cuore” dedicato alla figura del padre Walter Tobagi assassinato dalla “Brigata XVIII marzo” nel 1980, Caffè Letterario apre un piccolo ciclo di due incontri, organizzati con la collaborazione dell’Istituto Storico della Resistenza di Ravenna, incentrati sugli anni bui della Repubblica, quegli anni 70/primi 80 funestati dal terrorismo e dall’eversione. Protagonista del secondo incontro, sabato 6 marzo alle ore 17,30 nella sala conferenze della CNA di Lugo, sarà Umberto Ambrosoli che col suo libro “Qualunque cosa succeda” racconta la storia del padre Giorgio, commissario liquidatore della Banca Privata di Michele Sindona ucciso a Milano da un killer la notte tra l’11 e il 12 luglio 1979. A introdurre la serata con Benedetta Tobagi , che terminerà con il consueto brindisi finale con i vini in degustazione, saranno Cinzia Venturoli (direttrice del CEDOST, Centro di documentazione storico-politica sullo stragismo di Bologna) e lo storico Alessandro Luparini. Quella di Walter Tobagi è stata una delle voci più profonde della storia del giornalismo italiano, una di quelle voci che, con la complicità di una mente acuta, di un’intelligenza brillante e di un forte senso della professionalità e dei valori civili, avrebbero potuto dare molto al nostro paese, quest’oggi così privo di personalità del genere, soprattutto nel mondo del giornalismo. Roberto Saviano, che di questo libro ha scritto su Repubblica una bella recensione, ricorda “Tobagi non era un giornalista d’inchiesta. I terroristi non uccisero giornalisti d’inchiesta, ma giornalisti come Carlo Casalegno e, appunto, Walter Tobagi che analizzavano le questioni, davano nomi e interpretazioni. Non rivelazioni di nuovi elementi. E questo li condannava a morte. “Scrivere chiaro è difficile” diceva Walter Tobagi. Giornalisti che analizzano le questioni, che fanno nomi, che danno interpretazioni, giornalisti il cui primo attributo è l’onestà intellettuale: dal giorno della morte di Walter Tobagi sono passati quasi trent’anni ormai, da allora di giornalisti come lui ne nascono sempre di meno, forse rieleggerne la storia, ripercorrere le cause che ne hanno decretato la condanna morte (sua come di molti altri giornalisti i cui nomi dimentichiamo purtroppop facilmente) può contribuire a migliorare la grottesca situazione in cui versa il giornalismo italiano. Link alla recensione del libro di ROBERTO SAVIANO apparsa su "La Repubblica" del 2/11/09

giovedì 25 febbraio 2010

"Corpo vile e corpo santo" di IVANO NANNI

Sull'incontro con GIULIO MOZZI di martedì 23 febbraio Non è vero che ognuno la pensa come vuole, sono pochi quelli che pensano e in genere quelli che pensano non sono opinion leader, parafrasando la celebre battuta di Orson Welles – gli italiani sono tutti attori e i peggiori stanno in palcoscenico- penso che sono molti i pensatori occulti e i migliori non scrivono nemmeno. Si tengono alla larga dallo sbracamento giornalistico, lungi da loro i salotti, non si dimenano in aggrovigliati dibattiti, non fanno siparietti di varietà televisiva, sono lontani anni luce dalla provocazione. In Italia le notizie raccontate e approfondite sono rarissime, bisogna immergersi a profondità abissali per trovarle con il rischio di farsi scoppiare i polmoni, però è necessario perché in superficie galleggiano solo rottami, melme oleose, alghe morte, rifiuti oganici, che solo avvicinarsi a tutta quella immondizia c'e da prendersi un'ameba paralizzante i centri nervosi. Lo spandimento di liquami è frutto di una meditata strategia, l'ignoranza è un bene per la politica, si deve capire nulla di quello che accade e se trapela qualcosa deve essere il più confuso possibile. Non c'è da aspettarsi niente di meno, anzi il trend è in crescita, l'azienda -indifferenza e ignoranza- è l'unica che produce utili al corpo vile della politica e al corpo santo della chiesa. C'è un problema reale che interessa la coscienza e la politica. Il problema è il testamento biologico, se ne è parlato e se ne parla a intermittenza. Ora le comunicazioni sono interrotte, i dibattiti sono roba vecchia, la gente non deve capire cosa succede al mercato, deve solo pagare e tacere. Gli opinion leader, laici, semilaici, premier, contropremier, uomini ombra, ombre vere, ombre rosse, eminenze canute, cattolici di destra, cattolici di sinistra, alti prelati, funzionari d'ambasciata della Santa Sede, radicali, chic e non, vegetariani ed eolici, nuclearisti e atomizzati, si sono sbracciati a dire che non si può fare questo e si puo fare quest'altro, fino a qui arriva la politica ma oltre non si può andare, c'è la coscienza di ognuno, e oltre ancora c'è la chiesa e la sua opinione sulla vita e la morte, e oltre ancora Dio, la cui opinione attendiamo con fiducia per mettere fine a tutti i dubbi. L'atteggiamento mercantile è una priorità, il vaticano fa suonare le trombe dell'apocalisse, mette sul chi va là gli svizzeri con i pantaloni alla zuava, il mondo, sull'orlo dell'abisso perché ha perso i valori cristiani, è una farsa che continua dopo la pubblicità. Il dramma di chi ha preso una decisione giusta o sbagliata, è annichilita dalla confusione, non c'è pietà per le persone sofferenti da decenni, con famiglie distrutte da anni di lacrime; non ci sono mai informazioni vere, solo notizie urlate in un crescendo di emotività che passa per tutti gli orifizi mediatici, fa il pieno di audience, poi getta tutto nella discarica degli scandali come un rottame giornalistico. A preparare questo brodino esausto in cucina ci stanno un po' tutti, illustri cuochi di grandi testate di cazzo giornalistiche, primierati in carica e discarica, funzionari dell'anima con zucchetto cardinalizio, parrucconi di infimo grado, tutti a urlare che la pietanza è pronta, i camerieri corrono in sala, la gente ha fame di panzane condite, il sipario si chiude sul primo articolo della costituzione così mutato: L'Italia è una repubblica fondata sulla truffa e la sovranità appartiene al papa. Applausi. di Ivano Nanni

mercoledì 24 febbraio 2010

Sabato 27 febbraio - ROSEMARY RANDI a Caffè Letterario

Primo incontro in libreria di questa stagione per Caffè Letterario sabato 27 febbraio alle ore 17,30 nella saletta conferenze della Libreria Alfabeta in via Lumagni a Lugo. La scrittrice lughese Rosemary Randi presenterà il suo ultimo romanzo "La seduzione della normalità", edito da Bacchilega Editore nel 2009. A introdurre l'incontro, che anche in questa occasione terminerà con il consueto brindisi offerto a tutti i presenti, sarà la curatrice di Caffè Letterario Patrizia Randi. In questo suo nuovo romanzo Rosemary Randi ci racconta due storie che si intersecano loro malgrado, anche se i protagonisti, come spesso succede, forse non lo sapranno mai. Ciro, in un ambiente in cui si sono ormai avverate le più nere previsioni climatiche attuali, è pungolato dal ricordo di una donna appassionata e impulsiva. Sandra continua, giorno dopo giorno, la salda vita che ha voluto, cercando di conciliare i ruoli di moglie e di madre con gli interessi, gli hobby personali e qualche rimpianto molesto. Due storie parallele che potrebbero anche essere lette separatamente, siglate dall'aroma della quotidianità, in cui sentimenti ed emozioni hanno varie gradazioni cromatiche. Due storie che hanno in comune, in ogni caso, una scelta esistenziale simile, sulla cui validità ciascun lettore darà a se stesso la propria risposta.

La serata con GIULIO MOZZI

Oltre cinquanta persone presenti ieri sera nella sala conferenze dell’Hotel Ala d’Oro per la presentazione del libro di Giulio Mozzi “Corpo morto e corpo vivo. Eluana Englaro e Silvio Berlusconi” edito da Transeuropa Edizioni. Sul palco, insieme all’autore, a fare gli onori di casa e a introdurre la serata, il critico letterario Matteo Fantuzzi che dopo aver presentato Giulio Mozzi nella sua veste di scrittore e di talent scout letterario, ha dato il via a una conversazione con l’autore sullo spinoso tema del suo libro. La morte di Eluana Englaro, di cui è trascorso da pochi giorni il primo anniversario, ha alimentato in Italia un ampio dibattito, mediatico prima, politico-istituzionale poi, sui temi legati alle questioni di fine vita. Una parte dell'opinione pubblica, prevalentemente cattolica, si è dichiarata contraria all'interruzione della nutrizione artificiale, considerata equivalente all'eutanasia . Un'altra parte dell' opinione pubblica, prevalentemente laica, si è dichiarata favorevole al rispetto della volontà della diretta interessata pur in assenza di un formale testamento biologico. La strumentalizzazione politica e mediatica della vicenda è alla base del libro di Mozzi che in maniera provocatoria paragona la persona e il corpo di Eluana Englaro con quello di Silvio Berlusconi che come tutti ricordano tentò, con un decreto legge, di invalidare la sentenza che permetteva al padre di Eluana di poter procedere all’interruzione dell’alimentazione artificiale. “Quando ho cominciato a pensare questo libro, avevo davanti agli occhi questi due corpi. Un corpo privo di qualsiasi potere, sfigurato da diciasette anni di immobilità quello di Eluana. Un corpo che poteva solo subire le decisioni di chi si sarebbe preso le responsabilità di prenderne una e quindi il corpo più “ultimo” e più impotente che si potesse immaginare. Dall’altra il corpo curato e continuamente restaurato del personaggio più potente che si sia visto in Italia in questi ultimi tempi”. Anche la Chiesa, secondo Mozzi, non uscì bene da questa vicenda, lasciandosi trascinare in una feroce polemica mediatica. Da qui la proposta provocatoria e paradossale alle gerarchie cattoliche, da parte dello scrittore, di innalzare agli onori degli altari Eluana Englaro. “La Chiesa deve un risarcimento a questa povera ragazza perché è stata trattata dalla Chiesa stessa non più come una persona, ma una cosa. Una Chiesa che ha accettato di fare del suo corpo un campo di battaglia dove si è combattuta una guerra becera senza esclusione di colpi. E l’unico modo che la chiesa ha di risarcire Eluana è quella di renderla beata." Com’era prevedibile poi finale di serata con tantissime domande da parte del pubblico che hanno scatenato una animata discussione a cui ha avuto seguito il consueto brindisi conclusivo con i vini in degustazione.

martedì 16 febbraio 2010

Martedì 23 febbraio - GIULIO MOZZI a Caffè Letterario

E’ stato posticipato di un giorno, a causa di problemi organizzativi, l’incontro con lo scrittore vicentino Giulio Mozzi programmato per lunedì 22 febbraio. La serata si terrà quindi martedì 23 febbraio sempre alle ore 21,00 nella sala conferenze dell’Hotel Ala d’Oro. In questo quarto incontro del mese di Caffè Letterario Giulio Mozzi presenterà il suo ultimo libro “Corpo morto e corpo vivo. Eluana Englaro e Silvio Berlusconi” edito da Transeuropa Edizioni. La serata sarà introdotta da Matteo Fantuzzi e si concluderà come sempre con l’abituale brindisi con i vini in degustazione.
Un gradito ritorno quello di Giulio Mozzi a Lugo, a soli quattro mesi dalla sua presenza a Caffè Letterario quando, in veste di talent-scout letterario, presentò il libro di racconti del giovane scrittore milanese Giorgio Falco “L’ubicazione del bene”. Come promesso allora, Mozzi torna a Lugo per presentare questa volta il suo ultimo provocatorio libro dedicato al caso di Eluana Englaro e al clamore mediatico che ha suscitato e che continua a suscitare ancora oggi a più di un anno dalla morte di Eluana. Il libro prende le mosse dagli articoli sul caso che Mozzi ha pubblicato su alcuni quotidiani, per poi trasformarsi in una sorta di pamphlet, con la provocatoria proposta di proclamare Eluana subito beata e poi santa, perché il suo quieto, paziente, silenzioso e dolente avvicinarsi alla morte è stato travolto dal clamore mediatico della diatriba che si disputava ai piedi del suo letto. Quelli che seguono sono interrogativi sulla Chiesa cristiana cattolica terrena, sullo scambio di favori tra le gerarchie ecclesiastiche e il capo del Governo, Silvio Berlusconi, un corpo vivo ma prossimo alla morte politica che si sta già preparando a risorgere con l'aiuto di un Santo come Padre Pio, che di miracoli ne ha fatti tanti, soprattutto per la gente di spettacolo. Giulio Mozzi è nato a Vicenza nel 1960 e vive e lavora a Padova dove è al momento consulente editoriale di Einaudi. Frutto del suo lavoro di scouting sono le prime pubblicazioni di autori come Mariolina Venezia, Vitaliano Trevisan, Laura Pugno Tullio Avoledo, Leonardo Colombati, Giorgio Falco. E’ noto soprattutto come scrittore di racconti, uno dei quali è stato inserito nel Meridiano “Racconti italiani del Novecento” curato da Enzo Siciliano. Lettura turabata e turbante del caso di Ferdinando Camon Torna d’attualità Eluana: un libro aspro e straziante la rievoca. Tutti abbiamo vissuto la sua morte con tutte le gamme della passione umana verso una figlia che da tanti anni non sapevamo più se fosse forma di vita o forma di morte si sono scontrate sul povero corpo di questa ragazza. Adesso un grande scrittore veneto fissa in un libretto memorabile il succo della storia, e lo fa a futura memoria. La sua tesi è che la sorte di Eluana fa di lei una «santa»: una donna che ha patito al di là dell’esprimibile, per un tempo interminabile, fino all’estinzione totale. «Eluana santa» è l’appello, forse (ma non ne sono tanto convinto) lanciato per provocazione, da Giulio Mozzi, uno dei migliori scrittori della nuova generazione, in un libretto che si legge d’un fiato, e poi non si smette più di ragionarci sopra: Corpo morto e corpo vivo. Eluana Englaro e Silvio Berlusconi (Transeuropa, 100 pagine, 10 euro). Presentando il libro, ho obiettato a Mozzi: «Ma santa perché? Ha sofferto molto, ma non sappiamo se accettava e voleva questa sofferenza, non sappiamo se la offriva per una sua redenzione». Perché noi siamo abituati al concetto di santo come testimone (in greco, martire) della fede, sofferente e non ribelle alla sofferenza. Santo è chi patisce un dolore forte ma lo regge perché ha una fede più forte. Mozzi mi ha citato però le beatitudini: «Beati i poveri…,beati coloro che piangono…» (Le beatitudini sono date con testo diverso da vangelo a vangelo, il vangelo che Mozzi segue è quello di Luca). Forse che i poveri desiderano essere poveri? No, ma lo accettano. E saranno compensati per la loro condizione. Certo è comprensibile lo sdegno di questo scrittore verso l’etica in nome della quale il padre di Eluana veniva chiamato assassino, perché voleva fermare le macchine che mantenevano eternamente la figlia in quella vita- non-vita. Eluana è stata dunque una martire della tecnica. La tecnica è ormai uno dei nomi di Satana, dice Mozzi. Un idolo. Rifiutando obbedienza a questo idolo, il padre di Eluana ha fatto una scelta pia, non empia. Chi ha fatto la scelta opposta è stato, dice Mozzi, il capo del governo: il quale si è schierato per la «morte interminabile», sentita come una vita ancora sacra, da rispettare. Di fronte alla sotto- vita di Eluana, Mozzi colloca la super-vita di Berlusconi. E qui la sua fantasia fa un salto. La santità che non viene riconosciuta a Eluana, finirà per essere riconosciuta a Berlusconi, e non sarà un ostacolo che la sua biografia sia costellata di scandali: lui è un politico, e la sua politica sta in questo: rispetta il magistero della Chiesa quando lo condivide, mentre quando si sente contraddetto dichiara di non essere al corrente della contraddizione. Se non può sempre mostrarsi interno alla Chiesa, si appresta a fare un’operazione sottile, mostrarsi in sintonia con la volontà del santo più pregato e invocato in questo momento, padre Pio, e infatti annuncia che andrà alla tomba del padre, ora beato e santo. Mozzi lancia una profezia: dopo il leader dirà che il santo gli è apparso e gli ha parlato, e così risulterà contiguo alla santità e da essa garantito. Mozzi fa così una lettura turbata e turbante del caso Eluana: sul corpo di Eluana si è combattuta una battaglia apparentemente etica, in realtà politica. In palio era il potere. Di stabilire il vertice etico dell’esistenza in terra, e autoassegnarselo.

lunedì 15 febbraio 2010

"La santità del corpo" di IVANO NANNI

Sull'incontro con Pier Paolo Giannubilo di venerdì 12 gennaio. Io non so quello che si può dire a proposito dell'uomo con gli spilli sotto pelle e vaganti per il corpo, non so che dire dell'uomo istrice, del bambolotto di pezza da rito satanico, e nemmeno delle diavolerie che ci sono dietro la sua infausta vita stuprata dalle credenze arcaiche di una fattucchiera e del suo amante ignorante, però è di grande chiarezza il quadro complessivo. Giù, in basso, in una provincia che somiglia a tutte le province del mondo e a certi cubicoli metropolitani non esenti da infezioni arcaiche ci sono persone che chiacchierano con i demoni, che non sanno e non vogliono sapere nulla del mondo degli altri, che vivono perfino ai margini di se stessi, dentro a una bolla di malignità, di ossequi untuosi, di cattiverie inaudite, di micidiali inganni orchestrati con lo scopo di guarire uccidendo. Davanti al problema della guarigione dal male la scienza si pone in un modo articolato, complesso, discutibile, e differentemente affrontato a seconda delle latitudini; a culture diverse, modalità diverse di prendere il male per le corna, c'è sempre il diavolo di mezzo, c'è chi lo combatte come fa la medicina o chi cerca di scacciarlo come fa la chiesa con gli esorcismi o la donna delle caverne abruzzese o del cubicolo metropolitano che legge nelle carte e negli astri una soluzione a un problema di salute. Accanto a un metodo di lavoro codificato nel tempo, ci stanno i rituali di mondi paralleli che s'inventano delle modalità di combattimento che interrano le loro radici nel fondo millenario della superstizione. La signora maga non ha esitato davanti alla prospettiva di salvare il suo amore malato a mezzo di un innocente, e questo fa parte della rete di sangue che inzuppa la nostra storia; per molto tempo si sono sacrificati innocenti per salvare qualcuno che non meritava di vivere, le epoche passate sono zeppe di questi miracoli al contrario; il fatto, per questi infetti amorali, non costituisce reato, è una semplice modalità magica atta a ristabilire un equilibrio perduto attraverso la sofferenza di innocenti. È importante che sia un innocente, un bambino, così come erano martirizzati i santi che riscattavano il male dell'umanità con il martirio, il piccolo martire, S. Emanuele, deve concentrare su di sé il male altrui e di questo morirne. Il percorso del bambino è già un tormento prima che muova i primi passi: egli nasce come frutto del peccato, non è voluto, è in dis-grazia, fuori dall'occhio benevolo del Signore il percorso del bambino è segnato, egli non sa che ignoranza e superstizione stanno affilando le lame destinate al suo corpo, è la vittima predestinata ai demoni e alle serpi del sottobosco della miseria, tra ladri e farabutti, la sua vita è segnata da una miriade di punture infette, così le chiamano i nazi-maghi dell'oltretomba, attraversa il fitto campionario dell'inferno tra tormenti indicibili, viene salvato da una Maria Maddalena in grazia divina, che compie finalmente un atto strano, d'amore, quasi un difetto tra tutto quell'orrore, approda in un limbo di normalità dove alcune anime buone e sante lo portano a conoscere la luce della vita, poi infine l'incontro con una donna grande come Madre Teresa di Calcutta che salva il suo S. Sebastiano trafitto dai dardi dei carnefici, per fortuna imprigionati in un avello infuocato, e se lo tiene stretto al petto prendendo su di sé tutte le sue lacrime: è la mitigazione del tormento, è la nuova vita, non so se è il suo paradiso, certo è che egli si eleva oltre il suo destino che non prevede la vendetta, ma il perdono, e sempre comunque con sofferenza immensa, la rimozione del ricordo di quel tempo infausto. di Ivano Nanni

domenica 14 febbraio 2010

La serata con PIER PAOLO GIANNUBILO

Si è tornati a parlare di narrativa venerdì scorso al Caffè Letterario con il bel romanzo di Pier Paolo Giannubilo, “Corpi estranei”, edito da Marsilio nel 2008. Sul palco di Caffè Letterario insieme all’autore il curatore della nostra rassegna letteraria Marco Sangiorgi e lo scrittore Gian Ruggero Manzoni che hanno introdotto la serata e l’incredibile storia realmente accaduta del romanzo-verità dello scrittore molisano. In effetti se non ci fosse il sottotitolo “una storia vera”, se non fossero proposte le appendici documentali, se la ricostruzione dei fatti, luoghi e persone non fosse così precisa e documentata, si arriverebbe a dubitare che i fatti raccontati in questo singolare romanzo siano veri. La storia è talmente sconcertante da lasciare senza fiato, nonostante la narrazione di Giannubilo sia lontanissima dalla tentazione di calcare la mano sulla morbosità. Un libro veramente e bello che è anche una sferzante lezione di umanità, la stessa umanità che dal protagonista, Manuele Sertorio, un uomo capace di sopravvivere a un tentato omicidio così perverso e raffinato, di riuscire a superare anche i fantasmi del suo rancore perdonando i propri aguzzini, passa al lettore attraverso la narrazione essenziale e stringente di Giannubilo.
Ecco le immagini della serata.

martedì 9 febbraio 2010

Venerdì 12 febbraio - PIER PAOLO GIANNUBILO a Caffè Letterario

Venerdì 12 febbraio alle ore 21,00 nella sala conferenze dell’Hotel Ala d’Oro la narrativa torna protagonista a Caffè Letterario con lo scrittore molisano Pier Paolo Giannubilo e il suo ultimo libro “Corpi estranei” edito da Marsilio nel 2008. A presentare l’incontro e a introdurre l’opera di Giannubilo saranno lo scrittore e artista Gian Ruggero Manzoni e il curatore di Caffè Letterario Marco Sangiorgi. Come consuetudine la serata si concluderà con l’abituale brindisi con i vini in degustazione.
"Corpi estranei", primo romanzo di Giannubilo, si basa su di una storia vera. In un tardo pomeriggio di settembre del 1937, il piccolo Manuele Sertorio arriva in fin di vita all’Ospedale Civile di Regenta, in Abruzzo. Lo ha soccorso Viola Reatino, prostituta in una maison locale, dopo averlo visto ancora una volta ringhiare e agitarsi come un tarantolato, in ginocchio sul gradone di pietra della bottega di zio Cecco. Il ricovero è la scoperta delle cause orrende di quel malessere. Le radiografie rivelano ai medici la presenza di un centinaio di corpi estranei: aghi e chiodi conficcati nella carne, alcuni dei quali minacciano organi vitali. Emerge l’assurdo di un disegno criminale perseguito per anni in una realtà di degrado. Si svelano sottofondi scabrosi governati dalla superstizione e dalle psicologie primitive di una nonna fattucchiera e di suo genero. Per costoro scatta l’arresto e al bambino è miracolosamente concessa la seconda possibilità di vivere. Ma come? Scampato al folle progetto omicida concepito nel ventre di un’Italia fascista, e mosso dal bisogno di ritrovare l’amore della madre, Manuele intraprende negli anni la sua personale sfida con la vita. Un’esistenza costellata di colpi di scena e trascorsa ad arginare la morbosa curiosità della stampa per il caso dell’uomo vissuto con quel metallo in corpo. Sotto la ricerca della normalità mormora continuo l’incubo che abita le notti di Manuele Sertorio, un incubo che lo richiama ad una lotta senza tempo contro i mostri dell’infanzia. Pier Paolo Giannubilo, nato a San Severo nel 1971, vive e lavora come giornalista e insegnante a Campobasso, dove tiene corsi laboratori, incontri, letture e seminari sulla poesia, la narrativa e l'arte contemporanea, in collaborazione con enti culturali e amministrazioni locali regionali e italiani. "Un terribile spaccato sulle superstizioni del nostro territorio" Luca Crovi, Il Giornale "S’impara tanto sull’umanità, insomma, leggendo questo romanzo e Giannubilo è molto bravo ad aprire una finestra sul poco raccontato privato ai tempi del fascismo, sull’Abruzzo e sulla provincia profonda in cui la vicenda si svolge, costruendo un docu-romanzo, ricco di dati e informazioni, di estratti d’epoca e della sua abilità di narratore sensibile ai temi del corpo (...) R acconta assai bene la solitudine e l’inquietudine profonda di un secolo." Antonella Cilento, Il Mattino “Un inizio sconvolgente (…) In un mondo letterario come il nostro, oggi tanto compulsivamente schiavo dei generi, è importante la scelta controcorrente, da parte di Giannubilo, del “non-fiction novel”, ovvero il “romanzo-verità, ampiamente diffuso negli Stati Uniti anni 70 (un esempio, il memorabile Musica per camaleonti di Truman Capote). Ma, in Corpi estranei, oggetto così anomalo, e dunque doppiamente disturbante nel nostro panorama, si alimenta, in più, di una forte componente etica.” Giovanni Pacchiano, Il Sole 24 ore "La dimensione del romanzo-verità di Giannubilo è quella di un delirio quotidiano tra le mura di casa, ma percorre la storia italiana con partecipazione commossa, fino agli anni più recenti." Sergio Pent, La Stampa Tuttolibri "Una storia terribile. Un romanzo cupo e duro." Rolling Stone “Pier Paolo Giannubilo attraversa il Sud primordiale dei riti pagani, il fascismo, il boom col fil rouge di un caso criminale e clinico unico al mondo”. La Repubblica “La precisione con cui la storia viene ricostruita restituisce un pezzo del nostro passato, più illuminante di tanti saggi su quel periodo” . Gioia

venerdì 5 febbraio 2010

Lunedì 8 febbraio - "MAIALI SI NASCE, SALAMI SI DIVENTA" Serata conviviale con Gabriele Cremonini e Giovanni Tamburini

Lunedì 8 febbario alle 20,30 al Ristorante dell 'Hotel Ala d’Oro prima serata conviviale dell’anno per Caffè Letterario all’insegna del buon umore e della buona cucina. Protagonisti della serata il giornalista bolognese Gabriele Cremonini e il presidente del secolare “Sodalizio Salsamentari di Bologna” Giovanni Tamburini che presenteranno il loro volume “Maiali si nasce, salami si diventa” edito da Pendragon nel 2009. Da millenni il maiale ci nutre e ci appaga, ma anziché essergli grati lo poniamo, non solo nel nostro immaginario, al centro di ogni sorta di ingiuria o vituperio. Disprezzato da vivo, onorato da morto. Questo piccolo libro racconta storie intorno al maiale e ai leggendari prodotti che ci deliziano il palato. Ben lungi dall’essere un trattato, è piuttosto un piccolo atto d’amore e di gratitudine, ma anche di giustizia, verso un animale che per certi versi rappresenta un po’ il nostro “doppio”. Un piccolo gioco per invitare a vedere il maiale anche sotto un’altra luce, fatto da due bolognesi consapevoli di quanto il maiale sia stato e sia importante per la loro città, ma anche per il piacere di tantissimi, loro inclusi.
Bolognese, giornalista, Gabriele Cremonini ha scritto per il teatro, la tv, la radio, la pubblicità e su quotidiani e periodici. Con Pendragon ha pubblicato “Sputasangue”, il suo primo romanzo (premio Rhegium Julii opera prima), “CiBò” (viaggio in 100 tappe nella gastronomia bolognese) e “Bo-stick” (100 racconti su Bologna e il suo territorio). Di prossima pubblicazione il suo secondo romanzo, "Amanita", storia di donne diverse tra i monti dell'Appennino. Giovanni Tamburini è non solo il portabandiera, ma il simbolo dell’arte salumiera a Bologna. Lo conoscono bene dagli Stati Uniti al Giappone all’Australia, meno a Roma o Milano. La sua bottega in via Caprarie non è solo mèta di turisti, ma di gente dal palato raffinato: qui sono passati tutti, da Francis Ford Coppola a Grard Depardieu e tanti altri… Questo il menù della serata: Aperitivo e affettato di salumi Grigliata rustica di maiale Tiramisù Caffè €. 20,00 per persona bevande incluse (Prenotazione obbligatoria – Tel. 054522388)

Annullato l'incontro con GIANLUIGI NUZZI

Annullato causa il maltempo l'incontro con Gianluigi Nuzzi. Il giornalista di "Libero" è rimasto bloccato nel viaggio in auto da Milano sull'autostrada resa imprticabile dalla neve e dagli incidenti che hanno creato delle lunghe code. L'incontro è rimandato compatibilmente con gli impegni di Gianluigi Nuzzi nella prossima primavera.

giovedì 4 febbraio 2010

Venerdì 5 febbraio - GIANLUIGI NUZZI a Caffè Letterario

Venerdì 5 febbraio alle ore 21,00 nella sala conferenze dell’Hotel Ala d’Oro di Lugo ancora un appuntamento di Caffè Letterario dedicato al grande giornalismo d’inchiesta con l’inviato di “Libero” Gianluigi Nuzzi che presenterà il suo saggio “Vaticano SpA” edito da Chiarelettere. A introdurre la serata sarà il giornalista della “Voce di Romagna” Andrea Mainardi. Al termine, come d’abitudine, consueto brindisi finale offerto a tutti gli intervenuti con i vini in degustazione. Con “Vaticano SpA” Nuzzi racconta della finanza del Vaticano come non è mai stata scritta. Spericolate operazioni finanziarie mascherate da opere di carità e fondazioni di beneficenza. La storia raccontata in questo libro è totalmente inedita. Parte da un archivio immenso, custodito in Svizzera e da oggi accessibile a tutti. Circa quattromila documenti. Lettere, relazioni riservate, bilanci, verbali, bonifici. Tutto grazie all’archivio di monsignor Renato Dardozzi (1922-2003), tra le figure più importanti nella gestione dello Ior fino alla fine degli anni Novanta. Sembrava una storia conclusa con gli scandali degli anni Ottanta. Con Marcinkus, Sindona e Calvi. Invece tutto ritorna. Dopo la fuoriuscita di Marcinkus dalla Banca del Papa, parte un nuovo e sofisticatissimo sistema di conti cifrati nei quali transitano centinaia di miliardi di lire. L’artefice è monsignor Donato de Bonis. Conti intestati a banchieri, imprenditori, immobiliaristi, politici tuttora di primo piano, compreso Omissis, nome in codice che sta per Giulio Andreotti. Gianluigi Nuzzi è nato a Milano nel 1969. Inviato di «Libero» dopo aver lavorato a «Panorama» e «Il Giornale», ed aver collaborato con il «Corriere della Sera», dal 1994 segue le più rilevanti inchieste giudiziarie con implicazioni politiche e finanziarie del nostro paese. Ingresso libero. Ulteriori informazioni su www.caffeletterariolugo.it

martedì 2 febbraio 2010

La serata con ALDO CAZZULLO

Archiviato anche il primo incontro di febbraio di Caffè Letterario con il giornalista Aldo Cazzullo, inviato speciale del Corriere della Sera che ieri sera ha presentato il suo ultimo libro “L’Italia de noantri” edito da Mondadori. A fare gli onori di casa sul palco della nostra rassegna letteraria insieme a Cazzullo era la giornalista del settimanale ravennate Qui Magazine Federica Ferruzzi. Oltre settanta persone hanno seguito l’incontro con il giornalista piemontese che come consuetudine si è concluso con l’abituale brindisi finale.
Ecco le immagini della serata.