Venerdì 20 febbraio alle ore 21.00, nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro, Valeria Paola Babini, docente di filosofia all’Università di Bologna, presenterà al Caffè Letterario di Lugo il libro della scrittrice Alba de Céspedes, “E’ una donna che vi parla statesera”, edito da Mondadori. A introdurre la serata, che terminerà con il consueto brindisi offerto dalle Cantine Cevico, sarà Maria Chiara Sbiroli.
L’armistizio dell’8 settembre 1943 impone alla vita di Alba de Céspedes un cambiamento radicale: la scrittrice sente dentro di sé il dovere morale di «fare qualcosa per l’Italia». Con il futuro marito, il diplomatico Franco Bounous, decide di fuggire da Roma e si trova a trascorrere alcune settimane alla macchia nei boschi d’Abruzzo prima di riuscire ad attraversare il fronte e raggiungere al Sud l’Italia liberata. Grazie a questa esperienza cruciale Alba scoprirà nel popolo italiano e in particolare nella “gente d’Abruzzo” un’umanità nuova. Sotto lo pseudonimo di Clorinda, la donna-guerriera della Gerusalemme Liberata, dal novembre 1943 fino al giugno 1944 dirigerà le trasmissioni di L’Italia combatte! Da Radio Bari parlando ai «patrioti» e alle «patriote» che al Nord devono ancora convivere con l’invasore tedesco suggerisce atti di sabotaggio accanto a forme di resistenza civile; qualche mese più tardi, da Radio Napoli sollecita a riflettere sui valori da condividere nella nuova Italia per restituire l’autentico significato a parole come patria, civiltà, dignità e, soprattutto, libertà, che erano state totalmente stravolte dal fascismo. Le veline delle sue trasmissioni radiofoniche, qui accompagnate da pagine di diario e da stralci di lettere, non raccontano solo gli eventi da cui nasce la “nuova Alba”, ma anche un’esperienza che è morale e politica prima ancora che intellettuale. Ne resterà traccia nei racconti e nei grandi romanzi del dopoguerra, e fin da subito nelle pagine di «Mercurio», la rivista che lei stessa definisce un «balcone da cui guardare all’Europa e a un mondo nuovo».
Alba de Céspedes (Roma 1911 - Parigi 1997), figlia dell'ambasciatore cubano in Italia, cresciuta in una famiglia poliglotta, colta e progressista, esordì nel 1935 con i racconti di L'anima degli altri, seguiti dai romanzi Nessuno torna indietro (1938), Dalla parte di lei (1949), Quaderno proibito (1952), La bambolona (1967) e Nel buio della notte (1976). Partigiana, fondò nel 1944 la rivista «Mercurio»; nel dopoguerra si dedicò anche alla scrittura per cinema, teatro, radio e televisione.
Già docente al Dipartimento di Filosofia di Bologna dove dal 2013 al 2016 ha dato vita a un Corso istituzionale sulla violenza contro le donne, Valeria P. Babini si è occupata di storia delle scienze umane e di storia delle donne. Tra i suoi libri: La donna nelle scienze dell’uomo (con Annamaria Tagliavini e Fernanda Minuz, 1986), Una «donna nuova». Il femminismo scientifico di Maria Montessori (con Luisa Lama, 2000), Il caso Murri. Una storia italiana (2004). Più recentemente ha pubblicato Liberi tutti. Manicomi e psichiatri in Italia: una storia del Novecento (2009), e curato Italian Sexualities Uncovered, 1789-1914 (con Chiara Beccalossi e Lucy Riall, 2015) e Lasciatele vivere. Voci sulla violenza contro le donne (2017).














