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Sala conferenze - Hotel Ala d'Oro

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giovedì 3 febbraio 2011

"Ritorno a Lugo dopo la Riffa" di ITALO MOSCATI

Lo scrittore, sceneggiatore e critico cinematografico ITALO MOSCATI è stato ospite di Caffè Letterario il 21 gennaio scorso per presentare il suo saggio "Fellini&Fellini" edito da Ediesse.
Ero un giovanissimo giornalista a Bologna, nei primi anni sessanta. Nel giro dello stesso anno, il 1962, mi capitano due avvenimenti indimenticabili. L'incontro proprio a Lugo con Sophia Loren, tutta inguainata in un abbagliante, stretto abito rosso fuoco, rosso come l'ardore dei partecipanti alla "riffa" di cui lei, la Maggiorata premiata con l'Oscar per "La ciociara", era la protagonista di un episodio del film "Boccaccio 70" di cui era regista Vittorio De Sica. Latte e miele. Magnificienza di corpi di superdonne di qualità. Nello stesso film un altro episodio è "Bevete più latte", interprete principale Anita Ekberg, propagandista di un latte da leccarsi qualunque cosa: Anita, "mammifero di lusso senza cervello", la definisce Lando Buzzanca in "Divorzio all'italiana" di Pietro Germi. Ma che serve il cervello in certi casi, urlavano a favore gli spettatori per quel "mammifero di lusso",e basta; era il coro a gola spiegata,o soffocato in gola, irresistibile, delle truppe maschiliste. L'altro avvenimento fu il mio primo servizio da inviato speciale sul Muro di Berlino: una realtà tutta diversa, angosciosa, armata dalla guerra fredda. Guardando il Muro pensavo alla città divisa, ai caduti nel tentativo di passare da est a ovest, al filo del rasoio della guerra che poteva diventare calda da un momento all'altro. E mi tornava in mente confortante come un cuscino il campionario di Anita e di tutte le donne che Fellini ha immortalato, affascinato dalla quantità del peso e della seduzione. Cuscino con dentro aculei di nostalgia e di ironia per una terra che il giovanissimo Fellini aveva abbandonato per tentare la fortuna nel cinema. Il primo e il secondo Fellini che ho raccontato nel libro, presentato al Caffè Letterario dell'Ala d'oro davanti a un pubblico numeroso e attentissimo, "Fellini & Fellini- Da Rimini a Roma, inquilino a Cinecittà" e nel film "Via Veneto Set". Sia nel libro che nel film ho cercato di mettere la gratitudine profonda che prova sempre uno come me, nato a Mlano e cresciuto in parte a Bologna, verso un grande artista, una grande terra (la Romagna), una grande capitale dove un sognatore riminese con i piedi per terra sognava di abitare tra i sogni da lui creati, e tra quelli che potevano aggredirlo dolcemente nella notte. proprio a Cinecittà. La gratitudine che è salita dalle pagine, dalle immagini del film, e a Lugo dall'attenzione scrupolosa del pubblico del Caffè Letterario. Sono volato in aria, all'Ala d'oro (l'hotel che ci ha ospitato), come un Baracca, un baracchino qualsiasi nella città, Lugo, in cui ho sentito ancora nell'aria il profumo delle forme di Sophia e la voce roca di De Sica, nato in Ciociaria, ma napoletano per vocazione e scelta. Grazie Claudio, Patrizia e Daniele. Però la prossima volta, ringraziando sempre per l'eccellente cena a base di pesce, cappelletti in brodo, please. L'astinenza mi fa star male. di Italo Moscati

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