Il Principe Carlo Gesualdo da Venosa e Igor Stravinsky sono
i protagonisti del romanzo storico ”Madrigale senza suono” di Andrea Tarabbia
che ieri sera, lunedì 18 novembre, l’autore
ha presentato al Caffè Letterario di Lugo. Il romanzo (vincitore del premio
Campiello 2019) si articola lungo due
libri: uno che tratta della vita di Gesualdo e delle criminose vicende storiche
che lo videro protagonista, scritto da un suo servitore deforme la cui
esistenza è posta in dubbio dal lettore Stravinskij; l'altro libro nella
finzione narrante è di pugno di Stravinskij, che commenta i passi letti,
impegnato ad ammirare ed elaborare i madrigali di Gesualdo. Se si ha voglia di
leggere un ottimo libro da cui imparare anche qualcosa sulla musica della fine
del sedicesimo secolo e sulla figura di questo principe musicista nonchè sui
costumi e le relazioni del tempo allora è un libro da consigliare vivamente.
Sala conferenze - Hotel Ala d'Oro
Via Matteotti, 56 - 48022 Lugo di Romagna - (Ravenna) - Italia
Per Informazioni : 0545 22388 - claudio@aladoro.it
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martedì 19 novembre 2019
sabato 16 novembre 2019
Lunedì 18 novembre - ANDREA TARABBIA al Caffè Letterario di Lugo
Lunedì 18 novembre, alle ore 21.00 nella Sala Conferenze
dell’Hotel Ala d’Oro, Lo scrittore Andrea Tarabbia presenterà al Caffè Letterario di Lugo il suo
ultimo romanzo “Madrigale senza suono” edito da Bollati Boringhieri, vincitore
del Premio Campiello 2019. A introdurre la serata, che si concluderà come
d’abitudine con il consueto brindisi finale offerto a tutti i presenti dalle
cantine Cevico, sarà Daniele Serafini. Ingresso libero. Ricordiamo che è
possibile cenare nel Ristorante dell’Hotel Ala d’Oro dalle ore 19.30, e
riservare il posto nella Sala Conferenze dove si terrà la presentazione.
Un uomo solo, tormentato, compie un efferato omicidio perché obbligato dalle
convenzioni del suo tempo. Da lì scaturisce, inarginabile, il suo genio
artistico. Gesualdo da Venosa, il celebre principe madrigalista vissuto a
cavallo tra Cinque e Seicento, è il centro attorno a cui ruota il congegno
ipnotico di questo romanzo gotico e sensuale. Come può, è la domanda scandalosa
sottesa, il male dare vita a tale e tanta purezza sopra uno spartito? Per vendicare
l'onore e il tradimento, il principe di Venosa uccide Maria D'Avalos, dopo
averla sposata con qualche pettegolezzo e al tempo stesso con clamore. Fin qui
la Storia. Il resto è la nostalgia che ne deriva, la solitudine del principe: è
lì, nel sangue e nel tormento, che Andrea Tarabbia intinge il suo pennino e
trascina il lettore in un labirinto. Questa storia − è ciò che il lettore
scopre sbalordito − ci parla dritti in faccia, scollina i secoli e arriva fino
al nostro oggi, si spinge fino a lambire i confini noti eppure sempre
imprendibili tra delitto e genio. Con un gioco colto e irresistibile, tra
manoscritti ritrovati e chiose di Igor Stravinskij − che nel Novecento riscoprì
e rilanciò il genio di Gesualdo − Andrea Tarabbia, scrittore tra i migliori della
sua generazione, costruisce un romanzo importante, destinato a restare.
L'edificio che attraverso "Madrigale senza suono" Tarabbia innalza è
una cattedrale gotica da cui scaturisce la potenza misteriosa della musica. È
impossibile, per il lettore, non spingere il portale. E, una volta entrato, non
restarne intrappolato.
Andrea Tarabbia, nato a Saronno nel 1978, russista di formazione, è docente di letteratura comparata presso l’Università di Bergamo. Ha pubblicato i romanzi La calligrafia come arte della guerra (Transeuropa, 2010), Marialuce (Zona, 2011) e Il demone a Beslan (Mondadori, 2011), il saggio Indagine sulle forme possibili (Aracne, 2010), l’e-book La patria non esiste (Il Saggiatore, 2011) e Madrigale senza suono (Bollati Boringhieri 2019). Oltre a scrivere sulla rivista Il primo amore, pubblica articoli per Liberazione, Gli altri, Nazione indiana.
Andrea Tarabbia, nato a Saronno nel 1978, russista di formazione, è docente di letteratura comparata presso l’Università di Bergamo. Ha pubblicato i romanzi La calligrafia come arte della guerra (Transeuropa, 2010), Marialuce (Zona, 2011) e Il demone a Beslan (Mondadori, 2011), il saggio Indagine sulle forme possibili (Aracne, 2010), l’e-book La patria non esiste (Il Saggiatore, 2011) e Madrigale senza suono (Bollati Boringhieri 2019). Oltre a scrivere sulla rivista Il primo amore, pubblica articoli per Liberazione, Gli altri, Nazione indiana.
martedì 12 novembre 2019
Rassegna Stampa
La serata con ERALDO BALDINI
Eraldo Baldini è tornato ieri sera, lunedì 11 novembre, al Caffè Letterario di Lugo per presentare il
suo ultimo romanzo “La palude dei fuochi erranti” edito da Rizzoli. Un romanzo
storico ambientato nel XVII secolo in quelle terre sospese fra paludi e pianure
infinite, dove il folklore si scontra con la religione e l’incontro tra magia e
superstizione crea leggende. Le stesse che si tramandavano davanti al focolare
anni fa. Le ricerche dell’autore condotte sulla storia di questo territorio,
sfociate in una ricca saggistica, rendono appassionante e accurata la
rappresentazione del contesto in cui si muovono i protagonisti. Siamo di fronte
a un gotico rurale, con venature di giallo e la precisione di un romanzo
storico. Davvero un ritorno in grande stile per Eraldo Baldini.
domenica 10 novembre 2019
Lunedì 11 novembre - ERALDO BALDINI al Caffè Letterario di Lugo
Lunedì 11 novembre, alle ore 21.00 nella Sala Conferenze
dell’Hotel Ala d’Oro, Lo scrittore Eraldo Baldini presenterà al Caffè
Letterario di Lugo il suo ultimo romanzo “La palude dei fuochi erranti” edito
da Rizzoli.
A introdurre la serata, che si concluderà come d’abitudine con il consueto
brindisi finale offerto a tutti i presenti dalle cantine Cevico, sarà Marco
Sangiorgi. Ingresso libero. Ricordiamo che è possibile cenare nel Ristorante
dell’Hotel Ala d’Oro dalle ore 19.30, e riservare il posto nella Sala
Conferenze dove si terrà la presentazione.
Anno del Signore 1630. A Lancimago, villaggio perso tra campi e acquitrini, gli
abitanti aspettano con angoscia la peste che si avvicina. Per prepararsi al
peggio, i monaci della vicina abbazia decidono di preparare una fossa comune.
Ma durante i lavori di scavo trovano numerosi scheletri sepolti in modo strano,
con legacci intorno agli arti e crani fracassati. La memoria collettiva non sa
dire chi siano e i frati più anziani, interrogati, rispondono con un muro di
reticenza e silenzio. Mentre, con poteri di commissario apostolico, arriva
monsignor Diotallevi, incaricato di allestire i cordoni sanitari per contenere
il contagio, nelle paludi nebbiose, nei poderi smisurati e nelle boscaglie
intorno cominciano a succedere cose inspiegabili e inquietanti: fuochi che
paiono sospesi nell'aria, animali scomparsi, presunti untori che si aggirano
tra le vigne. «È opera del Demonio» dicono i paesani, e subito cercano streghe
e fantasmi da combattere; ma c'è anche chi a Satana si rifiuta di credere, e in
nome della scienza perlustra i terreni a caccia di risposte... Eraldo Baldini,
maestro del gotico rurale, ci trascina in un mondo sospeso tra religiosità e
superstizione, tormentato da paure ancestrali, in cui è impossibile distinguere
il naturale dal sovrannaturale, i giusti dai colpevoli, i carnefici dalle
vittime.
Eraldo Baldini è nato e vive a Ravenna. Studioso di storia ed antropologia
culturale, oltre che narratore affermato a livello internazionale, ha
pubblicato numerosi saggi, romanzi e racconti presso i principali editori
italiani ed europei.
Il Vernissage della mostra di MORENO PAGLIARI
Inaugurata ieri pomeriggio, sabato 9 novembre, nella hall
dell'Hotel Ala d'Oro, la mostra pittorica “Dei colori dell’acqua e tutte le
altre cose” di Moreno Pagliari. La mostra rimarrà visitabile tutti i giorni dalle
10 alle 22 fino a giovedì 5 dicembre 2019.
sabato 9 novembre 2019
Una serata stecchettiana...
Queste le immagini della bella serata conviviale che il
Caffè Letterario di Lugo ha voluto dedicare al grande poeta romagnolo Olindo
Guerrini (alias Lorenzo Stecchetti,
Argìa Sbolenfi, Marco Balossardi, Giovanni Dareni, Pulinera, Bepi e Mercutio).
Una serata che ha visto come protagonisti gli scrittori e giornalisti forlivesi
Mariavittoria Andrini e Pietro Caruso ed i lettori Gianni Parmiani e Claudio
Nostri.
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