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Sala conferenze - Hotel Ala d'Oro

Via Matteotti, 56 - 48022 Lugo di Romagna - (Ravenna) - Italia
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mercoledì 2 aprile 2008

ATTENZIONE - Variazione al programma di aprile

Per cause di forza maggiore il previsto incontro di Lunedì 7 aprile con Marilena Pasquali e il suo libro “Giorgio Morandi. Saggi e ricerche 1990-2007” è stato annullato.
La serata rimarrà comunque in calendario con un altro incontro sempre dedicato al mondo dell'arte. Torna infatti a Caffè Letterario Claudio Spadoni che presenterà il catalogo e la mostra attualmente allestita al MAR di Ravenna "La cura del bello. Musei storie e paesaggi per Corrado Ricci".
Lunedì 7 aprile, ore 21,00 Sala Conferenze Hotel Ala d’Oro Claudio Spadoni “La cura del bello. Musei storie e paesaggi per Corrado Ricci” Milano, Electa, 2008 Interviene Giovanni Barberini Sarà presente Claudio Spadoni

Edmondo Berselli - La rassegna stampa

La serata con Edmondo Berselli

Più di 140 persone erano presenti lunedì scorso nella sala conferenze dell'Hotel Ala d'Oro per seguire l'incontro con Edmondo Berselli che ha presentato il suo ultimo libro "Adulti con riserva. Com’era allegra l’Italia prima del ‘68" edito da Mondadori nel 2007. Un grande successo di pubblico per una piacevolissima serata che si è dipanata fra i ricordi, le musiche, gli avvenimenti dei mitici anni '60, che Berselli ha condotto con la sua intelligente ironia e leggerezza. "Non è il ‘68" di Ivano Nanni Lo sapevo che non si sarebbe parlato del ‘68, il titolo del libro lo presupponeva e le intenzioni dell’autore lo hanno confermato fin da subito affermando che il tono della serata non sarebbe stato serioso, tuttavia sapevo anche che il fantasma di quell’anno avrebbe aleggiato sulle nostre teste con il suo lenzuolo di cari e meno cari ricordi. Il celebre defunto, il ‘68, è stato resuscitato per un momento da una domanda del pubblico, il suo fantasma è stato evocato e si è materializzato per un istante, l’abbiamo visto tutti alzarsi dal sepolcro, un po’ come Farinata degli Uberti, che “ dalla cintola in su tutt’el vedrai”, con orgoglio immutato, si può dire, si è alzato e ha provato a interloquire con Berselli, che ha avvertito subito il fiato pesante che usciva dalla bocca dello scomparso e dopo avergli tirato le orecchie per gli eccessi commessi nella sua triste vita, (i cortei violenti, gli slogan estremi, i muri imbrattati da scritte minacciose, i tanti pseudo libri con titoli pesudo marxisti), lo ha preso sottobraccio e riaccompagnato bonariamente a sdraiarsi nel suo avello di fuoco eterno passando a figurazioni più amene. Benissimo. In quegl’anni, i mitici, i favolosi 60, c’era l’Italia che premeva alle porte della Storia economica e chiedeva più vita comoda, e con giusta ragione, ci mancherebbe, chiedeva frigoriferi da riempire di alimenti, chiedeva i contenitori di moplen dove mettere la roba da mangiare, raccomandati da Gino Bramieri prima della cura dimagrante da quello strano elettrodomestico che divenne il centro tavola di tanti salotti italiani e, che negl’anni a venire doveva diventare il centro mondiale di ipnosi domestica collettiva, (ma il mezzo non ne ha colpa); c’era Ernesto Calindri seduto a un tavolino con una marea di seicento che gli passavano vicino senza logorarlo perché lui beveva cynar. Quelle seicento che produceva la FIAT, che hanno motorizzato l’Italia, quella motorizzazione voluta da Valletta, che permetteva a tutti i suoi operai di prenderne una a rate( costava undici mensilità di allora e undici mensilità costa adesso la Punto, alla faccia della mobilità economica che non è passata a quanto pare dalle parti di Mirafiori); en passant diciamo che Valletta sempre nei favolosi anni 60, schedava gli operai iscritti alla CGIL, teneva in parole povere il libro nero dei comunisti in fabbrica, tanto per dire alcune cose poco pulite di quel tempo, ma non voglio essere troppo funereo. A me piace parlare di quando c’era Ercolino sempre in piedi che gonfiato stava a mala pena nel sedile posteriore della 600 insieme alla nonna, per farle compagnia nelle prime tradotte verso il mare. I proletari scoprivano le vacanze domenicali su spiagge brulle, quasi intonse, limitate da un mare senza tracce di mucillagini,e su quelle spiagge vuote che parevano sogni di De Chirico, si notavano a distanza siderali altre metafisiche presenze di entità umane non identificate, altre figure che si crogiolavano nel nulla marittimo. In quella specie di piccolo paradiso si bivaccava all’ombra degli ombrelloni. Poco lontano c’erano dune alte come colline che dividevano la spiaggia dalla pineta, inestricabile e selvaggia, da cui all’imbrunire sciamavano dai loro nidi nugoli di zanzare che sollecitavano la compagnia ad abbandonare la spiaggia. In quella lunga striscia di sabbia nuda si predisponevano i giochi,si gonfiavano i materassini, e si faceva la pista per le palline con le facce dei ciclisti, si giocava, mentre gli adulti se la passavano leggendo o parlottando tra loro, piano, perché la nonna ronfava su una sedia a sdraio con accanto Ercolino; era uno spasso, e il bello arrivava a mezzogiorno quando si pranzava come si fosse a casa con ogni ben di dio, per poi schiantarsi sulla sabbia in un sonno cupo da indigestione allo stato puro. Si sognava di Ercolino e di Mike Bongiorno, sempre in piedi anche lui come il pupazzo della Galbani,inossidabile,e poi si dice che la tv divora tutto; ma se fosse così perché Mike è ancora lì dopo mezzo secolo? Che sia una di quelle entità metafisiche intrappolate per magia nel tubo catodico e che riproducono per sempre il segno della loro popolarità per il bene delle masse proletarie? Chissà chi lo sa, direbbe Febo Conti, presentatore di quiz per ragazzi. Sappiamo che c’era la mucca Carolina, il formaggio Invernizzi e il salame Citterio, e che se si mangiava troppo arrivava il farmacista Tino Scotti a darci un confetto Falqui, e ne bastava uno per risolvere il problema. Poi ci si lavava i denti con il dentifricio Colgate con Gardol, che alcuni scambiavano per una cittadina della padania lombarda del tipo Cambiate con Cambiaso e gli ingenui si chiedevano come mai quei geni della pubblicità si fossero serviti della toponomastica per dare un nome a un dentifricio. Equivoci. Ma c’era una ragione, o poteva anche non esserci: la creatività era nell’aria, la palpavi, era solida, era misurabile, si sentiva a pelle che qualcosa cambiava; se ci fosse stato un contatore geiger per la sensibilità sarebbe schizzato al massimo grado senza dubbio. Si sa che Carosello era pura gioia, i primi racconti televisivi furono le gag della tivù, e c’erano dei grandi a farcele godere. Ora sono rimaste le gag ma non c’è più carosello e i nani incombono a ogni latitudine dello schermo. La pura contentezza che provavo nel guardare Mimmo Craig che saltellava scoprendo che la pancia era sparita dicendo “la lattina dell’olio Sasso la voglio qui sul tavolo”, era appena appannata dal fatto che essendo piccolo, subito dopo, me ne andavo a malincuore a letto. Erano gli anni sessanta, c’era del pionierismo nell’aria, terre vergini da esplorare, menti incolte da educare. E molti si educarono. Il maestro Alberto Manzi fu un eroe della didattica, un pioniere che insegnò a leggere e a scrivere ai contadini, peccato che non ce ne sia un altro come lui, farebbe bene a tanti avvocati un po’di ripasso. Tutto era concesso e libero. Molti intellettuali piantarono la loro bandiera in tivù, perfino Gadda, Eco, e Giulio Nascimbeni con l’Approdo, quanti ne ha fatti approdare sulle spiagge della conoscenza. Tempo che fu. Accanto al fenomeno economico più importante del secolo scorso, che gettò luci e ombre sul pianeta Italia, o Sole e ombra come direbbe Cinzia Tani, si accompagnò un’altra grande esplosione del costume e del comportamento, della moda e dell’arte. Un’ aria nuova, nuova linfa vitale per gli umani, e un nuovo soundtrack per i giovani ( la nuova categoria sociale emergente ) irrompeva sulla scena con una travolgente forza d’urto. Fu davvero uno tsunami musicale quello che partì dall’Inghilterra agli inizi dell’epoca d’oro, e che investì le nostre coste travolgendo le spiagge dove si abbronzavano i Claudio Villa, le Nille Pizzi, i Fausto Cigliano, e tutta la compagnia del bel canto, che colorava tutto di rosa con le rime amore-cuore-dolore; tutto il romanticume di allora prese una batosta tale da non ritrovarvisi più in quel tempo incalzante. Improvvisamente questi cantanti che due secondi prima erano i beniamini del pubblico furono catapultati su un isola deserta come in Lost, senza bussola, senza coordinate per tornare a casa, a giocare a ramino come vecchi in un circolo sociale. Era arrivato il beat e non faceva sconti a nessuno. O eri dentro o entravi al museo. Berselli allora era un ragazzo e viveva a Modena in quella piccola città(“bastardo posto”) fucina di geni musicali, di gente con antenne dritte, teste pronte a captare il vento che soffiava ( blowing in the wind )e a tradurre i testi inglesi in italiano e a farne delle canzoni di successo assoluto. Modena allora era al centro del rinascimento musicale, ci credo che si stava bene, allora: si era giovani con i capelli un po’ lunghi, pieni di dischi e di voglia di essere liberi, si viveva in una città dove incontravi i Nomadi, Guccini, l’Equipe 84, Caterina Caselli. Beh, la giovinezza di Berselli è stata a quanto ho capito felice. Benissimo. En passant dirò che in quegli anni la polizia di Tambroni faceva lo slalom tra la gente sotto i portici di piazza Statuto arrotolando sotto le ruote qualche tuta blu, e ogni tanto una palla vagante centrava qualche contadino lucano che protestava per avere un po’ di formaggio insieme al pane. Se andiamo a parlare con qualche sopravvissuto di quel tempo forse i motivi che ricorda sono il ronzio delle palle che fischiavano e il suono dei randelli che calavano sulle teste dei braccianti. Ma non voglio essere troppo funereo. Anche a me piace più parlare di Giovanna la Nonna del corsaro nero( Anna Campori), di Nicolino( Pietro de Vico), di Battista il maggiordomo( Giulio Marchetti), ma certe cose le volevo accennare tanto per non santificare troppo un periodo da indulgenza plenaria, 68 escluso, naturalmente. Capitolo a parte. È stata una serata danzante, diciamolo francamente, come non se ne vedevano da tempo nella quale Berselli ha evocato altri fantasmi, per niente cupi,colonne sonore e spiriti eterei come Shel Shapiro, che per dimostrare ai suoi cari che in Italia non era un fallito era andato a prenderli a Marsiglia con una Rolls Royce( sua ): un grande fortunato che ha realizzato il grande sogno italiano( Italy way of life ). Era il tempo di canzoni raggianti e malinconiche, inni alla libertà e alla gioia, o testi criptici come Ms Robinson il cui testo è implicito nel sentire più che nel comprendere. C’era una gran voglia di mollare gli ormeggi e di andare, “salutare il paese che sta sulla collina”, c’era voglia di divertirsi e di leggerezza, e allora perché non “Volare”, altra canzone immensa di Migliacci-Modugno. Dovrebbe essere il nostro inno, sembra suggerire Berselli, un inno nazionale. Come era bello, ed è bello, volare, lasciare le zavorre e sulle note di Let it be, “volare nel cielo infinito”, per l’appunto, lontano, liberi e liberali. Ne ho cura di tutto ciò, direbbe Veltroni, I care; cioè, per una curiosa assonanza, Icaro, chi meglio di lui si intende di volo. Volo precipitato. P.S. Attenzione alle correnti ascensionali, direbbe l’audace Icaro, tanto per terminare con le citazioni.

lunedì 31 marzo 2008

Intervista a Edmondo Berselli

Riportiamo l'intervista di Manuel Poletti a Edmondo Berselli, in occasione dell'incontro di Caffè Letterario di oggi 31 marzo 2008, alle ore 21,00 nella sala conferenze dell'Hotel Ala d'Oro.
(Cliccare sull'articolo per ingrandirlo - Sabato Sera del 29/03/08)

giovedì 27 marzo 2008

Il calendario di aprile

Continua la programmazione di Caffè Letterario con un mese di aprile ricco di ben sei appuntamenti. Si parte sabato 5 aprile con una serata conviviale dedicate all filosofia. Protagonista un vecchio amico di Caffè Letterario, il filosofo Massimo Donà, che dopo aver presentato a Lugo,ormai due anni fa, "Filosofia del vino", torna con il suo ultimo lavoro "Filosofia e arte". Due giorni dopo, lunedì 7 aprile, ancora un'incontro dedicato all'arte con la presentazione del bellisimo volume "Giorgio Morandi. Saggi e ricerche 1990-2007". Sarà presente in sala l'autrice Marilena Pasquali (INCONTRO ANNULLATO e sostituito dall'incontro con Claudio Spadoni direttore del MAR di Ravenna che presenterà il catalogo e la mostra attualmente allestita alla Loggetta Lombardesca "La cura del bello musei, storie, paesaggi per Corrado Ricci") che è sicuramente uno dei massimi esperti dell'opera del grande pittore bolognese. Venerdì 11 aprile incontro dedicato a uno dei più grandi ciclisti italiani di tutti i tempi. Tonina Pantani, la madre del grande "Pirata" presenterà il libro "Era mio figlio" edito da Mondadori due mesi fa in occasione del quarto anniversario della morte di Marco Pantani. Mercoledì 23 aprile il romanzo storico "Il fotografo di via Baccarini" di Ivano Artioli, presidente dell'Anpi di Ravenna, celebrerà l'anniversario della Liberazione, mentre lunedì 28 aprile, Massimo Onofri ci parlerà di critica letteraria con il suo saggio "La ragione in contumacia" edito da Donzelli. La serata conclusiva di aprile sarà ancora una conviviale, organizzata in collaborazione con la "Accademia Italiana della Cucina" . In concomitanza con la settimana di "Lugolosa" l'incontro non poteva che essere dedicato alla buona tavola. Il filosofo lughese Giovanni Barberini ci parlerà infatti di "Filosofia e cibo. Convivio semi serio sull'importanza della filosofia a tavola e della tavola nella filosofia." Da non dimenticare comunque l'ultimo importante incontro di marzo, lunedì 31 alle ore 21,00 con Edmondo Berselli... Ecco il calendario completo: Lunedì 31 marzo, ore 21,00 Sala Conferenze Hotel Ala d’Oro Edmondo Berselli "Adulti con riserva. Com’era allegra l’Italia prima del ‘68" (Milano, Mondadori, 2007) Interviene Daniele Serafini Sarà presente l’autore Edmondo Berselli è editorialista de La Repubblica e L'Espresso e direttore della rivista il Mulino. Tra i suoi libri recenti vanno ricordati: "Post italiani. Cronache di un paese provvisorio", "Quel gran pezzo dell'Emilia” e “Venerati maestri” presentato al nostro Caffè Letterario lo scorso anno. In questo libro ripercorre gli anni fatati del decennio più breve del Novecento, gli anni Sessanta. Perché in realtà questi anni durano pochissimo, dall'apparizione di Bob Dylan, e dei Beatles, fino al Sessantotto, quando la politica prenderà il sopravvento sulla fantasia. Sabato 5 aprile, ore 20,30 Serata Conviviale Sala Conferenze Hotel Ala d’Oro Massimo Donà “Filosofia e arte” (Milano, Bompiani, 2007) Interviene Gian Ruggero Manzoni Sarà presente l’autore €. 20,00 per persona (bevande incluse) (prenotazione obbligatoria) “Quando l’arte non viene risolta in mera sequenza di belle immagini o contenuti gradevolmente proposti, e sa farsi invece condizione indispensabile per una lucida riflessione sul ‘fare degli umani’ e sugli enigmi da esso custoditi, solo allora Arte e Filosofia corrispondono al proprio segreto destino.” Massimo Donà è professore ordinario di Filosofia teoretica alla facoltà di Filosofia dell’Università “Vita-Salute” del San Raffaele di Milano. Lunedì 7 aprile, ore 21,00 Marilena Pasquali “Giorgio Morandi. Saggi e ricerche 1990-2007” INCONTRO ANNULLATO Lunedì 7 aprile, ore 21,00 Sala Conferenze Hotel Ala d’Oro Claudio Spadoni “La cura del bello. Musei storie e paesaggi per Corrado Ricci” (Milano, Electa, 2008) Interviene Giovanni Barberini Sarà presente Claudio Spadoni Il direttore del MAR (Museo d'Arte della città di Ravenna) Claudio Spadoni, presenta il catalogo e la mostra attualmente allestita alla Loggetta Lombardesca dedicata a Corrado Ricci (Ravenna, 1858 – Roma, 1934), una delle personalità più complesse della cultura italiana tra Otto e Novecento: studioso, museologo, storico dell’arte e funzionario. La mostra, curata da Claudio Spadoni e promossa dal Comune di Ravenna, dall’Assessorato alla Cultura e dal Museo d'Arte della città, prosegue il percorso di ricerca volto a far luce sui grandi temi e figure centrali della critica e della storia dell’arte. Venerdì 11 aprile, ore 21,00 Sala Conferenze Hotel Ala d’Oro Tonina Pantani “Era mio figlio” (Milano, Mondadori, 2008) Interviene Enzo Vicennati Sarà presente l’autrice A quattro anni dalla scomparsa di Marco Pantani, Mamma Tonina rompe il silenzio e racconta la straordinaria parabola tragica di suo figlio, il Pirata. Dopo aver vinto le grandi corse a tappe, entusiasmando le folle come ai tempi di Coppi, il grande campione di Cesenatico è morto il 14 febbraio 2004 in un residence di Rimini. È morto solo, in rotta con se stesso e con il mondo. Su Pantani è stato scritto e detto tanto, ma la voce più vicina e quindi più titolata a parlarne è sempre rimasta zitta. Ora non più. Grazie al paziente lavoro di Enzo Vicennati, cronista sportivo del "Giornale", la famiglia Pantani parla. mercoledì 23 aprile, ore 21,00 Sala Conferenze Hotel Ala d’Oro Ivano Artioli “Il fotografo di via Baccarini” (Ravenna, Danilo Montanari, 2007) Interviene Gian Ruggero Manzoni Sarà presente l’autore Ravenna, gli anni della liberazione, uno studio fotografico, attrazioni contrastate, scelte difficili da compiere. “Il fotografo di via Baccarini” è il nuovo romanzo storico di Ivano Artioli, Presidente dell’Anpi provinciale. Un libro rivolto alle nuove generazioni, che testimonia anni importanti, dove fu conquistata la libertà dal nazifascismo. Lunedì 28 aprile, ore 21,00 Sala Conferenze Hotel Ala d’Oro Massimo Onofri “La ragione in contumacia” (Roma, Donzelli, 2007) Interviene Marco Sangiorgi Sarà presente l’autore Laureato in filosofia morale presso l'Università degli studi di Roma "La Sapienza", Massimo Onofri è attualmente professore di critica letteraria e letteratura italiana contemporanea all'Università di Sassari. In un tempo di feroci fondamentalismi, Onofri avanza una sua eretica proposta di illuminismo militante e trascendentale, che sappia riformulare e riproporre i doveri di una ragione, sia pur minima, fallace e certo relativa, ma ancora universalizzabile, confortato dalla certezza che la critica resti, nonostante tutto, l'unica possibilità dell'uomo e del cittadino per uscire dal suo stato di minorità. Mercoledì 30 aprile, ore 20,30 Serata conviviale Sala Conferenze Hotel Ala d’Oro In collaborazione con “Accademia Italiana della Cucina” Giovanni Barberini "Filosofia e cibo. Convivio semi serio sull'importanza della filosofia a tavola e della tavola nella filosofia" €. 20,00 per persona (bevande incluse) (prenotazione obbligatoria) A partire dall'analogia fra il nutrimento del corpo e il nutrimento della mente è possibile riconsiderare il rapporto, in verità non troppo sotterraneo, fra il cibo e il pensiero. Fra le cose che distinguono l'uomo dagli altri esseri viventi vi è il particolare legame che egli, sin dall'inizio della sua storia, ha istituito con il cibo. Gli animali si nutrono, l'uomo mangia e, nel mangiare, non si accontenta di consumare gli alimenti, ma insieme li pensa, ha, cioè, nei confronti dei cibi, un rapporto eminentemente simbolico.

martedì 25 marzo 2008

EDMONDO BERSELLI a Caffè Letterario

Un gradito ritorno per Caffè Letterario lunedì 31 marzo, alle ore 21,00 nella sala conferenze dell'Hotel Ala d'Oro. A distanza di un anno esatto dalla sua ultima presenza a Lugo, risalirà sul palco della rassegna letteraria lughese il giornalista Edmondo Berselli. L'editorialista di "Repubblica" presenterà il suo ultimo lavoro "Adulti con riserva. Com'era allegra l'Italia prima del '68", edito da Mondadori nel 2007. L'introduzione alla serata sarà affidata a Daniele Serafini. C'è stata un'epoca meravigliosa, fra la metà degli anni Cinquanta e il Sessantotto, in cui è sembrato che la società italiana riuscisse a diventare felicemente moderna. Questo libro descrive quelle stagioni, e lo fa con gli occhi della generazione dell'hula hoop e del twist, quando i figli del popolo strillavano allegri "a Saint Tropez la luna si desta con te" e intravedevano l'opportunità di un mondo diverso. Edmondo Berselli ricorda e racconta: il suo è lo sguardo di chi è stato bambino e poi ragazzo in quell'età sospesa, quando il paese cambia ogni giorno, nelle case, nelle famiglie, nel vivere. Qua e là si scorgono le forme della Vespa e della Seicento, i volti di Togliatti, Nenni e Fanfani, i gesti dei divi come Celentano e Claudio Villa, la televisione del "Musichiere", i giornali pettegoli come "Il Giorno", e le inchieste furibonde di Giorgio Bocca. Ed ecco poi la vita quotidiana, la scuola, i giochi, le biciclette, la piccola città. È naturale, quindi, che alle vicende della storia collettiva si accompagni la cronaca di ogni giorno, con tutto lo stupore e il piacere per le novità inattese. In effetti, lo spartiacque è chiaro: da una parte c'è il vecchiume, il grigiore, il conformismo; dall'altra le riforme, il colore, le vacanze, certi piccolissimi nuovi peccati. Senza trascurare che, dopo il miracolo economico e il centrosinistra, l'universo mentale di un mondo che si scopre "giovane" viene investito dall'ondata della musica beat. La provincia italiana avverte un'eccitazione generale; spira una brezza che porta le note profetiche di Bob Dylan, le canzoni dei Beatles, il ritmo dei Rolling Stones. È quasi una rivoluzione. Ingenua e trascinante, inconsapevole e irresistibile. Raccontare oggi come eravamo significa ritrovare l'autenticità un po' anarchica di quei giorni, quando la fantasia illuminava il presente, e il futuro appariva così pieno di promesse. Ancora non si sapeva che di lì a poco, nei sottoscala del Sessantotto, la politica, il collettivo, il movimento, l'omologazione contestatrice e l'incombente rigore ideologico del Pci avrebbero spento la creatività e mortificato il felice individualismo dei ragazzi italiani qualunque.
Edmondo Berselli, nato a Campogalliano nel 1951, è giornalista e scrittore. Ha pubblicato nel 1995 il volume "L’Italia che non muore" e un saggio sull’eccentricità, "Il più mancino dei tiri", dedicato a Mario Corso, ripubblicato con una postfazione nel 2006. Tra i suoi libri recenti vanno ricordati inoltre: "Post italiani. Cronache di un paese provvisorio" e "Quel gran pezzo dell'Emilia. Terra di comunisti, motori, musica, bel gioco, cucina grassa e italiani di classe", entrambi per Mondadori (2004). Per l'editore Aliberti nel 2005 ha pubblicato nel volume collettivo "Mai dire mai a un martini dry" un racconto che ha per protagonista James Bond a Campogalliano. Nell'opera “Venerati maestri”, presentato al Caffè Letterario di Lugo il marzo dello scorso anno, Berselli traccia un ritratto ironico e spietato del decadente mondo culturale italiano, partendo dal paradigma di Alberto Arbasino: «In Italia c’è un momento stregato in cui si passa dalla categoria di bella promessa a quella di solito stronzo. Soltanto a pochi fortunati l’età concede poi di accedere alla dignità di venerato maestro».

sabato 22 marzo 2008

La serata con ELENA DAK

Serata dedicata alla letteratura di viaggio quella di lunedì 17 marzo con la scrittrice Elena Dak che ha presentato il suo libro "La carovana del sale" edito da Vivalda nel 2007. La serata è cominciata con l'introduzione del Dott.Pierluigi Giacomoni, medico fusignanese toccato dal "mal d'Africa", che nei suoi viaggi, ha già affrontato il deserto sahariano in diverse occasioni. Poi Elena Dak ha raccontato la sua straordinaria avventura vissuta a dorso di dromedario lungo i leggendari itinerari che da tempo immemorabile i tuareg dell’Aïr, nel nord del Niger, percorrono verso le saline e le oasi di Bilma e di Fachi. Partono con centinaia di dromedari per andare a rifornirsi di sale e di datteri, che poi trasporteranno nei paesi del sud per scambiarli con il miglio, il cereale sul quale si basa la loro alimentazione. Molto suggestivo anche il breve filmato, girato dalla stessa scrittrice durante il suo favoloso viaggio attraverso il deserto, che è stato proiettato a inizio serata. Ecco le immagini dell'incontro...