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Sala conferenze - Hotel Ala d'Oro

Via Matteotti, 56 - 48022 Lugo di Romagna - (Ravenna) - Italia
Per Informazioni : 0545 22388 - claudio@aladoro.it
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lunedì 23 marzo 2026

Domenica 29 marzo - PAOLO RAVAGLIA WEST COAST QUARTET

Quinto e ultimo  incontro della stagione di “Musica e Poesia” al Caffè Letterario di Lugo. Un evento speciale dedicato al Jazz con il Paolo Ravaglia West Coast Quartet. Un evento che sarà un viaggio tra musica e letteratura, con un focus speciale sui numeri come tema centrale. Il gruppo è composto da: Clarinetto: PAOLO RAVAGLIA, Chitarra: LORENZO NEGRONI, Contrabbasso: DANIELE MARRONE, Batteria STEFANO PAOLINI. Ingresso libero.

Matteo Battistelli e Chopin

Qualche scatto della serata di ieri pomeriggio con il pianista Matteo Battistelli che ha interpretato tre brani del grande compositore polacco Frédéric Chopin. Spesso definito il "poeta del pianoforte", Chopin è riuscito a racchiudere l'intero spettro delle emozioni umane in forme musicali brevi ma di straordinaria densità espressiva.











mercoledì 18 marzo 2026

Domenica 22 marzo - "Chopin I love" al pianoforte MATTEO BATTISTELLI

Un nuovo incontro della stagione di “Musica e Poesia” al Caffè Letterario di Lugo. Piccolo ciclo di pomeriggi domenicali poetico-musicali, in cui la musica di grandi compositori, si alternerà ai versi di grandi poeti. Domenica 22 marzo, alle ore 18.00 all’Hotel Ala d’Oro, si terrà il quarto appuntamento della rassegna dedicato al compositore polacco Frédéric Chopin uno fra i più grandi musicisti del XIX secolo, raccontato dalla musica e dalle parole di Matteo Battistelli. Nonostante una vita breve e fragile, Chopin lasciò un’eredità immensa, capace di parlare al cuore di chi ascolta con tenerezza e profondità.
Ingresso libero.



martedì 17 marzo 2026

La serata con Elvira Mujčić

Presentato ieri sera al Caffè Letterario di Lugo, in presenze dell’autrice Elvira Mujčić il romanzo “La stagione che non c’era” edito da Guanda. Il libro non narra la guerra in Jugoslavia degli anni novanta, ma l'anno che l'ha preceduta (il 1990-1991), catturando l'istante di sospensione prima del crollo definitivo della Jugoslavia.  Il romanzo è un'autopsia di un passato che non esiste più, focalizzata sulla capacità umana di cogliere i segnali profondi di una società che sta per frantumarsi. Mujčić esplora la tensione tra chi crede di poter influenzare la Storia e chi si rassegna all'immobilità delle piccole vite.








domenica 15 marzo 2026

Lunedì 16 marzo - Elvira Mujčić al Caffè Letterario di Lugo

Lunedì 16 marzo alle ore 21.00, nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro la scrittrice bosniaca Elvira Mujčić presenterà al Caffè Letterario di Lugo il suo romanzo “La stagione che non c’era” edito da Guanda. A introdurre la serata, che terminerà con il consueto brindisi offerto dalle Cantine Cevico, sarà Patrizia Randi.
Jugoslavia, 1990. L’aria è tesa, le voci dei nazionalisti si fanno sempre più insistenti. Ma c’è ancora tempo, c’è ancora spazio per scongiurare gli allarmi che arrivano dalle zone di confine. In questa atmosfera elettrica, due giovani fanno ritorno alla loro cittadina nella Bosnia orientale. Nene è un artista ossessionato dall'eventualità che il suo Paese possa d’improvviso non esistere più, che nessuno ricordi più cosa significa essere jugoslavi, e immagina di realizzare un’opera che testimoni il mondo in cui la sua generazione è cresciuta. Merima, l’amica degli anni della scuola, crede nella politica, nel sogno di «fratellanza e unità» dei popoli, e cerca di contrastare i venti burrascosi che soffiano nel Paese, sperando così anche di distrarsi da una ferita d’amore. E poi c’è Eliza, la figlia di Merima, una bambina di otto anni che sta pianificando un viaggio per raggiungere il padre che non ha mai conosciuto e di cui conserva solo un biglietto di auguri. Elvira Mujčić, che durante le guerre jugoslave era una bambina come Eliza, racconta i destini individuali attraverso cui si muove il destino di un Paese intero, animato dagli stessi sogni dei suoi protagonisti, che inevitabilmente si scontrano con la fine delle proprie utopie. La Jugoslavia diventa così il simbolo di ciò che accade quando il culto del passato si esaspera e si trasforma in violenza, teatro di paure e inquietudini così simili a quelle del nostro presente.
Elvira Mujčić è una scrittrice e traduttrice bosniaca naturalizzata italiana. Nata nel 1980 in Jugoslavia, oggi abita a Roma. Ha pubblicato i libri Al di là del caos. Cosa rimane dopo Srebrenica (2007), E se Fuad avesse avuto la dinamite? (2009), La lingua di Ana. Chi sei quando perdi radici e parole? (2012), Dieci prugne ai fascisti (2016), Consigli per essere un bravo immigrato (2019) e La buona condotta (2023).


sabato 14 marzo 2026

La serata con SILVIA CAMPORESI

Alcune foto della serata di venerdì scorso 13 marzo con la fotografa e scrittrice forlivese Silvia Camporesi che ha presentato il suo libro “Una foto è una foto è una foto” edito da Einaudi. Silvia Camporesi è una delle fotografe e artiste visive più significative del panorama italiano contemporaneo. La sua ricerca si distingue per un approccio che mescola fotografia, filosofia e narrazione, esplorando il confine tra realtà e finzione.












martedì 10 marzo 2026

Sabato 13 marzo - SILVIA CAMPORESI al Caffè Letterario di Lugo

Venerdì 13 marzo
alle ore 21.00, nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro la fotografa e scrittrice Silvia Camporesi presenterà al Caffè Letterario di Lugo il suo libro “Una foto è una foto è una foto” edito da Einaudi. A introdurre la serata, che terminerà con il consueto brindisi offerto dalle Cantine Cevico, sarà Maria Vittoria Baravelli.
La fotografia nel corso della sua storia ha affrontato una serie di rivoluzioni. Oggi la produzione delle fotografie non è piú appannaggio di un ambito ridotto di persone, ma ha subíto un grande processo di democratizzazione, divenendo accessibile a chiunque: ogni individuo partecipa attivamente alla costruzione della cultura visuale contemporanea, disseminando immagini in un flusso digitale incessante, ubiquo, vertiginoso. Silvia Camporesi, una fotografa d’eccezione, esplora la fotografia nelle sue intricate e sfuggenti maglie. Ogni capitolo si propone come un omaggio alla profondità che essa ci offre nelle sue forme piú disparate; è un viaggio che mischia riflessioni su esperienze personali, storia, citazioni di autori considerati fondamentali, aneddoti; è un percorso in cui l’unica regola è il rispetto per la complessità della fotografia, il ribattere il suo statuto di ente strutturato, come recita il titolo, ispirato al verso celebre di una poesia di Gertrude Stein.
Silvia Camporesi (Forlí 1973), laureata in filosofia, è fotografa dal 2000. Collabora con «Artribune», la Scuola Holden di Torino e tiene corsi e conferenze in scuole, università e associazioni culturali. Ha realizzato committenze pubbliche come Italia in attesa (DGCC 2020), Atlante Sapienza (MAXXI 2022), Altri sguardi (Direzione Generale Musei, 2022), Architetture inabitabili (Istituto Luce, 2023) e Cantiere d'autore (MAXXI 2024). Ha vinto i premi PAC (2024), Strategia fotografia (2023), La Nuova Scelta Italiana (2022), Cantica21 (2021). Per Einaudi ha pubblicato Una foto è una foto è una foto (2025).