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Sala conferenze - Hotel Ala d'Oro

Via Matteotti, 56 - 48022 Lugo di Romagna - (Ravenna) - Italia
Per Informazioni : 0545 22388 - claudio@aladoro.it
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mercoledì 18 marzo 2026

Domenica 22 marzo - "Chopin I love" al pianoforte MATTEO BATTISTELLI

 

Un nuovo incontro della stagione di “Musica e Poesia” al Caffè Letterario di Lugo. Piccolo ciclo di pomeriggi domenicali poetico-musicali, in cui la musica di grandi compositori, si alternerà ai versi di grandi poeti. Domenica 22 marzo, alle ore 18.00 all’Hotel Ala d’Oro, si terrà il quarto appuntamento della rassegna dedicato al compositore polacco Frédéric Chopin uno fra i più grandi musicisti del XIX secolo, raccontato dalla musica e dalle parole di Matteo Battistelli. Nonostante una vita breve e fragile, Chopin lasciò un’eredità immensa, capace di parlare al cuore di chi ascolta con tenerezza e profondità.
Ingresso libero.



martedì 17 marzo 2026

La serata con Elvira Mujčić

Presentato ieri sera al Caffè Letterario di Lugo, in presenze dell’autrice Elvira Mujčić il romanzo “La stagione che non c’era” edito da Guanda. Il libro non narra la guerra in Jugoslavia degli anni novanta, ma l'anno che l'ha preceduta (il 1990-1991), catturando l'istante di sospensione prima del crollo definitivo della Jugoslavia.  Il romanzo è un'autopsia di un passato che non esiste più, focalizzata sulla capacità umana di cogliere i segnali profondi di una società che sta per frantumarsi. Mujčić esplora la tensione tra chi crede di poter influenzare la Storia e chi si rassegna all'immobilità delle piccole vite.








domenica 15 marzo 2026

Lunedì 16 marzo - Elvira Mujčić al Caffè Letterario di Lugo

Lunedì 16 marzo alle ore 21.00, nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro la scrittrice bosniaca Elvira Mujčić presenterà al Caffè Letterario di Lugo il suo romanzo “La stagione che non c’era” edito da Guanda. A introdurre la serata, che terminerà con il consueto brindisi offerto dalle Cantine Cevico, sarà Patrizia Randi.
Jugoslavia, 1990. L’aria è tesa, le voci dei nazionalisti si fanno sempre più insistenti. Ma c’è ancora tempo, c’è ancora spazio per scongiurare gli allarmi che arrivano dalle zone di confine. In questa atmosfera elettrica, due giovani fanno ritorno alla loro cittadina nella Bosnia orientale. Nene è un artista ossessionato dall'eventualità che il suo Paese possa d’improvviso non esistere più, che nessuno ricordi più cosa significa essere jugoslavi, e immagina di realizzare un’opera che testimoni il mondo in cui la sua generazione è cresciuta. Merima, l’amica degli anni della scuola, crede nella politica, nel sogno di «fratellanza e unità» dei popoli, e cerca di contrastare i venti burrascosi che soffiano nel Paese, sperando così anche di distrarsi da una ferita d’amore. E poi c’è Eliza, la figlia di Merima, una bambina di otto anni che sta pianificando un viaggio per raggiungere il padre che non ha mai conosciuto e di cui conserva solo un biglietto di auguri. Elvira Mujčić, che durante le guerre jugoslave era una bambina come Eliza, racconta i destini individuali attraverso cui si muove il destino di un Paese intero, animato dagli stessi sogni dei suoi protagonisti, che inevitabilmente si scontrano con la fine delle proprie utopie. La Jugoslavia diventa così il simbolo di ciò che accade quando il culto del passato si esaspera e si trasforma in violenza, teatro di paure e inquietudini così simili a quelle del nostro presente.
Elvira Mujčić è una scrittrice e traduttrice bosniaca naturalizzata italiana. Nata nel 1980 in Jugoslavia, oggi abita a Roma. Ha pubblicato i libri Al di là del caos. Cosa rimane dopo Srebrenica (2007), E se Fuad avesse avuto la dinamite? (2009), La lingua di Ana. Chi sei quando perdi radici e parole? (2012), Dieci prugne ai fascisti (2016), Consigli per essere un bravo immigrato (2019) e La buona condotta (2023).


sabato 14 marzo 2026

La serata con SILVIA CAMPORESI

Alcune foto della serata di venerdì scorso 13 marzo con la fotografa e scrittrice forlivese Silvia Camporesi che ha presentato il suo libro “Una foto è una foto è una foto” edito da Einaudi. Silvia Camporesi è una delle fotografe e artiste visive più significative del panorama italiano contemporaneo. La sua ricerca si distingue per un approccio che mescola fotografia, filosofia e narrazione, esplorando il confine tra realtà e finzione.












martedì 10 marzo 2026

Sabato 13 marzo - SILVIA CAMPORESI al Caffè Letterario di Lugo

Venerdì 13 marzo
alle ore 21.00, nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro la fotografa e scrittrice Silvia Camporesi presenterà al Caffè Letterario di Lugo il suo libro “Una foto è una foto è una foto” edito da Einaudi. A introdurre la serata, che terminerà con il consueto brindisi offerto dalle Cantine Cevico, sarà Maria Vittoria Baravelli.
La fotografia nel corso della sua storia ha affrontato una serie di rivoluzioni. Oggi la produzione delle fotografie non è piú appannaggio di un ambito ridotto di persone, ma ha subíto un grande processo di democratizzazione, divenendo accessibile a chiunque: ogni individuo partecipa attivamente alla costruzione della cultura visuale contemporanea, disseminando immagini in un flusso digitale incessante, ubiquo, vertiginoso. Silvia Camporesi, una fotografa d’eccezione, esplora la fotografia nelle sue intricate e sfuggenti maglie. Ogni capitolo si propone come un omaggio alla profondità che essa ci offre nelle sue forme piú disparate; è un viaggio che mischia riflessioni su esperienze personali, storia, citazioni di autori considerati fondamentali, aneddoti; è un percorso in cui l’unica regola è il rispetto per la complessità della fotografia, il ribattere il suo statuto di ente strutturato, come recita il titolo, ispirato al verso celebre di una poesia di Gertrude Stein.
Silvia Camporesi (Forlí 1973), laureata in filosofia, è fotografa dal 2000. Collabora con «Artribune», la Scuola Holden di Torino e tiene corsi e conferenze in scuole, università e associazioni culturali. Ha realizzato committenze pubbliche come Italia in attesa (DGCC 2020), Atlante Sapienza (MAXXI 2022), Altri sguardi (Direzione Generale Musei, 2022), Architetture inabitabili (Istituto Luce, 2023) e Cantiere d'autore (MAXXI 2024). Ha vinto i premi PAC (2024), Strategia fotografia (2023), La Nuova Scelta Italiana (2022), Cantica21 (2021). Per Einaudi ha pubblicato Una foto è una foto è una foto (2025).


lunedì 23 febbraio 2026

Venerdì 6 marzo - "It's snowing" agli Archivi di ricerca Mazzini

Venerdì 6 marzo alle ore 21.00, presso gli “Archivi di ricerca Mazzini” in via Castelletto, 112 a Massa Lombarda il docente di Fashion Design al Politecnico di Milano Vittorio Linfante, l’antropologa culturale Simona Segre Reinach, e lo storico dell’Arte Massimo Zanella presenteranno al Caffè Letterario di Lugo il volume “It’s snowing!” edito da Marsilio Arte. A introdurre la serata sarà Patrizia Randi.
Un viaggio nel tempo dove ogni generazione ritrova il proprio sogno della neve. Un racconto affascinante che attraversa oltre un secolo di stile, innovazione e creatività: It’s Snowing! svela come l’inverno sia entrato nell’immaginario e sia diventato anche estetica e cultura.
Attraverso oltre 600 immagini il volume intreccia arte, moda, design e sport in un percorso che mostra come il mondo della montagna – da Cortina a St. Moritz, da Gstaad ad Aspen – abbia definito il gusto e il glamour alpino.
Dalle sciatrici di Tamara de Lempicka , di Marcello Dudovich e della Lenci , alle grafiche di Franco Grignani e ai manifesti delle località di villeggiatura; dalle splendide ceramiche di Gio Ponti per Richard-Ginori ai vetri di Guido Balsamo Stella per la S.A.L.I.R., fino alle innovazioni contemporanee premiate con il Compasso d’Oro: il freddo, la neve e il ghiaccio diventano linguaggio visivo e fonte inesauribile di creatività. Da qui nasce anche la rivoluzione della moda: dai colori di Missoni, Emilio Pucci e Ferragamo alle visioni futuristiche di Andrée Courrèges, dal nylon di Miuccia Prada alle ibridazioni di Karl Lagerfeld, Versace, Rei Kawakubo e Virgil Abloh.
Vittorio Linfante è art director, textile designer e docente di Fashion Design, Branding e Comunicazione presso il Politecnico di Milano, l’Università di Bologna, naba e ied. Ha curato la mostra Il Nuovo Vocabolario della Moda Italiana (Triennale di Milano, 2015). È autore di diversi saggi e articoli sul rapporto tra moda, arte e comunicazione, tra i quali Il design del tessuto italiano (Marsilio Arte, 2023) e Moda atto unico: le sfilate tra performance, comunicazione e nuove tecnologie (Mimesis, 2024).
Simona Segre Reinach, antropologa culturale, è professore associato di Fashion Studies all’Università di Bologna. Ha scritto sulla moda da una prospettiva globale. Fa parte del comitato scientifico di riviste internazionali tra cui Fashion Theory, The International Journal of Fashion Studies, Critical Studies on Fashion and Beauty e di varie collane editoriali.
Massimo Zanella è storico dell’arte e iconografo, appassionato di musica, letteratura, arte e moda. A queste “passioni” affianca l’attività di book designer e di editor per alcune delle principali case editrici italiane. È autore di saggi di storia dell’arte e della moda e volumi illustrati, tra i quali Il design del tessuto italiano (Marsilio Arte, 2023).


CLAUDE DEBUSSY e i poeti simbolisti francesi

Un incontro di Musica & Poesia, quello di ieri domenica 22 febbraio, tutto dedicato a Claude Debussy splendidamente interpretato al pianoforte da Patrizia Prati e dai versi dei poeti simbolisti francesi declamati in originale da Daniele Serafini.
Claude Debussy (1862–1918) è stato uno dei più importanti compositori francesi del tardo XIX e inizio XX secolo, noto per aver rivoluzionato la musica con il suo stile innovativo e atmosferico, spesso associato all'impressionismo musicale. La sua musica si caratterizza per l'uso di tonalità non convenzionali, armonie ricche di dissonanze, orchestrazioni delicate e un senso di dissoluzione delle forme classiche, creando atmosfere sognanti e suggestive.
Debussy fu profondamente influenzato dalla poesia simbolista, un movimento letterario e artistico nato in Francia alla fine del XIX secolo. I poeti simbolisti cercavano di esprimere emozioni e idee attraverso immagini suggestive, simboli e suggestioni piuttosto che attraverso una narrazione diretta o un realismo immediato.