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Sala conferenze - Hotel Ala d'Oro

Via Matteotti, 56 - 48022 Lugo di Romagna - (Ravenna) - Italia
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mercoledì 16 aprile 2008

IVANO ARTIOLI a Caffè Letterario

Incontro dedicato alla Resistenza quello di mercoledì 23 aprile alle ore 21,00 nella sala conferenze dell'Hotel Ala d'Oro. Il presidente dell'ANPI di Ravenna Ivano Artioli, presenterà il suo romanzo "Il fotografo di via Baccarini" edito da Danilo Montanari nel 2007. A introdurre la serata sarà Gian Ruggero Manzoni. Alfonso Feltri, giovane fotografo in Via Baccarini a Ravenna, conosce Bianca Treseghin, professoressa di disegno arrivata in città per una breve supplenza all’Istituto d’Arte. Tra i due c’è una forte attrazione: quelli sono giorni pericolosi perché i tedeschi ed i fascisti cercano i renitenti al “precetto Graziani”, che comanda a tutti gli uomini dai diciotto ai trentacinque anni di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e di non accettare l’armistizio dell’otto settembre quarantatrè. La maggioranza dei ravennati non la pensa così. Gli uomini e le donne non ubbidiscono.. I “Comitati Antifascisti” nati dopo il venticinque luglio si diffondono e si organizzano: è la resistenza. Alfonso cerca di non rimanere coinvolto anche quando gli amici, e la stessa Bianca, mostrano di condividere le scelte partigiane. Intanto, in una spiaggia dell’Adriatico, da un sommergibile americano, viene sbarcato Carmelo Origi; è un emigrato italiano residente a Boston, ha un compito che nemmeno gli alti comandi dell’esercito anglo-americano conoscono: con altri come lui deve contribuire a preparare l’Italia del dopoguerra. Le storie, tra Ravenna e Comacchio e Musile di Piave e Venezia, s’intrecciano.

lunedì 14 aprile 2008

La serata con TONINA PANTANI

Una serata intensa ed emozionante quella di venerdì sera con Tonina Pantani, la mamma del grande Marco “Il Pirata”, e il giornalista Enzo Vicennati che hanno presentato il libro “Era mio figlio” edito da Mondadori pochi mesi or sono nel quarto anniversario della morte di Marco Pantani. Un incontro dedicato alla memoria del campione di Cesenatico, uno dei corridori più popolari del ciclismo moderno. Una memoria che mamma Tonina ha difeso con le ughie e con i denti accusando giudici e mondo del ciclismo di aver distrutto soprattutto psicologicamente il figlio. Dopo le grandi vittorie di Giro e Tour de ’98 e mentre stava dominando il Giro del ’99 arriva, a Madonna di Campiglio, la squalifica a seguito di un controllo antidoping che verifica un valore di ematocrito appena superiore al valore consentito. La notizia attraversò come una scarica elettrica tutta l'Italia. Quasi un milione di persone lo aspettava quel giorno sulla strada che portava al traguardo dell'Aprica. Quel giorno, ha accusato sua madre Tonina, scattò la trappola per far fuori un personaggio diventato "scomodo" per tutto il mondo del ciclismo. Troppo forte, troppo ambizioso, troppo popolare al punto da oscurare gli altri. Forse davvero Pantani aveva irritato troppa gente nel gruppo. Non concedeva più tappe, voleva vincere tutto. Può darsi che qualcuno abbia voluto dargli una lezione, che l'abbia aspettato al varco sapendo che, in quel giorno, si poteva incastrarlo. E da quel giorno cominciò la sua agonia che lo porterà a morire cinque anni dopo in un residence a Rimini.

venerdì 11 aprile 2008

Dedicato a MARCO PANTANI. La rassegna stampa

Questa sera
Venerdì 11 aprile, ore 21,00
Sala Conferenze Hotel Ala d'Oro
Tonina Pantani
"Era mio figlio"
(Milano, Mondadori, 2008)
Interviene Enzo Vicennati
Sarà presente l'autrice
La rassegna stampa

martedì 8 aprile 2008

TONINA PANTANI a Caffè Letterario

Appuntamento da non perdere quello di venerdì 11 aprile alle ore 21,00 nella sala conferenze dell'Hotel Ala d'Oro. Protagonista della serata uno dei più grandi campioni del ciclismo italiano di tutti i tempi, il mitico Marco Pantani. La mamma del campione romagnolo Tonina Pantani presenterà il libro "Era mio figlio" edito da Mondadori nel febbraio scorso in occasione del quarto anniversario della morte dell'indementicabile "Pirata". L'incontro sarà introdotto dal cronista sportivo di Bicisport e Il Giornale, Enzo Vicennati che ha collaborato nella stesura del testo con la madre dello sfortunato campione. A quattro anni dalla scomparsa di Marco Pantani, dunque, Mamma Tonina rompe il silenzio e racconta la straordinaria parabola tragica di suo figlio, il Pirata. Dopo aver vinto le grandi corse a tappe, entusiasmando le folle come ai tempi di Coppi, il grande campione di Cesenatico è morto il 14 febbraio 2004 in un residence di Rimini. È morto solo, in rotta con se stesso e con il mondo. Su Pantani è stato scritto e detto tanto, ma la voce più vicina e quindi più titolata a parlarne è sempre rimasta zitta. Ora non più. Grazie al paziente lavoro di Enzo Vicennati, cronista sportivo del "Giornale", la famiglia Pantani parla. Mamma Tonina sfoglia l'album dei ricordi, raccontando di un ragazzino tenace e originale, già dotato di quella personalità che farà di lui un campione, ma anche generoso e delicato nei confronti degli altri. Poi racconta la felicità di una modesta famiglia di provincia nello scoprire l'enorme talento del figlio e l'entusiasmo per le prime vittorie fino ai trionfi da professionista. Infine, Mamma Tonina accusa il mondo dello sport di essere una macchina infernale che crea fenomeni per poi stritolarli.

Due serate dedicate all'Arte

Due serate dedicate all’arte, quelle di sabato e lunedì scorso per Caffè Letterario. La conviviale di sabato ha visto come protagonista il filosofo veneziano Massimo Donà che ha presentato il libro “Arte e Filosofia” edito da Bompiani. La serata e la discussione che ne è seguita si sono protratte fino alla mezzanotte grazie anche alla presenza in sala dell’artista e vecchio amico di Caffè Letterario Gian Ruggero Manzoni che ha svolto le funzioni di moderatore. Molto apprezzato anche il breve e intenso filmato che è stato proiettato a metà serata dal titolo “Eternal gaze” (lo sguardo eterno). Un “corto” realizzato con la tecnica del 3D dall’artista giapponese Sam Chen, dedicato al grande scultore del secolo scorso Alberto Giacometti. Una bellissima lezione di Storia dell’Arte è stato invece l’incontro di lunedì 7 con Claudio Spadoni, direttore del MAR (Museo d’arte della città di Ravenna) che ha presentato il catalogo e la mostra attualmente allestita nella Loggetta Lombardesca. “La cura del bello. Musei, storie, paesaggi per Corrado Ricci." Spadoni con l’ausilio della videoproiezione di molte delle opere esposte a Ravenna, ha condotto per mano il pubblico attraverso sei secoli di storia dell’arte, dal duecento senese ai paesaggisti italiani del XIX secolo, sottolineando l’importanza che la figura del ravennate Corrado Ricci ha avuto per la tutela e la custodia del patrimonio artistico e paesaggistico italiano. Due serate dedicate all’arte. di Ivano Nanni Esasperati dalla politica, impotenti di fronte allo strazio delle diatribe di uomini piccoli che si fronteggiano seminando illusioni su platee ridondanti di bandiere e folle plaudenti agghiaccianti, le persone reagiscono come possono, secondo il loro temperamento e la loro cultura. Purtroppo non sono molti coloro che reprimono la rabbia e la frustrazione e la convertono in spirito critico elaborando il senso di una profonda malinconia, andando oltre il disgusto di questi tempi ignobili e godendo di alcuni momenti di gioia comune. L’impressione di trovarsi in una condizione di disincanto e scetticismo tale da non aspettarsi niente da chi non ha niente ci darebbe l’opportunità di resettare il sistema mentale, azzerare il contatore delle polemiche e imprimere al nostro ragionare una svolta, liberarci dall’ipnosi del rito senza contenuto della politica ed esercitare quello sguardo dal di fuori che abbraccia elementi vecchi e nuovi e ci induce a pensare la nostra vita in termini non più o non solo economici. Un esempio delle possibilità offerte da questi tempi improponibili, ci viene dall’arte e dai discorsi che attorno ad essa si sono composti, nelle argomentazioni e negli innumerevoli spunti che hanno intrattenuto gli intervenuti, una minima parte di tanti interessati, nelle due serate dedicate all’arte e alla storia dell’arte nell’ambito del caffé letterario. Non dobbiamo farci fuorviare dall’interesse che suscitano le polemiche politiche, è roba fasulla, un rito al quale si partecipa sempre più stancamente. Siamo talmente infiacchiti dall’arroganza della politica che nessuno si sogna di parlare dell’unico argomento concreto che dovrebbe indignarci, cioè di quella sovranità popolare tolta di mezzo, forse per sempre, da una prepotenza incivile proposta da coloro che del senso civico dovrebbero essere i garanti. Contro questo scippo, come estrema ratio, se non dispiace, si dovrebbe come minimo disertare le urne, tanto per essere coerenti con la Costituzione, per far almeno capire che una porcata, a detta di tutti, non si può ripetere due volte e farla franca irridendo impunemente i cittadini; ma su questo non si può sperare nulla, la cultura dell’indecenza sommata a un’ignoranza e a un’accidia coltivata con scrupolo nei secoli dalla classe dirigente e trasmessa con pignoleria ai cittadini è arrivata alla sua apoteosi lasciando il bel paese in una desolante sovranità limitata. E se è vero che molte delle malefatte dei politici vengono dall’impunità che viene loro da una mancata critica dei cittadini elettori allora credo, e lo dico con un po’ di imprudenza, che interessarsi all’arte e ai suoi correlati letterari, filosofici, storici, critici, possa formare sempre più persone a quella forma d’arte particolare che non ha bisogno di nessun talento specifico di cui tutti disponiamo e che va sotto il titolo generico di saper ragionare. Ragionare un po’ di più, capire un po’di più, essere più critici e umili servirebbe a sollevarsi sopra il polverone della protervia e distinguere meglio tra una parte e l’altra, e sempre salvando il principio che sempre si può andare incontro alla rovina con le proprie scelte, almeno queste sarebbero consapevoli e sostenute da argomenti degni e ragionati. Questo a mio parere mi hanno detto le due ultime serate sull’arte condotte da amici, critici, e storici; alle mie orecchie hanno detto che nonostante l’arte sia una terra aspra e dura da definire, un elemento concreto emerge forte e chiaro: ed è l’assoluta arbitrarietà del giudizio o perlomeno la sua incessante onnipresenza e gli innumerevoli spunti di lettura che si danno sulle opere, e che è proprio per questa libertà interpretativa, congeniale alla nostra volubile intelligenza, che la nostra umiltà dev’esser più forte in quanto tutto occorre tenere a memoria, rispettare, e meditare. (Ivano Nanni)

domenica 6 aprile 2008

CLAUDIO SPADONI a Caffè Letterario

Altra serata dedicata all'Arte quella di domani sera Lunedì 7 aprile alle ore 21,00 nella sala conferenze dell'Hotel Ala d'Oro con il direttore del MAR (Museo d'Arte della città di Ravenna) Claudio Spadoni, che presenterà il catalogo e la mostra attualmente allestita alla Loggetta Lombardesca "La cura del bello. Musei, storie, paesaggi per Corrado Ricci." La mostra, curata da Claudio Spadoni e promossa dal Comune di Ravenna, dall’Assessorato alla Cultura e dal Museo d'Arte della città, prosegue il percorso di ricerca volto a far luce sui grandi temi e figure centrali della critica e della storia dell’arte. "Da Renoir a de Staël. Roberto Longhi e il moderno" (2003) era incentrata sul ruolo meno noto, ma importantissimo, di ‘critico militante’ svolto dal grande storico dell’arte Roberto Longhi; "Turner Monet Pollock. Dal Romanticismo all’Informale. Omaggio a Francesco Arcangeli" (2006) intendeva visualizzare il suggestivo percorso storico-critico prefigurato dal grande studioso bolognese, a conclusione dei primi quattro anni di attività dell’Istituzione Museo d’Arte della città Ravenna. Ora dunque il MAR dedica una rassegna a Corrado Ricci (1858-1934), figura di grande rilievo per la museologia e la tutela dei beni culturali. La sua attività di studioso e legislatore ha infatti contributo al riordino del sistema museale nazionale. In esposizione le opere dei grandi protagonisti dell’arte italiana fra ‘300 e ‘600 provenienti dai principali musei italiani dove Ricci ha svolto la sua attività. La mostra comprende anche un’ampia sezione dedicata al paesaggio tra fine ‘800 e i primi del ‘900 con i maggiori nomi della pittura italiana del tempo come Avondo, Bassi, Cabianca, Caffi, Cambiaso, Carcano, D' Andrade, De Gregorio, De Nittis, Fontanesi, Lojacono, Moradei, Palizzi, Rossano, Signorini, Toma, Vertunni e Vighi ed un nucleo di opere dedicate alla pineta ravennate di Luigi Bertelli e Vittorio Guaccimanni. Infine un omaggio a Corrado Ricci storico dell’arte, con opere di Barocci, Cagnacci, Rembrandt e Reni. Il catalogo edito da Electa, con la riproduzione di tutte le opere in mostra, è corredato da saggi di Emilio Roberto Agostinelli, Luisa Arrigoni, Roberto Balzani, Marco Antonio Bazzocchi, Paola Callegari, Ermanno Carbonara, Valter Curzi, Donatino Domini, Andrea Emiliani, Lucia Fornari Schianchi, Anna Maria Guiducci, Donata Levi, Cetty Muscolino, Antonio Paolucci, Maria Luigia Pagliani, Massimo Pomponi, Marina Santucci, Gianni Carlo Sciolla, Sandra Sicoli, Claudio Spadoni, Nicola Spinosa, Claudia Tedeschi e Giovanni Valagussa. La mostra inaugurata il 9 marzo, rimarrà aperta fino al 22 giugno.

mercoledì 2 aprile 2008

MASSIMO DONA' a Caffè Letterario

Sabato 5 aprile alle ore 20,30 nella sala conferenze dell'Hotel Ala d'Oro seconda serata conviviale dell'anno con il filosofo Massimo Donà che presenterà il suo ultimo lavoro "Filosofia e Arte" edito da Bompiani nel 2007. Un altro gradito ritorno per Caffè Letterario quello di Massimo Donà che due anni fa tenne, sempre in una serata conviviale, una più che piacevole dissertazione dedicata alla presentazione del libro "La filosofia del vino". Filosofia e arte saranno invece le protagoniste di questo incontro e fianco del filosofo sarà l'artista Gian Ruggero Manzoni a introdurre la discussione.
Ma perché un volume sul rapporto tra arte e filosofia? Perché da sempre l’arte interroga gli umani, provocando la loro naturale attitudine filosofica. E perché da sempre la filosofia sa che, solo interrogando l’esperienza artistica, possiamo tentare di rendere ragione della nostra inestinguibile volontà di verità: ossia, del bisogno, tipicamente umano, di sciogliere il mistero della vita, carpendo, di quest’ultima, i più riposti segreti. Le vicende dell’arte occidentale sono sempre state condizionate da prospettive essenzialmente filosofiche; ed è proprio nella potenza della raffigurazione artistica che s’è annunciato il senso e dunque il destino delle diverse epoche storiche. Ecco, in questo lavoro l’autore cerca di ripercorrere le vicende di tale rapporto. Due pratiche diversissime, dunque, quella filosofica e quella artistica, eppur vicinissime, che dovevano esser fatte finalmente interagire in un volume capace di mostrare quanta ricchezza sia custodita in fenomeni che troppo spesso s’è preferito consegnare a una semplice e innocua attribuzione di bellezza.
Massimo Donà è professore ordinario di Filosofia teoretica alla facoltà di Filosofia dell’Università “Vita-Salute” del San Raffaele di Milano. Per Bompiani ha già pubblicato Filosofia del vino (2003); Panta Filosofia (2003); Magia e Filosofia (2004); Sulla negazione (2004); Serenità. Una passione che libera (2005); Filosofia della musica (2006); Dio-Trinità. Tra filosofi e teologi (con Piero Coda, 2007). Di recente ha pubblicato anche i seguenti volumi: Il mistero dell’esistere. Arte, verità e insignificanza nella riflessione teorica di René Magritte (Mimesi 2006); L’essere di Dio. Trascendenza e temporalità (Albo Versorio 2007). In qualità di musicista ha prodotto quattro CD, l’ultimo dei quali è “Cose dell’altro mondo” (Caligola Records 2006).
Trattandosi di una serata conviviale è obbligatoria la prenotazione (054522388)
Questo il menù....
Aperitivo
Insalata primavera con asparagi e salmone affumicato
I cappelleti in brodo
Semifreddo al croccantino con cioccolato fuso
Caffè
€. 20,00 per persona (bevande incluse)