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Sala conferenze - Hotel Ala d'Oro

Via Matteotti, 56 - 48022 Lugo di Romagna - (Ravenna) - Italia
Per Informazioni : 0545 22388 - claudio@aladoro.it
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giovedì 5 maggio 2016

Sabato 7 maggio - LEONARDO CEMAK, STEFANO SIMONCELLI E DANIELE FERRONI

Sabato 7 maggio, alle ore 18.00, all’Hotel Ala d’Oro di Lugo,  un pomeriggio di arte e poesia per il Caffè Letterario di Lugo con l’inaugurazione della mostra pittorica “Camere con vista” dell’artista marchigiano  Leonardo Cemak e con il poeta di Cesenatico Stefano Simoncelli e il fotografo Daniele Ferroni che presenteranno il loro volume di poesie e fotografie “Il collezionista di vetri” edito da Italic Pequod. Libro dedicato alla nostra terra di Romagna e ai luoghi della memoria contadina, la cui copertina è opera di Cemak. Al termine brindisi aperitivo per tutti i presenti. Ingresso libero
Leonardo Cemak è nato a Senigallia da padre marchigiano e madre polacca di origine ucraina. Ha studiato all'Istituto di Arte di Ancona e all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Pittore, disegnatore, illustratore, vignettista, ha collaborato con molti giornali e riviste tra cui L'Unità, Rinascita, Esquire, Panorama, Epoca, Linus, Comix, L'Europeo. È stato per dieci anni collaboratore del Satyricon di Repubblica. Ha illustrato libri per diverse case editrici. Ha pubblicato due libri di proprie vignette con la Casa Editrice Rizzoli e ha tenuto mostre in Italia e all'estero. Nel 1998 ha vinto il Premio di Satira Politica di Forte dei Marmi, nel 1991 ha vinto la Palma d'Oro per la Letteratura Illustrata al Salone dell'Umorismo di Bordighera. La mostra “Camere con vista” si articolerà per tutti i tre piani dell’Hotel e vedrà in esposizione anche alcune opere espressamente prodotte per l’occasione e dedicate alla nostra città.
Stefano Simoncelli  è nato a Cesenatico, ma da diversi anni vive ad Acquarola sulle colline di Cesena. È stato redattore e ideatore di Sul Porto, rivista di letteratura e politica che catturò negli anni Settanta l’attenzione e la collaborazione di poeti come Pasolini, Bertolucci, Caproni, Sereni, Fortini, Raboni e Giudici. Nel 1981, con la raccolta Via dei Platani, edita da Guanda, ha vinto il Premio Internazionale Mondello Opera Prima.
Daniele Ferroni (1969) vive e lavora a Villanova di Bagnacavallo (Ravenna). La passione per la terra delle proprie origini confluisce, fin dalla giovinezza, nel suo lavoro fotografico di scavo e di ricerca attorno alle tradizioni popolari romagnole, ai volti significativi di questa gente, all’edilizia rurale e a ciò che rimane del passato. Da qui la partecipazione a diverse esposizioni collettive sul territorio e la collaborazione con artisti, scrittori, poeti, dai cui sodalizi sono nati corposi progetti fotografici ed editoriali.

mercoledì 4 maggio 2016

"Beati i popoli che hanno bisogno di eroi" di IVANO NANNI

Sull'incontro di lunedì 2 maggio con lo scrittore Giorgio Ieranò che ha presentato il suo libro “Gli eroi della guerra di Troia”  edito da Sonzogno.

Perché la loro immaginazione è grande si potrebbe dire. Niente da dire sul suo opposto, la massima di Brecht che indica, credo, come gli eroi siano i simboli di un’umanità che non sa difendersi e che ha bisogno di esseri umani con sovraumani poteri per combattere il destino avverso che li rende schiavi e ribaltarne i condizionamenti. È la massa che deve diventare eroica e non farsi prendere per mano dall’eroico aedo politico di turno, dal visionario che prevede e promette un destino che spesso è solo una macchinazione pericolosa. Le masse brechtiane devono tendere al socialismo e diventare senza mediazioni loro stesse eroiche. Altri tempi, tempi ideologici.
Lontanissimo da questo concetto l’eroe greco è l’essere che per nascita e benevolenza degli dei riceve qualità imperturbabili che sono i crismi della sua virilità, della sua bellezza e forza, fintanto che durerà la sua vita. Certo non è immortale. Potrebbe essere scambiato per un immortale, mentre è un highlander, uno che sta in alto, che vive sia sopra che dentro ai destini umani. Vive con le passioni di tutti dentro al cuore ma che domina orgogliosamente, e si fa largo nella selva del dubbio e dell’incertezza guidato dalla benevolenza del dio che lo ama, e sprona gli uomini a spingersi oltre i loro limiti. Sì, perché anche gli dei sono provvisti di passioni e con tutto il loro corredo di vizi e di virtù. Quelle passioni, quel vigore immenso, quel furore di guerra, sono il sangue che scorre nelle vene, è l’amore cantato dai poeti, la polvere sollevata dalle mille battaglie combattute, è la pietà per i caduti, e l’angoscia per quelli tentano un ritorno dopo guerre che appaiono impossibili. Combattute in luoghi improbabili, fuori dalle rotte conosciute, addirittura si pensa a una Troia improbabilissima iperborea.
Ma delle coordinate geografiche forse non importa nulla. È il racconto omerico che mette tutti d’accordo o in disaccordo, tutto nello stesso crogiolo di canti, gli eventi sono ficcati nello stesso vortice ombelicale al quale tutti si adeguano, Dei compresi, agli ordini distaccati del Fato. Dunque l’eroe è un uomo superiore che media tra il mondo degli umani con gli dei olimpici che ordinano, minacciano, amano, inducono ad azioni e a sogni, interferendo in ogni modo, baloccandosi come se la terra fosse un teatro e gli esseri umani marionette che appese ai fili del destino si muovono come ombre sul palcoscenico del mondo.
Ma è anche un uomo semplice che l’autorevolezza del poeta consegna per sempre al ricordo dei lettori. Per questo mi è caro particolarmente, l’episodio di Elpenore, il quale dopo una notte passata sul tetto della casa di Circe a guardare il meraviglioso cielo stellato, era un poeta di certo, al mattino ancora invischiato nei sogni della sbronza della sera prima senza la cognizione della posizione, credeva di essere a terra mentre era sul cornicione della casa, da lì si mosse malamente, precipitò a terra e morì sbattendo la testa contro un sasso. Anche questo era un eroe. Il primo che Ulisse incontra nel suo viaggio nell’Ade.
di Ivano Nanni

martedì 3 maggio 2016

Una serata "mitica" con GIORGIO IERANO'

Una serata davvero “mitica” quella di ieri sera, lunedì 2 maggio, al Caffè Letterario di Lugo con Giorgio Ieranò che ha presentato il suo libro “Gli eroi della guerra di Troia” edito da Sonzogno,  ultimo (per il momento) di una trilogia dedicata al mondo della mitologia greca. Giorgio Ieranò, docente di Letteratura greca all’Università di Trento, ci ha raccontato in modo “nuovo” i protagonisti delle grandi epopee omeriche, studiate e discusse da una grande moltitudine di autori, a partire dall’antichità per arrivare ai giorni nostri. Storie affascinanti, che tutti conoscono fin da bambini, di divinità irascibili e piene di difetti, di uomini coraggiosi e pavidi, di donne bellissime, raccontate in una versione inedita, che fa dimenticare quanto siano lontane nel tempo. Duemila anni circa prima dell’era cristiana, altrettanti dopo, fanno la bellezza di quattro millenni di leggende che hanno accompagnato lo sviluppo della civiltà europea.




domenica 1 maggio 2016

Lunedì 2 maggio - "Gli eroi della guerra di Troia" raccontati da GIORGIO IERANO'

Lunedì  2 maggio, alle ore 21.00, nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro serata mitologica per il Caffè Letterario di Lugo con Giorgio Ieranò, docente di Letteratura greca all’Università di Trento che presenterà il suo libro “Gli eroi della Guerra di Troia” edito da Sonzogno. La serata, che come consuetudine si concluderà con i il brindisi offerto a tutti i presenti dal Gruppo Cevico, sarà introdotta da Claudio Nostri. Ingresso libero.
Chi erano davvero gli eroi e le eroine della guerra di Troia? Quali sono le storie più autentiche e segrete delle figure cantate nell'Iliade e nell'Odissea? Questo libro racconta in modo nuovo i protagonisti della grande epopea omerica che tutti abbiamo studiato a scuola. Ma racconta anche quello che Omero non dice, scavando nella miniera di leggende, spesso frammentarie ed enigmatiche, che gli antichi ci hanno lasciato. Così, intorno agli amori di Achille, agli inganni di Ulisse, alle avventure favolose di Elena, rinasce tutta una costellazione di eroi perduti.  “Gli eroi della guerra di Troia” è davvero un testo ben strutturato e per affrontarlo non occorre essere degli esperti di storia antica né di mitologia: basta essere persone curiose. Il testo mette di fronte a tante leggende dimenticate oppure semplicemente da leggere con rinnovato stupore, perché non si è mai troppo grandi per imparare e per fare tesoro delle proprie letture.
Giorgio  Ieranò  è professore associato di Letteratura greca, Storia del teatro antico e Filologia classica presso l'Università degli Studi di Trento. Riceve nel 2007 il premio "Ad Fontes" bandito dal pontificio Comitato di studi storici per la promozione dello studio del latino. È vice coordinatore del collegio del dottorato internazionale in Filologia e storia dei testi con sede amministrativa a Trento. I suoi ambiti di ricerca investono la lirica corale greca, il teatro antico, la sopravvivenza dell'antico nelle letterature moderne.

Il calendario della primavera 2016

Anche il calendario degli incontri primaverili che chiuderà la dodicesima stagione del Caffè Letterario di Lugo sarà nutritissimo con ben 25 appuntamenti in programma che si snoderanno a partire dal 4 aprile con il poeta lughese Luigi Sebastiani per concludersi il sabato 25 giugno con la serata conviviale dedicata alla lettura della commedia di Aristofane “Lisistrata".
Ecco il dettaglio degli appuntamenti:


Lunedì 4 aprile,  ore 21.00  -  Hotel Ala d'Oro
LUIGI SEBASTIANI
“Gli atti della disperanza”
(Roma, Perrone Editore, 2015)
Introducono Angelo Andreotti
e Daniele Serafini
Trasposta sulla scena, una vita può essere suddivisa in atti, in momenti, in sequenze, in una manciata di scene madri se va bene. Un pensiero inaccettabile per chi vorrebbe la finzione del palcoscenico come una semplificazione e un'esemplificazione della vita. E se fosse l'incontrario? È un interrogativo inquietante che la lettura delle poesie di Luigi Sebastiani ripropone.


Venerdì 8 aprile,  ore 21.00  -  Hotel Ala d'Oro
In collaborazione con
“Gruppo Astrofili Antares”
LICIA TROISI
“Dove va a finire il cielo”
(Milano, Mondadori, 2015)
Introduce Enrico Montanari
Sarà presente l’autrice
Visto da lontano, il cielo è l'immagine della pace. Lì, invece, accadono cose di una violenza inaudita: miriadi di stelle che nascono e muoiono, la materia che si forma e si scompone, secondo un meccanismo perfetto. È uno spettacolo che non smette di affascinarci, sempre intriso di mistero e, per quanto si cerchi di esplorarlo, ogni risposta conduce solo ad altre domande.


Domenica 10 aprile, ore 18.00
Hotel Ala d’Oro
In collaborazione con il
Conservatorio G.B.Martini di Bologna
Musica e Poesia
Ludwig van Beethoven e Johann W. Goethe
Pianoforte: Pietro Fresa
Voce: Paolo Cavassini e Claudio Nostri
I poeti del cuore raccontati attraverso i loro versi e la Musica di grandi compositori. A cura di Paolo Ravaglia. Un pomeriggio di musica e poesia con due grandi artisti tedeschi: Ludwig van Beethoven e Johann Wolfgang Goethe. Al giovanissimo pianista Pietro Fresa il compito di interpretare brani dalle Sonate di Beethoven mentre Paolo Cavassini e Claudio Nostri racconteranno e leggeranno i versi di Goethe.
Ingresso + aperitivo €. 8,00  -  Ingresso + aperitivo + cena a buffet €. 15,00


Lunedì 11 aprile,  ore 21.00  -  Hotel Ala d'Oro
RENZO PARIS
“Pasolini ragazzo a vita”
(Roma, Elliot Editore, 2015)
Introduce Marco Sangiorgi
Sarà presente l’autore
A quarant’anni dall’omicidio di Pasolini, Renzo Paris torna sui luoghi degli incontri romani con l’autore di Petrolio, raccontando un’amicizia durata dal 1966 al 1975. Nel suo vagabondaggio a ritroso nella memoria, Paris si spinge fino a Nuova Delhi e a Nairobi, per le celebrazioni pasoliniane, commentando parallelamente la versione non censurata del dramma Affabulazione, che Pasolini gli donò in dattiloscritto, conservato come una reliquia.


Mercoledì 20 aprile,  ore 21.00
Salone Estense della Rocca di Lugo
MARIAPIA VELADIANO
“Una storia quasi perfetta”
(Milano, Guanda, 2015)
Introduce Patrizia Randi
Sarà presente l’autrice
Cosa ci vuole a rendere un affare una storia d’amore? Ce lo racconta Mariapia Veladiano in Una storia quasi perfetta. Bianca è un animo buono, di quelli che si perdono ad ascoltare il rumore delle onde del mare. La vita l’ha colpita e trascinata in salvo varie volte e il suo mondo potrebbe cambiare per sempre quando incontra un uomo anonimo, spigoloso, apparentemente poco affascinante e generoso.


Sabato 23 aprile, ore 20,30  -  Entelechia
In collaborazione con “Ass.Culturale Entelechia”
Via Quarantola, 32/1 - Lugo
Maratona letteraria
“PROMETEO INCATENATO”
di Eschilo
Proseguono al Caffè Letterario di Lugo le letture dedicate ai grandi classici della letteratura occidentale. Quest’anno le nostre letture collettive (a cui tutti possono partecipare) sono dedicate ai grandi poeti tragici greci: Sofocle, Euripide, Eschilo. In questa occasione leggeremo “Prometeo incatenato” di Eschilo. “Tutto quanto il futuro io conosco perfettamente fin d'ora, né mi giungerà inatteso alcun dolore. Bisogna sopportare il meglio possibile la porzione di sorte che ci è assegnata, sapendo che invincibile è la forza della necessità.”


Mercoledì 27 aprile,  ore 21.00  -  Hotel Ala d’Oro
In collaborazione con l’Associazione “Eco”
MARCO BOATO
“Alexander Langer.
 Costruttore di ponti”
(Brescia, La Scuola, 2015)
Introduce Paolo Galletti
Sarà presente l’autore
La figura di Alexander Langer (1946-1995) è più attuale che mai. Per certi aspetti, anzi, nel dibattito sociale e politico Langer è oggi più conosciuto, e "riconosciuto”, di quando era in vita e doveva subire anche amarezze e misconoscimenti. Marco Boato, che ha condiviso tante iniziative di Langer, ci presenta il ritratto di un autentico e coerente testimone del nostro tempo.


Lunedì 2 maggio, ore 21.00  -  Hotel Ala d'Oro
GIORGIO IERANO’
“Gli eroi della guerra di Troia”
(Venezia, Sonzogno, 2015)
Introduce Claudio Nostri
Sarà presente l’autore
Chi erano davvero gli eroi e le eroine della guerra di Troia? Quali sono le storie più autentiche e segrete delle figure cantate nell'Iliade e nell'Odissea? Questo libro racconta in modo nuovo i protagonisti della grande epopea omerica che tutti abbiamo studiato a scuola. Ma racconta anche quello che Omero non dice, scavando nella miniera di leggende, spesso frammentarie ed enigmatiche, che gli antichi ci hanno lasciato.


Sabato 7 maggio, ore 18.00  -  Hotel Ala d'Oro
STEFANO SIMONCELLI
DANIELE FERRONI
“Il collezionista di vetri”
(Ancona, Italic Pequod, 2015)
Introduce Marco Sangiorgi
Saranno presenti gli autori
In contemporanea inaugurazione
della mostra pittorica
“Camere con vista”
di LEONARDO CEMAK
La poesia del poeta di Cesenatico Stefano Simoncelli e le fotgrafie del bagancavallese Daniele Ferroni raccolte nel volume “Il collezionista di vetri” rappresentano  l’ideale collegamento tra le figure della nostra terra di Romagna e i luoghi della memoria contadina, luoghi di presenza e assenza. In contemporanea inaugurazione della mostra pittorica di Leonardo Cemak, autore della bella copertina del libro.  


Venerdì 13 maggio, ore 21.00  -  Hotel Ala d'Oro
PIERLUIGI MORESSA
“Piero della Francesca”
(Rimini, Raffaelli Editore, 2016)
Introduce Carmine Della Corte
Sarà presente l’autore
“Molti dipictori biasimano la prospectiva perché non intendono la forza delle linee e degli angoli che da essa se producano, con li quali commensuramente ogni contorno e lineamento se descrive, perho me pare de dovere mostrare quanto questa scientia sia necesaria alla pictura.” (Piero della Francesca, De prospectiva pingendi, 1474 ca.)


Venerdì 20 maggio, ore 21.00
Hotel Ala d'Oro
DAVIDE REVIATI
“Sputa tre volte”
(Bologna, Coconino Press, 2016)
Introduce Marco Sangiorgi
Sarà presente l’autore
Davide Reviati regala una nuova graphic novel: onirica, delicata e a tratti feroce ci parla della fragilità, della paura del diverso, della fatica di crescere. E il suo sguardo intenso e poetico si fa universale: dipinge una provincia cupa, ridicola e tragica e insieme sfiora i drammi della grande Storia


Domenica 22 maggio, ore 21.00
Hotel Ala d’Oro
In collaborazione con il
Conservatorio G.B.Martini di Bologna
Musica e Poesia
Jimmy Giuffre 
e Thomas Stearns Eliot
Paolo Ravaglia West Coast Trio
Voce: Daniele Serafini e Carlo Pasi
I poeti del cuore raccontati attraverso i loro versi e la Musica di grandi compositori. A cura di Paolo Ravaglia. Un pomeriggio di musica e poesia con il clarinettista americano di origine italiana Jimmy Giuffre e il poeta, saggista, critico letterario e drammaturgo statunitense naturalizzato britannico Thomas Stearns Eliot. Al Ravaglia West Coast Trio il compito di interpretare il “Jazz da camera” di Giuffre mentre Daniele Serafini e Carlo Pasi racconteranno e declameranno i versi di Eliot.
Ore 19,30: Ingresso + consumazione + cena a buffet €. 15,00
Ore 21.00: Ingresso + consumazione €. 8,00 


Venerdì 27 maggio, ore 21.00  -  Hotel Ala d'Oro
GUIDO TONELLI
“La nascita imperfetta delle cose”
(Milano, Rizzoli, 2016)
Introduce Anselmo Margotti
Sarà presente l’autore
Guido Tonelli lavora al Cern di Ginevra ed è responsabile dell'esperimento che ha permesso di scoprire il bosone di Higgs, la “particella di Dio”. Ora l’LHC, l’acceleratore di particelle che ha permesso di scoprire il bosone, è ripartito, a una velocità mai raggiunta prima. È l’inizio di una nuova fisica, che dovrebbe permetterci di svelare l’origine della materia e comprendere cosa sia accaduto durante il Big Bang.


Sabato 28 maggio,  ore 17.30
Libreria Alfabeta
ALDA TEODORANI
“Gramsci in cenere”
(Viterbo, Stampa Alternativa, 2016)
Introduce Paolo Galletti
Sarà presente l’autrice
A cavallo tra connotazioni politiche e culturali, morti per droga e disperazione esistenziale, vicende di sopravvivenza e lotta, cani sciolti e ideali in una piccola cittadina dell’entroterra romagnolo, “Gramsci in cenere” è il ritratto di una generazione e di un momento storico ben preciso, gli anni ‘70, con le musiche, i film e la cultura che li hanno caratterizzati.


Lunedì 6 giugno, ore 21.00  -  Hotel Ala d'Oro
In collaborazione con il
Conservatorio G.B.Martini di Bologna
Musica e Poesia
MARTIN DODMAN
“I segni sono le note.
 Un dialogo russo
 fra poesia e musica”
Al pianoforte: Stefano Malferrari
 Una serata dedicata alla poesia russa del ‘900 e in particolare a Iosif Aleksandrovič Brodskij l'unico poeta contemporaneo russo ad essere già entrato di diritto tra i classici. Ad accompagnare il racconto di Martin Dodman la musica di grandi compositori russi eseguita al pianoforte dal M° Stefano Malferrari.
Ore 19,30: Ingresso + consumazione + cena a buffet €. 15,00
Ore 21.00: Ingresso + consumazione €. 8,00 – 


Lunedì 13 giugno,  ore 21.00  -  Hotel Ala d’Oro
RACHELE FERRARIO
“Margherita Sarfatti”
(Milano, Mondadori, 2015)
Introduce Daniele Serafini
Sarà presente l’autrice
Strano destino quello di Margherita Sarfatti, giornalista, scrittrice e primo critico d'arte donna in Europa. Ha fondato il gruppo del Novecento, ha progettato e allestito mostre in patria e all'estero,  per oltre vent'anni ha influenzato in modo profondo la cultura e l'arte italiane. Eppure, per una sorta di damnatio memoriae, la maggior parte del pubblico la conosce solo come «l'amante del duce».




"SCRITTURA FESTIVAL"
Giovedì 16 giugno,  ore 18.30
Piazzale del Pavaglione di Lugo
AMEDEO BALBI
“Dove sono tutti quanti?”
(Milano,  Rizzoli, 2016)
“Siamo soli nell’universo?” è una domanda che lascia un senso di vertigine a chiunque. Amedeo Balbi, nato all’alba degli anni ’70, se la pone da quando era bambino. Oggi, a distanza di quarant’anni, Balbi è un astrofisico e, quando ammira il cielo stellato con stupore immutato, si pone sempre la medesima domanda. Che cosa potrebbe dire a quel ragazzino degli anni ’70 per non deluderlo?




"SCRITTURA FESTIVAL"
Giovedì 16 giugno,  ore 21.00
Piazzale del Pavaglione di Lugo
PAOLO ALBANI
“Bloomsday - L'Ulisse di James Joyce”
Una nuova traduzione in italiano dell’Ulisse di Joyce è sempre un avvenimento emozionante, che ci riempie di gioia. In questa serata presenteremo la traduzione di Aldo Merce che viene cronologicamente dopo quella curata da Gianni Celati per Einaudi. L’operazione di Merce, se vogliamo, è più filologica, attenta com’è a non tradire le tensioni della lingua di partenza e ci restituisce un Joyce inedito, poco conosciuto e sempre vibrante.




"SCRITTURA FESTIVAL"
Venerdì 17 giugno,  ore 18.30
Piazzale del Pavaglione di Lugo
CRISTINA COMENCINI
“Essere vivi”
(Torino,  Einaudi, 2016)
Essere vivi davvero, è un'arte che s'impara col tempo. Servono anni e distacchi, intuizioni e delusioni, per capire che non si può creare senza distruggere, e che la felicità senza il suo opposto è una bugia. Un romanzo palpitante, dalla forza irresistibile. 




"SCRITTURA FESTIVAL"
Venerdì 17 giugno,  ore 21.00
Piazzale del Pavaglione di Lugo
VITO MANCUSO
“Dio e il suo destino”
(Milano,  Garzanti, 2016)
L'idea di Dio sembra essere scomparsa dall'orizzonte di noi occidentali, sempre più ossessionati da miti effimeri e ormai disposti a vendere al miglior offerente persino la nostra libertà. La sua assenza ci ha lasciati orfani di una guida in grado di orientare l'esistenza verso il bene e la giustizia, e per questo diventa necessario riflettere oggi sulla questione del divino. Ma quale Dio? Come possiamo ancora immaginarlo?




"SCRITTURA FESTIVAL"
Sabato 18 giugno,  ore 18.30
Piazzale del Pavaglione di Lugo
FLAVIO CAROLI
“Con gli occhi dei maestri dell'arte”
(Milano,  Garzanti, 2016)
Flavio Caroli si richiama alla filosofia della più importante scuola storiografica del nostro tempo, le "Annales", per ripercorrere le tappe di una scienza relativamente giovane come la storia dell'arte, vista attraverso gli occhi dei "maestri.




"SCRITTURA FESTIVAL"
Sabato 18 giugno,  ore 21.00
Piazzale del Pavaglione di Lugo
ERMANNO CAVAZZONI
“Gli eremiti del deserto”
(Macerata,  Quodlibeti, 2016)
Questo libro racconta le vite, in parte leggendarie, di eremiti e santi anacoreti vissuti tra il iii e il iv secolo d.C., nei deserti di Egitto, Palestina e Siria. Stavano in grotte o piccole capanne di foglie di palma, ma soprattutto fra le rovine dei templi pagani; bastava una polla d’acqua, una pianta di datteri, o un po’ di pane, di erba o di lenticchie.




"SCRITTURA FESTIVAL"
Domenica 19 giugno,  ore 18.30
Piazzale del Pavaglione di Lugo
RUDY GATTA legge
"E' mond"
di RAFFAELLO BALDINI



"SCRITTURA FESTIVAL"
Domenica 19 giugno,  ore 21.00
Piazzale del Pavaglione di Lugo
ROBERTO VECCHIONI
“La vita che si ama”
(Torino,  Einaudi, 2016)
'Qui sono proprio io', scrive Roberto Vecchioni: e questo è davvero il suo libro piú intimo, piú autobiografico e urgente. Il libro in cui l'idea stessa della vita e della felicità, il senso del rotolare dei giorni, trova forma di racconto. Perché i momenti piú belli o piú intensi della nostra esistenza brillano nella memoria: sono luci che abbiamo dentro e che a un tratto sentiamo il bisogno di portare fuori. 



Sabato 25 giugno, ore 20.30
Serata Conviviale
In collaborazione con “Ass.Culturale Entelechia”
Ristorante Ala d’Oro
Maratona letteraria
“LISISTRATA”
di  Aristofane
€. 25,00 per persona, bevande incluse
E’ necessaria la prenotazione

Si concludono  le letture collettive dei grandi classici di questa stagione del Caffè Letterario di Lugo dedicati al teatro greco con la divertente commedia di Aristofane “Lisistrata”.  “E noi, anche bevendo, ci siamo comportati saggiamente.  È naturale, visto che quando siamo sobri ci comportiamo da stupidi.” La lettura si svolgerà all’aperto nel cortile interno del Ristorante dell’Hotel Ala d’Oro e sarà accompagnata da una ottima Paella alla Valenciana cucinata direttamente sul posto…

sabato 30 aprile 2016

“Un messaggio semplicemente civile” di Ivano Nanni

Sull'incontro di mercoledì 27 aprile con lo scrittore Marco Boato che ha presentato il suo libro “Alexander Langer. Costruttore di ponti.” edito da La Scuola.

C’è stato un momento durante la bella conferenza di Marco Boato sulla figura e il lavoro politico di Alexander Langer, che mi sono venuti in mente i versi di commiato dalla vita di Vladimir Majakovski, un frammento di quella poesia recita: “la barca dell’amore si è spezzata contro il quotidiano, la vita e io siamo pari, inutile elencare offese, dolori, torti reciproci. Voi che restate siate felici”. E pure le ultime parole scritte di Alexander Langer suonano con lo stesso timbro del grande poeta della rivoluzione, il cui impegno per la causa fu totale e carico di aspettative, tragicamente inabissate contro la dura roccia dello spavento quotidiano. Uno spirito ipersensibile, un pensatore radicale, un religioso di fede incorruttibile porterà sempre su di sé un carico che avverte sempre più pesante con il passare del tempo, con le energie che scemano, e le idee di libertà che si frantumano contro il duro martello dell’ottusità. La letteratura, i grandi filosofi e gli scienziati, ognuno dalla loro parte e con argomenti diversi, ci aiutano a sondare l’animo umano a definirne alcuni aspetti e persino i meccanismi biologici che presiedono la formazione del pensiero, ma la lezione prima che invogliano a percorrere è che l’animo umano è un abisso senza fine, e ogni gesto che compiamo specie quelli che definiamo giustamente estremi, hanno sempre una qualche ragione di insondabilità. Ma se si deve necessariamente tacere su un evento così intimo e proprio, non si può non considerare emblematico il suo lavoro politico nell’arco breve della sua intensissima vita.
Di formazione cristiana e cattolica, Alexander Langer, nel periodo burrascoso degli anni settanta, intrisi di ideologismi e faziosità esclusive permeate di violenza diffusa e concreta, si rende promotore di iniziative che puntano decisamente al dialogo, alla ricerca di territori culturali, sociali, politici, economici, nei quali sia possibile sperimentare la condivisione globale di un nuovo mondo di intendere la vita insieme. La sua formazione, sia religiosa che laica, trova una sintesi perfetta in un eloquio semplice e diretto e mai semplificato come richiedono i facili populismi e i buchi neri del pensiero politico dei quali siamo sgomenti spettatori tutti i giorni. Il suo pensiero, le sue teorie, appaiono ora come delle luminose profezie riguardo alla portata di eventi che ci stanno drammaticamente di fronte; ora che stiamo cavalcando le ondate migratorie, e viviamo la faziosità di un mondo diviso e ineguale, stupido e ottuso, ancorato alle esigenze di distruzione e di prevaricazione, portato ad escludere con violenza e senza concessioni quello che viene da un mondo che è anche il nostro e non è un pianeta alieno e lontano ma drammaticamente vicino, sempre di più.Per i potenti della terra è grande la scomodità di imbattersi in attivisti come Alexander Langer, esseri pienamente umani, centrati sulla vita e non sulla distruzione, che svolgono il loro “ministero”, con un geniale scrupolo neo espressivo, in cui vengono veicolati concetti nuovi e rivoluzionari, come convivenza interetnica, espressione di uso quasi comune oggi, con tutte i segni e gli orpelli negativi da cui è appesantita da politici in malafede, ma allora quasi trent’anni fa aveva una portata che ben pochi comprendevano. Il concetto anch’esso inedito per quei tempi, e forse anche adesso, che viviamo in un clima di costante destabilizzazione e prevaricazione, di “conversione ecologica”, che appare segnato con i crismi di una nuova evangelizzazione, una rivelazione vera e propria di come sia necessario cambiare stile di vita, ma farlo senza imposizioni, arrivarci per stadi intermedi, secondo il principio democratico del dialogo aperto a tutti, come scriveva precocemente già a quindici anni in uno dei suoi scritti politici. “La conversione ecologica potrà affermarsi soltanto se apparirà socialmente desiderabile”.
Ecco allora concretizzarsi il lavoro minuzioso e vocativo a perseguire con volontà il percorso della persuasione a tutto campo in una rete sempre più fitta di impegni e iniziative.E una vita basata sulla persuasione del prossimo e sulla credibilità delle argomentazioni non può essere ridotta agli imperativi categorici dominanti la nostra competitiva società nei termini che Alexander Langer indica, come più veloce, più alto, più forte, come se tutta la vita si risolvesse in una gara podistica olimpica. A tutto questo, intelligentemente oppone, i principi che reggono ogni proficua causa umana che ricerca soluzioni vere concrete e cioè, più lentezza, più profondità, più dolcezza. Questo forse è in sintesi il suo grande messaggio, religioso in primis, cioè che lega una cosa all’altra perché tutto è insieme e tutti si salvano se siamo in grado di salvare ogni cosa. Questo ultimo messaggio civilissimo resta come un monito, lontano dal cuore dei potenti che pare non abbiano quello che ci vuole per intenderlo.   
di Ivano Nanni