
M. P. Shiel, "La nube purpurea", Adelphi, 2009, €. 11,00
Romanzo folle, se mai ne è esistito uno, fratello del Gordon Pym di Poe. Anche qui un vagabondare infinito in un mondo spopolato dal veleno di una misteriosa nube. Romanzo sulla solitudine che ha per protagonista un Robinson che abita un’isola grande come il mondo, nel sogno e nell’incubo di essere rimasto l’ultimo uomo sulla terra. Un’enorme e caleidoscopica allegoria della vita di tutti noi, che cerchiamo ogni giorno di incontrare qualcuno che rompa il nostro isolamento, una fantasia virulenta, allucinata, una fuga che è allo stesso tempo inseguimento, una follia architettonica, esistenziale. Il protagonista si dichiara imperatore di una piccola isola e, novello Nerone, brucia città intere per poi richiudersi nel suo palazzo dorato, circondato da laghi di vino. L’epilogo è degno del resto del romanzo, uno di quei sogni che vi piacerebbe aver sognato.
di Davide Silvestri
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