Da un verso della grande poetessa Emily Dickinson (“la mia vita era un quieto vulcano”) deriva il titolo/ premessa della selezione di pitture presentata in questa personale.
Il rimando alla letteratura ed alla poesia è infatti la costante di tutta la ricerca visiva dell’autrice: come fonte ininterrotta di ispirazione ma anche come interazione tra i linguaggi espressivi. Il segno/scrittura si dipana e trasforma in segno/ disegno e segno/ colore, diventando una narrazione per immagini che possa dare voci e volti alle parole in un intreccio di reciprocità.
I “quieti vulcani” sono i personaggi prediletti in questo immaginario: Parsifal, la Sirenetta, Icaro, Ofelia…una galleria di “puri folli”, quieti ma inquieti, imperfetti, fragili, e contemporaneamente grandiosi, capaci di follie e imprevedibili battaglie per seguire le proprie intuizioni e passioni. Figure che si muovono e dibattono tra segni e colori, tra le tempeste, i vortici che li hanno chiamati a seguire quello specifico destino, assumendolo e confondendosi in esso in analogia con quella che poi è la vicenda umana di tutti e ciascuno.
La tecnica utilizzata è per lo più mista, con prevalenza di acrilici e chine.
Laura Medici è nata a Lugo (RA), dove tuttora risiede; ha frequentato il Liceo Artistico “Pier Luigi Nervi” e successivamente il corso di pittura dell’ Accademia di Belle Arti a Bologna. Si è quindi abilitata all’ insegnamento di Arte, Discipline Pittoriche, Storia dell’Arte dedicandosi all’ insegnamento di tali discipline nelle scuole Secondarie.
Da sempre interessata alla relazione scrittura/ immagine elabora una ricerca visiva ispirata ed intrecciata a letteratura e poesia, elaborando anche libri d’ artista.
Ha curato la presentazione critica di mostre ed esposto in collettive e personali in area nazionale ed internazionale.


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