Pagine

Sala conferenze - Hotel Ala d'Oro

Via Matteotti, 56 - 48022 Lugo di Romagna - (Ravenna) - Italia
Per Informazioni : 0545 22388 - claudio@aladoro.it
Iscriviti alla newsletter di Caffè Letterario sul sito http://www.aladoro.it/

martedì 8 ottobre 2013

Sabato 12 ottobre - "DON CHISCIOTTE DELLA MANCIA" di Miguel de Cervantes - Maratona Letteraria

Proseguono sabato 12 ottobre, alle ore 17.00, presso la sede dell'Associazione Culturale "Entelechia a Caffè Letterario le letture collettive dei grandi classici con il "Don Chisciotte della Mancia" di Miguel de Cervantes. Capolavoro della letteratura mondiale, Don Chisciotte inaugura la grande stagione del romanzo moderno. Scritto con l'intento di parodiare i libri di cavalleria, narra le gesta di un nobile hidalgo spagnolo, idealista e folle, e del suo fido scudiero Sancho Panza, dal tenace e realistico buon senso.
“La libertà è uno dei doni più preziosi dal cielo concesso agli uomini: i tesori tutti che si trovano in terra o che stanno ricoperti dal mare non le si possono agguagliare: e per la libertà, come per l'onore, si può avventurare la vita, quando per lo contrario la schiavitù è il peggior male che possa arrivare agli uomini.”

 

lunedì 7 ottobre 2013

"Grazie di cuore" di GENNARO MARIA BARBUTO

Gennaro Maria Barbuto è stato ospite del Caffè Letterario di Lugo lunedì 30 settembre per presentare il suo saggio "Machiavelli" edito da Salerno Editrice.

Desidero ringraziare tutti voi per la vostra cortesia, la vostra partecipazione attenta e competente al tema della serata, il vostro entusiasmo e affetto. Sono rimasto davvero colpito dalla importanza che attribuite alle discussioni culturali, coinvolgendo una cittadinanza attiva e non distratta dalll’effimero. Vi ringrazio moltissimo anche per avermi offerto l’occasione di venire per la prima volta in Romagna, un luogo al quale sono affezionato da quando, ancora ragazzino, vidi “Amarcord”. Da allora Fellini è diventato il mio regista preferito e la Romagna una delle terre che avrei desiderato visitare. La mattina dopo la discussione sul libro, grazie alla gentilezza dell’Assessore e alla sua guida preziosa, ho potuto passeggiare nel centro storico di Lugo, scoprendo monumenti affascinanti, piazze ed edifici (dalla Rocca estense al Quadriportico), che raccontano una storia plurisecolare di traffici operosi e di scambi commerciali e culturali e la rilevanza di Lugo per il ducato estense. Ma quello che più conta, è che quella storia continui a vivere in voi, costituendo il miglior auspicio per un futuro all’altezza del vostro passato.
Ancora grazie di cuore, vivissimi complimenti e un grande abbraccio a voi tutti
Gennaro Maria Barbuto

giovedì 3 ottobre 2013

La serata con ADELE CORRADI


Un’altra bella serata per Caffè Letterario quella di ieri sera che ha visto come protagonista Adele Corradi e il suo libro di memorie “Non so se don Lorenzo” edito da Feltrinelli, dedicato alla mitica scuola di Barbiana di don Lorenzo Milani. Adele Corradi è in effetti una vera “memoria storica” di quella straordinaria esperienza iniziata per lei in quel lontano autunno del 1963. “Arrivai a Barbiana la domenica del 29 settembre, festa di san Michele. Sapevo infatti che quella che volevo conoscere era la scuola di un prete e mi pareva che di domenica me ne sarei fatta un’idea più completa. Una collega mi aveva detto che quella scuola dava risultati straordinari, volevo perciò vederla in funzione, giacché funzionava anche nei giorni di festa... Delle lezioni di quella domenica non ricordo però quasi niente. Ricordo bene invece che capii subito una cosa: dovevo tornare lì al più presto”… Comincia così un rapporto strettissimo con quella strana scuola che nel ’64 la porta addirittura a chiedere il  il trasferimento nella scuola media della vicina Borgo San Lorenzo per poter passare due giorni alla settimana, dalle 8 del mattino spesso fino a dopo cena, coi ragazzi di Barbiana, perché quella scuola e i suoi metodi le piacciono veramente: “Mi trovavo come un pesce nell’acqua e non c’è stato mai un momento, in tutti gli anni che ho passato a Barbiana, in cui possa dire di essermi annoiata. Magari si soffriva, ma non ci si annoiava.”
Queste le immagini della serata.







martedì 1 ottobre 2013

Mercoledì 2 ottobre - ADELE CORRADI a Caffè Letterario


Mercoledì 2 ottobre, alle ore 21.00, nella Sala conferenze dell’Hotel Ala d’Oro, secondo incontro della stagione per il Caffè Letterario di Lugo con l’insegnante fiorentina Adele Corradi, memoria storica della scuola di Barbiana di Don Milani, che presenterà il suo libro di ricordi “Non so se don Lorenzo” edito da Feltrinelli nel 2012. A introdurre la serata, che si concluderà come sempre con il consueto brindisi offerto a tutti i presenti, sarà la curatrice di Caffè Letterario Patrizia Randi.
Gli amanti del genere agiografico probabilmente non apprezzeranno il libro di Adele Corradi su don Lorenzo Milani. Chi invece vuole conoscere, o approfondire, la vita quotidiana degli ultimi anni della scuola di Barbiana e la profonda umanità, anche nei suoi tratti più urticanti, del prete fiorentino che l’ha fondata nel 1954 e animata fino alla sua morte (1967), senza accontentarsi del “santino” raffigurato da qualche biografo dell’ultima ora, troverà nel volume “Non so se don Lorenzo”, non informazioni inedite o riservate, ma un ritratto senza reticenze e censure di un uomo che ha fatto la scelta radicale e appassionata del Vangelo, degli emarginati – i piccoli e giovani montanari del Monte Giovi, nel Mugello – e della scuola in quanto strumento di liberazione degli oppressi, perché in grado di “dare la parola” a chi non ce l’ha.


Adele Corradi, oggi 89enne insegnante in pensione, è una delle persone che ha conosciuto meglio don Milani e quella che più di ogni altra ha condiviso l’esperienza di Barbiana, dove è arrivata per curiosità nel 1963 e dove è rimasta fino alla morte del priore, prendendo anche una stanza in affitto in una casa non lontana dalla canonica, per poter fare scuola a tempo pieno. Tanto che lo stesso don Lorenzo, regalandole una copia di Lettera a una professoressa fresca di stampa, le scrisse come dedica: «Parte quarta (il libro è diviso in tre parti, ndr): poi finalmente trovammo una professoressa diversa da tutte le altre che ci ha fatto tanto del bene».


"Machiavelli, l'antiutopista" di IVANO NANNI


Sull'incontro di lunedì 30 settembre con lo storico Gennaro Maria Barbuto che ha presentato il suo saggio "Machiavelli" edito da Salerno Editrice.

Nell'ultima pagina del saggio "Machiavelli", di Gennaro Maria Barbuto,  c'è una descrizione mirabile di una tempesta avvenuta nel 1456 che segnò con gravi danni tutta la Toscana. Quell'evento tumultuoso di forze naturali che rovesciano sugli uomini la forza del cielo e della terra e, si sa quanto queste forze possano essere orribili e distruttive, illustra perfettamente la comprensione che Machiavelli ha delle cose terrene e umane considerandole tumulti inevitabili.
La rotta degli argini dei fiumi e le gravi ferite portate alla terra da quegli eventi sono come le rotte delle fazioni politiche che inseguono la vittoria di parte e la conseguente vendetta politica. Le fazioni, mosse da forze ferine e dogmatiche e vilmente interessate non cercano il principio di unità, che è il punto sintetico più alto nel quale i conflitti si dissolvono per il bene della repubblica, non premiano la tensione politica con  leggi liberali ma perseguono l'interesse proprio che si concretizza come prima cosa  nella cacciata dei nemici.
Contro simili soluzioni egoistiche e tiranniche Machiavelli lottò tutta la vita pagando un prezzo eccezionalmente duro che lo isolò dalla vita della città dopo il ritorno dei Medici alla guida di Firenze nel 1512. Fu una fortuna che Machiavelli si ritirasse nella sua tenuta dell'Albergaccio nel contado fiorentino? Per noi certamente sì, se consideriamo che altrimenti non avremmo avuto l'insieme dele sue opere. Per lui certamente no, minato dallo sconforto per essere stato estromesso dalla principale arte che lo interessava, la politica fattiva, che lo aveva preso giovanissimo e verso la quale la vocazione non era mai venuta meno. Forte delle sue competenze non certo da scrittoio, ma provate in campo,  nemmeno trentenne fu nominato segretario della seconda cancelleria. Un evento insolito per un giovane di pochi mezzi, senza laurea, figlio di un dottore in legge senza avvocatura e  con qualche podere nel forese. Cos'era successo perché la sua ascesa fosse stata così irresistibile? Certamente il suo acume e la sua duttile intelligenza critica, la sua attenzione agli eventi politici della sua città lo avevano di fatto elevato a cronista delle vicende politiche che in quegli anni di fine quattrocento intrigavano non poco Machiavelli. E lo intrigava moltissimo la figura di spicco che catalizzava la passione politica dei fiorentini tra il 1494  e i quattro anni successivi, Girolamo Savonarola il  “ profeta disarmato” come lo chiama Machiavelli.
Carducci immagina il giovane Machiavelli, dal volto pallido e dal profilo segaligno, ascoltare il frate tuonare contro la corruzione della Chiesa e spandere il suo verbo per la renovatio civile e umana dal pulpito della chiesa di San Marco a Firenze, e sorridere con sarcasmo, prevedendo giorni infausti per il frate rivoluzionario.
È stato fin troppo facile dipingere il frate domenicano come un'ombra del medioevo che stendeva le sue prediche sulla soglia dei tempi moderni frenandone il progresso. Ed era altrettanto facile vedere in Machiavelli il fautore di una politica senza  gli inciampi di una morale dogmatica, profetica, millenaristica. Ma questo rientra pienamente nella logica del conflitto. È vero che Machiavelli considera Savonarola di parte avversa, un nemico politico da combattere, tuttavia ammira in Savonarola  la capacità di tenere avvinta la sua parte e compattarla verso precisi fini politici con l'ausilio e la forza della religione. Si può dire, credo, con un po' di audacia concettuale, che egli combatteva Savonarola per le stesse ragioni per cui lo ammirava. Si gioca su questo conflitto politico la difficile partita della modernità nella quale l'opposizione dei contendenti ne rivela il loro carattere. Savonarola trova i suoi pulpiti e le sue masse da convertire e senza nessuna prudenza tuona contro i tiranni e la chiesa, d'altra parte Machiavelli, coglie la sua occasione, rispondendo alla richiesta della Curia romana di avere notizie delle predicazioni del Savonarola. Quella lettera, datata 1498, segna il trapasso da quell'artificioso conflitto tra medioevo e modernità e pone le basi per la fortuna politica di Machiavelli almeno fino al 1512, anno della sua disgrazia e della nostra fortuna.
di Ivano Nanni

La serata "machiavelliana" con GENNARO MARIA BARBUTO


Partenza in grande stile per Caffè Letterario con più di cento persone presenti ieri sera alla serata inaugurale della stagione con il Prof. Gennaro Maria Barbuto e il suo saggio “Machiavelli” edito quest’anno da Salerno Editore. Una serata davvero bella dove il professore napoletano ci ha raccontato del “Segretario” fiorentino, della sua vita e del suo pensiero politico così spesso travisato nel corso della storia. Contro la fama di “vate dei totalitarismi” ne è uscita così una figura di Machiavelli molto diversa dagli stereotipi a cui eravamo abituati. Una figura che vedeva la buona politica come la ricerca del “bene comune” espresso attraverso delle leggi  che non andassero a beneficio esclusivo delle singole parti ma della res publica. Queste le immagini della serata.









giovedì 26 settembre 2013

"MACHIAVELLI" a Caffè Letterario... raccontato da GENNARO MARIA BARBUTO


Lunedì 30 settembre, alle ore 21.00 nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro si inaugura la decima stagione del Caffè Letterario di Lugo con la bellissima biografia dedicata al nostro grande scrittore e politico rinascimentale Niccolò Machiavelli scritta dal Prof. Gennaro Maria Barbuto. L’opera, dal titolo “Machiavelli” edita quest’anno da Salerno Editrice, sarà introdotta da Marco Scardovi, Assessore alla Cultura del Comune di Lugo. La serata come di consueto terminerà con l’abituale brindisi offerto a tutti i presenti.
Nell’anno del 500entenario del Principe, Gennaro M. Barbuto è autore di una nuova biografia politico-intellettuale di Machiavelli. Il Segretario desta interesse soprattutto nei periodi più drammatici e decisivi della storia europea moderna: dalle guerre di religione alla formazione dello Stato moderno, alla crisi rivoluzionaria e post-rivoluzionaria, al Risorgimento fino al tragico Novecento fra il ’14 e il ’45. Tanto più oggi la lettura di Machiavelli non può lasciare indifferenti, perché la sua intelligenza ha rischiarato aspetti inediti della politica con i quali è sempre necessario fare i conti.
La sua idea è una ellissi fra conflitto (sociale, civile, politico, antropologico) e unità (religione come etica civile, armi proprie, leggi). Un polo non può stare senza l’altro: se prevale il conflitto c’è corruzione faziosa; se predomina la sola unità la politica perde la sua energia di sviluppo e di crescita e ristagna in una situazione propizia alla degenerazione. La politica machiavelliana è ricerca di un bene comune, che sia espresso in leggi, non a beneficio della singola parte, ma della res publica. Purché questo si avveri Machiavelli non si ritrae davanti alle ipotesi anche più drammatiche e rischiose, come la teorizzazione del principato.
Gennaro M. Barbuto, insegna Storia delle dottrine politiche all’Università "Federico II" di Napoli. Ha partecipato a diversi convegni nazionali e internazionali con relazioni sul pensiero politico rinascimentale e su quello otto-novecentesco, che costituiscono i suoi principali campi di interesse. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo “Machiavelli e i totalitarismi”, Napoli, 2005.