Sala conferenze - Hotel Ala d'Oro
Via Matteotti, 56 - 48022 Lugo di Romagna - (Ravenna) - Italia
Per Informazioni : 0545 22388 - claudio@aladoro.it
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martedì 8 ottobre 2013
lunedì 7 ottobre 2013
"Grazie di cuore" di GENNARO MARIA BARBUTO
Gennaro Maria Barbuto è stato ospite del Caffè Letterario di Lugo lunedì 30 settembre per presentare il suo saggio "Machiavelli" edito da Salerno Editrice.
Desidero ringraziare tutti voi per la vostra cortesia, la vostra partecipazione attenta e competente al tema della serata, il vostro entusiasmo e affetto. Sono rimasto davvero colpito dalla importanza che attribuite alle discussioni culturali, coinvolgendo una cittadinanza attiva e non distratta dalll’effimero. Vi ringrazio moltissimo anche per avermi offerto l’occasione di venire per la prima volta in Romagna, un luogo al quale sono affezionato da quando, ancora ragazzino, vidi “Amarcord”. Da allora Fellini è diventato il mio regista preferito e la Romagna una delle terre che avrei desiderato visitare. La mattina dopo la discussione sul libro, grazie alla gentilezza dell’Assessore e alla sua guida preziosa, ho potuto passeggiare nel centro storico di Lugo, scoprendo monumenti affascinanti, piazze ed edifici (dalla Rocca estense al Quadriportico), che raccontano una storia plurisecolare di traffici operosi e di scambi commerciali e culturali e la rilevanza di Lugo per il ducato estense. Ma quello che più conta, è che quella storia continui a vivere in voi, costituendo il miglior auspicio per un futuro all’altezza del vostro passato.
Desidero ringraziare tutti voi per la vostra cortesia, la vostra partecipazione attenta e competente al tema della serata, il vostro entusiasmo e affetto. Sono rimasto davvero colpito dalla importanza che attribuite alle discussioni culturali, coinvolgendo una cittadinanza attiva e non distratta dalll’effimero. Vi ringrazio moltissimo anche per avermi offerto l’occasione di venire per la prima volta in Romagna, un luogo al quale sono affezionato da quando, ancora ragazzino, vidi “Amarcord”. Da allora Fellini è diventato il mio regista preferito e la Romagna una delle terre che avrei desiderato visitare. La mattina dopo la discussione sul libro, grazie alla gentilezza dell’Assessore e alla sua guida preziosa, ho potuto passeggiare nel centro storico di Lugo, scoprendo monumenti affascinanti, piazze ed edifici (dalla Rocca estense al Quadriportico), che raccontano una storia plurisecolare di traffici operosi e di scambi commerciali e culturali e la rilevanza di Lugo per il ducato estense. Ma quello che più conta, è che quella storia continui a vivere in voi, costituendo il miglior auspicio per un futuro all’altezza del vostro passato.
Ancora grazie di cuore,
vivissimi complimenti e un grande abbraccio a voi tutti
Gennaro Maria Barbutogiovedì 3 ottobre 2013
La serata con ADELE CORRADI
Un’altra bella serata per Caffè Letterario quella di ieri
sera che ha visto come protagonista Adele Corradi e il suo libro di memorie “Non
so se don Lorenzo” edito da Feltrinelli, dedicato alla mitica scuola di Barbiana di don Lorenzo
Milani. Adele Corradi è in effetti una vera “memoria storica” di quella straordinaria
esperienza iniziata per lei in quel lontano autunno del 1963. “Arrivai a
Barbiana la domenica del 29 settembre, festa di san Michele. Sapevo infatti che
quella che volevo conoscere era la scuola di un prete e mi pareva che di
domenica me ne sarei fatta un’idea più completa. Una collega mi aveva detto che
quella scuola dava risultati straordinari, volevo perciò vederla in funzione,
giacché funzionava anche nei giorni di festa... Delle lezioni di quella
domenica non ricordo però quasi niente. Ricordo bene invece che capii subito
una cosa: dovevo tornare lì al più presto”… Comincia così un rapporto
strettissimo con quella strana scuola che nel ’64 la porta addirittura a
chiedere il il trasferimento nella
scuola media della vicina Borgo San Lorenzo per poter passare due giorni alla
settimana, dalle 8 del mattino spesso fino a dopo cena, coi ragazzi di
Barbiana, perché quella scuola e i suoi metodi le piacciono veramente: “Mi
trovavo come un pesce nell’acqua e non c’è stato mai un momento, in tutti gli
anni che ho passato a Barbiana, in cui possa dire di essermi annoiata. Magari
si soffriva, ma non ci si annoiava.”
Queste le immagini della serata.
martedì 1 ottobre 2013
Mercoledì 2 ottobre - ADELE CORRADI a Caffè Letterario
Mercoledì 2 ottobre, alle ore 21.00, nella Sala conferenze
dell’Hotel Ala d’Oro, secondo incontro della stagione per il Caffè Letterario
di Lugo con l’insegnante fiorentina Adele Corradi, memoria storica della scuola
di Barbiana di Don Milani, che presenterà il suo libro di ricordi “Non so se don Lorenzo” edito da Feltrinelli nel 2012. A introdurre la serata, che si
concluderà come sempre con il consueto brindisi offerto a tutti i presenti,
sarà la curatrice di Caffè Letterario Patrizia Randi.
Gli amanti del genere agiografico probabilmente non
apprezzeranno il libro di Adele Corradi su don Lorenzo Milani. Chi invece vuole
conoscere, o approfondire, la vita quotidiana degli ultimi anni della scuola di
Barbiana e la profonda umanità, anche nei suoi tratti più urticanti, del prete
fiorentino che l’ha fondata nel 1954 e animata fino alla sua morte (1967),
senza accontentarsi del “santino” raffigurato da qualche biografo dell’ultima
ora, troverà nel volume “Non so se don Lorenzo”, non informazioni inedite o
riservate, ma un ritratto senza reticenze e censure di un uomo che ha fatto la
scelta radicale e appassionata del Vangelo, degli emarginati – i piccoli e
giovani montanari del Monte Giovi, nel Mugello – e della scuola in quanto
strumento di liberazione degli oppressi, perché in grado di “dare la parola” a
chi non ce l’ha.
Adele Corradi, oggi 89enne insegnante in pensione, è una delle persone che ha
conosciuto meglio don Milani e quella che più di ogni altra ha condiviso
l’esperienza di Barbiana, dove è arrivata per curiosità nel 1963 e dove è
rimasta fino alla morte del priore, prendendo anche una stanza in affitto in
una casa non lontana dalla canonica, per poter fare scuola a tempo pieno. Tanto
che lo stesso don Lorenzo, regalandole una copia di Lettera a una professoressa
fresca di stampa, le scrisse come dedica: «Parte quarta (il libro è diviso in
tre parti, ndr): poi finalmente trovammo una professoressa diversa da tutte le
altre che ci ha fatto tanto del bene».
"Machiavelli, l'antiutopista" di IVANO NANNI
Sull'incontro di lunedì 30 settembre con lo storico Gennaro Maria Barbuto che ha presentato il suo saggio "Machiavelli" edito da Salerno Editrice.
Nell'ultima
pagina del saggio "Machiavelli", di Gennaro Maria Barbuto, c'è una descrizione mirabile di una tempesta avvenuta
nel 1456 che segnò con gravi danni tutta la Toscana. Quell'evento tumultuoso di
forze naturali che rovesciano sugli uomini la forza del cielo e della terra e,
si sa quanto queste forze possano essere orribili e distruttive, illustra
perfettamente la comprensione che Machiavelli ha delle cose terrene e umane
considerandole tumulti inevitabili.
La
rotta degli argini dei fiumi e le gravi ferite portate alla terra da quegli
eventi sono come le rotte delle fazioni politiche che inseguono la vittoria di
parte e la conseguente vendetta politica. Le fazioni, mosse da forze ferine e
dogmatiche e vilmente interessate non cercano il principio di unità, che è il
punto sintetico più alto nel quale i conflitti si dissolvono per il bene della
repubblica, non premiano la tensione politica con leggi liberali ma perseguono l'interesse
proprio che si concretizza come prima cosa
nella cacciata dei nemici.
Contro
simili soluzioni egoistiche e tiranniche Machiavelli lottò tutta la vita
pagando un prezzo eccezionalmente duro che lo isolò dalla vita della città dopo
il ritorno dei Medici alla guida di Firenze nel 1512. Fu una fortuna che
Machiavelli si ritirasse nella sua tenuta dell'Albergaccio nel contado
fiorentino? Per noi certamente sì, se consideriamo che altrimenti non avremmo
avuto l'insieme dele sue opere. Per lui certamente no, minato dallo sconforto
per essere stato estromesso dalla principale arte che lo interessava, la
politica fattiva, che lo aveva preso giovanissimo e verso la quale la vocazione
non era mai venuta meno. Forte delle sue competenze non certo da scrittoio, ma
provate in campo, nemmeno trentenne fu
nominato segretario della seconda cancelleria. Un evento insolito per un
giovane di pochi mezzi, senza laurea, figlio di un dottore in legge senza
avvocatura e con qualche podere nel
forese. Cos'era successo perché la sua ascesa fosse stata così irresistibile?
Certamente il suo acume e la sua duttile intelligenza critica, la sua
attenzione agli eventi politici della sua città lo avevano di fatto elevato a
cronista delle vicende politiche che in quegli anni di fine quattrocento
intrigavano non poco Machiavelli. E lo intrigava moltissimo la figura di spicco
che catalizzava la passione politica dei fiorentini tra il 1494 e i quattro anni successivi, Girolamo
Savonarola il “ profeta disarmato” come
lo chiama Machiavelli.
Carducci
immagina il giovane Machiavelli, dal volto pallido e dal profilo segaligno,
ascoltare il frate tuonare contro la corruzione della Chiesa e spandere il suo
verbo per la renovatio civile e umana dal pulpito della chiesa di San Marco a
Firenze, e sorridere con sarcasmo, prevedendo giorni infausti per il frate
rivoluzionario.
È
stato fin troppo facile dipingere il frate domenicano come un'ombra del
medioevo che stendeva le sue prediche sulla soglia dei tempi moderni frenandone
il progresso. Ed era altrettanto facile vedere in Machiavelli il fautore di una
politica senza gli inciampi di una
morale dogmatica, profetica, millenaristica. Ma questo rientra pienamente nella
logica del conflitto. È vero che Machiavelli considera Savonarola di parte
avversa, un nemico politico da combattere, tuttavia ammira in Savonarola la capacità di tenere avvinta la sua parte e
compattarla verso precisi fini politici con l'ausilio e la forza della
religione. Si può dire, credo, con un po' di audacia concettuale, che egli
combatteva Savonarola per le stesse ragioni per cui lo ammirava. Si gioca su
questo conflitto politico la difficile partita della modernità nella quale
l'opposizione dei contendenti ne rivela il loro carattere. Savonarola trova i
suoi pulpiti e le sue masse da convertire e senza nessuna prudenza tuona contro
i tiranni e la chiesa, d'altra parte Machiavelli, coglie la sua occasione,
rispondendo alla richiesta della Curia romana di avere notizie delle
predicazioni del Savonarola. Quella lettera, datata 1498, segna il trapasso da
quell'artificioso conflitto tra medioevo e modernità e pone le basi per la
fortuna politica di Machiavelli almeno fino al 1512, anno della sua disgrazia e
della nostra fortuna.
di Ivano Nanni
La serata "machiavelliana" con GENNARO MARIA BARBUTO
Partenza in grande stile per Caffè Letterario con più di
cento persone presenti ieri sera alla serata inaugurale della stagione con il
Prof. Gennaro Maria Barbuto e il suo saggio “Machiavelli” edito quest’anno da
Salerno Editore. Una serata davvero bella dove il professore napoletano ci ha
raccontato del “Segretario” fiorentino, della sua vita e del suo pensiero
politico così spesso travisato nel corso della storia. Contro la fama di “vate
dei totalitarismi” ne è uscita così una figura di Machiavelli molto diversa
dagli stereotipi a cui eravamo abituati. Una figura che vedeva la buona
politica come la ricerca del “bene comune” espresso attraverso delle leggi che non andassero a beneficio esclusivo delle
singole parti ma della res publica. Queste le immagini della serata.
giovedì 26 settembre 2013
"MACHIAVELLI" a Caffè Letterario... raccontato da GENNARO MARIA BARBUTO
Lunedì 30 settembre, alle ore
21.00 nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro si inaugura la decima stagione
del Caffè Letterario di Lugo con la bellissima biografia dedicata al nostro
grande scrittore e politico rinascimentale Niccolò Machiavelli scritta dal
Prof. Gennaro Maria Barbuto. L’opera, dal titolo “Machiavelli” edita quest’anno
da Salerno Editrice, sarà introdotta da Marco Scardovi, Assessore alla Cultura
del Comune di Lugo. La serata come di consueto terminerà con l’abituale
brindisi offerto a tutti i presenti.
Nell’anno del 500entenario del Principe, Gennaro M. Barbuto è autore di una nuova biografia politico-intellettuale di Machiavelli. Il Segretario desta interesse soprattutto nei periodi più drammatici e decisivi della storia europea moderna: dalle guerre di religione alla formazione dello Stato moderno, alla crisi rivoluzionaria e post-rivoluzionaria, al Risorgimento fino al tragico Novecento fra il ’14 e il ’45. Tanto più oggi la lettura di Machiavelli non può lasciare indifferenti, perché la sua intelligenza ha rischiarato aspetti inediti della politica con i quali è sempre necessario fare i conti.
Nell’anno del 500entenario del Principe, Gennaro M. Barbuto è autore di una nuova biografia politico-intellettuale di Machiavelli. Il Segretario desta interesse soprattutto nei periodi più drammatici e decisivi della storia europea moderna: dalle guerre di religione alla formazione dello Stato moderno, alla crisi rivoluzionaria e post-rivoluzionaria, al Risorgimento fino al tragico Novecento fra il ’14 e il ’45. Tanto più oggi la lettura di Machiavelli non può lasciare indifferenti, perché la sua intelligenza ha rischiarato aspetti inediti della politica con i quali è sempre necessario fare i conti.
La
sua idea è una ellissi fra conflitto (sociale, civile, politico, antropologico)
e unità (religione come etica civile, armi proprie, leggi). Un polo non può
stare senza l’altro: se prevale il conflitto c’è corruzione faziosa; se
predomina la sola unità la politica perde la sua energia di sviluppo e di
crescita e ristagna in una situazione propizia alla degenerazione. La politica
machiavelliana è ricerca di un bene comune, che sia espresso in leggi, non a
beneficio della singola parte, ma della res publica. Purché questo si avveri
Machiavelli non si ritrae davanti alle ipotesi anche più drammatiche e
rischiose, come la teorizzazione del principato.
Gennaro M. Barbuto, insegna
Storia delle dottrine politiche all’Università "Federico II" di
Napoli. Ha partecipato a diversi convegni nazionali e internazionali con
relazioni sul pensiero politico rinascimentale e su quello otto-novecentesco,
che costituiscono i suoi principali campi di interesse. Tra le sue
pubblicazioni ricordiamo “Machiavelli e i totalitarismi”, Napoli, 2005.
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