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Sala conferenze - Hotel Ala d'Oro

Via Matteotti, 56 - 48022 Lugo di Romagna - (Ravenna) - Italia
Per Informazioni : 0545 22388 - claudio@aladoro.it
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martedì 2 giugno 2015

Mercoledì 3 giugno - Lo storico EMILIO GENTILE al Caffè Letterario di Lugo

Mercoledì 3 giugno, alle ore 21.00, nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro, si torna a parlare di Storia al Caffè Letterario di Lugo con il graditissimo ritorno a Lugo dello storico Emilio Gentile che presenterà il suo ultimo saggio "In Italia ai tempi di Mussolini” edito da Mondadori.  A introdurre la serata, che si concluderà con il consueto brindisi finale offerto a tutti i presenti, sarà lo storico ravennate Paolo Cavassini.
La sera del 29 ottobre 1922, alla stazione di Milano, tra una folla di giovani armati in camicia nera, il corrispondente dall'Italia del «Chicago Daily News», Edgar Ansel Mowrer, scorse Benito Mussolini. Il giornalista gli si avvicinò e gli chiese: «Signor Mussolini, mi dice cosa succede?». «Non lo sapete?» rispose lui. «Vado a Roma per instaurare il fascismo.» «Congratulazioni» soggiunse Mowrer, e salì sul treno che il giorno dopo avrebbe portato il duce del fascismo alla conquista del potere. Inizia così, alla vigilia della «marcia su Roma», questo particolarissimo viaggio nell'Italia di Mussolini, ripercorso, nelle sue tappe cruciali, a partire dalle pagine che giornalisti, studiosi, viaggiatori e scrittori stranieri dedicarono alle vicende del nostro paese negli anni più tragici del Novecento. Un viaggio durato oltre un ventennio, dalla Grande guerra alle lotte operaie e contadine del «biennio rosso», dalle violenze squadriste ai fasti dell'Italia imperiale sino ai giorni bui della seconda guerra mondiale, quando l'Italia finì «sotto le ruote della storia». Se in precedenza l'Italia aveva attratto gli stranieri per il fascino del suo passato glorioso, le opere d'arte, le bellezze naturali, dopo il 1915 il principale motivo per visitare la penisola fu scoprire l'«Italia vivente», come la definiva nel 1922 lo storico francese Paul Hazard. Ammiratori di Mussolini o suoi accesi detrattori, attratti dall'originalità e dai successi del fascismo, gli osservatori stranieri furono testimoni dei cambiamenti radicali introdotti dal regime in tutti gli ambiti della vita quotidiana, col fine di creare l'«italiano nuovo». Nei loro scritti, a volte non immuni da pregiudizi ma ricchi di analisi puntuali e spesso profetiche, essi indagarono il carattere, i vizi, le debolezze di un intero popolo, individuando così l'autentica natura del fascismo, inteso non come un'«escrescenza innaturale» ma come un fenomeno «propriamente italiano», secondo le parole dello scrittore spagnolo Alicio Garcitoral, un condensato di tutte le aspirazioni, le frustrazioni, le paure, le pulsioni autoritarie che il duce seppe cogliere e utilizzare allo scopo di dar vita a un regime destinato, nelle sue intenzioni, «a durare nel tempo». Con In Italia ai tempi di Mussolini, Emilio Gentile ci restituisce un'originale ricostruzione del Ventennio visto con gli occhi degli stranieri. Ma se «ogni storia vera è storia contemporanea», come scriveva Benedetto Croce, questo libro getta una luce illuminante sull'Italia di oggi, sulle sue difficoltà di ordine politico ed economico, sulle sue potenzialità troppe volte sprecate, inespresse o umiliate.
Storico di fama internazionale, Emilio Gentile è stato insignito di diversi premi fra cui il Premio Hans Sigrist attribuitogli dall'Università di Berna nel 2003 per i suoi studi sulle religioni della politica. Molti dei suoi libri sono stati tradotti in diverse lingue. I suoi studi hanno riguardato temi fondamentali per la comprensione della storia contemporanea, quali la modernità, la nazione, il totalitarismo, il pensiero mitico, le religioni della politica ed oggi insieme con il suo maestro Renzo de Felice è considerato il principale storico del fascismo. Docente di storia contemporanea all'Università La Sapienza di Roma, collabora a giornali e riviste Ha pubblicato opere molto importanti quali Il culto del littorio, Le origini dell'Ideologia fascista, Il mito dello stato nuovo dall'antigiolittismo al fascismo, tutte edite da Mondadori.
Ricordiamo che è possibile cenare nel Ristorante dell’Hotel Ala d’Oro a partire dalle ore 19,30 e riservare il posto nelle prime file della Sala Conferenze dove alle ore 21.00 si terrà la presentazione. Per l’occasione, oltre al menù alla carta, sarà disponibile un piccolo menù al costo di €.12,00 che prevede i mitici cappelletti al ragù dell’Ala d’Oro, un calice del Sangiovese superiore 138 della Tenuta Masselina e il caffè.


lunedì 1 giugno 2015

"Lugo di Romagna" di FRANCESCO PECORARO

Francesco Pecoraro è stato ospite del Caffè Letterario di Lugo venerdì 22 maggio 2015 per presentare il suo romanzo "La vita in tempo di pace” edito da Ponte alle Grazie.

Nell'ultimo anno ho girato l'Italia per promuovere il libro. E ancora una volta mi sono stupito della specificità che mantengono i luoghi e le culture, le città, piccole e grandi. Mi sono sorpreso della singolarità di forma e contenuto che conservano, come sotto insiemi di culture locali più ampie e queste a loro volta come sotto-insiemi del grande gruppo geo-linguistico peninsulare. Cioè di tutti quelli che da millenni vivono a sud delle Alpi come in un giardino, ma indifesi e ripetutamente invasi, talmente appagati del loro vivere in un luogo rispetto al quale il Nord-Europa era un «terzo mondo» (Braudel) – intirizzito dal clima, dal principio di realtà e dalle istanze etiche che ancora si vedono bene nella loro arte e nella loro politica – mentre noi eravamo così apparentemente soddisfatti e slombati dalla natura e dalla generosità dei luoghi, da restarcene per secoli a coltivare le lingue e le peculiarità locali, fino a produrne in grande quantità, fino alla creazione di una civiltà autentitacamente, e in ogni aspetto, multipolare.
È con in mente questi pensieri banali che scendo alla stazione di Lugo. E di nuovo dopo pochi minuti di automobile ho la conferma di quest'idea di un'Italia irriducibilmente molteplice. Lugo sarà anche "profonda Romagna" – non conosco la Romagna se non superficialmente per averla visitata casualmente e di sfuggita, per averla talvolta percorsa velocemente – ma è sicuramente una cosa che definirei Lugo-Lugo, cioè qualcosa che pur avendo molto in comune con la sua cultura generale di appartenenza, conserva una misteriosa (per me) specificità locale. Non è strano che una città si riassuma nel suo monumento, per così dire, di rappresentanza. Ma è singolare che Lugo si possa segnalare per una gigantesca ala di travertino bianco, alta quasi trenta metri, piantata in verticale in una piattaforma e dietro la statua, molto novecentesca e perciò sintetica, plastica, geometrica, enigmatica, di un eroe dell'aria, Francesco Baracca, il cui mestiere principale fu, finché non ci rimise la vita, abbattere aerei austriaci durante la Prima Mondiale.
Strano che la necessità retorica del regime fascista di celebrare quest'uomo, abbia così meravigliosamente segnato un luogo di per sé non molto forte e, come ben sanno i suoi abitanti più avvertiti e colti, naturalmente «metafisico». È la dilatazione di spazi, indelebilmente improntati da tracciati romani – accentuata dagli interventi fascisti, del resto non completi – e la presenza di oggetti edilizi totalmente diacronici e autonomi, giustapposti attorno a un grande spazio centrale, che palesemente confliggono nel loro starsene per proprio conto, come il Pavaglione, la Rocca Estense, il gigantesco monumento a Baracca, a produrre, per così dire, lo straniamento spaziale che dopo le intuizioni di De Chirico tutti chiamiamo metafisico. È quando lo spazio urbano, invece di accoglierti e contenerti, ti disorienta, ti stranisce, ti immalinconisce. Sono sicuro, sicurissimo, che qui a Lugo, in una qualche ora del giorno, forse nei pomeriggi di giugno, si rivela qualcosa di inesprimibile, di non raccontabile. Peccato per me la pioggia.
di Francesco Pecoraro



disegno di Francesco Pecoraro

sabato 30 maggio 2015

La serata con IGOR SIBALDI

Più di 140 persone hanno assistito ieri nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro alla serata con lo scrittore Igor Sibaldi che ha presentato il suo ultimo saggio “Eros e Amore” edito da Frassinelli. Queste le immagini della serata.









sabato 23 maggio 2015

Venerdì 29 maggio - IGOR SIBALDI al Caffè Letterario di Lugo

Venerdì 29 maggio,  alle ore 21.00, nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro, lo scrittore e saggista milanese Igor Sibaldi presenterà al Caffè Letterario di Lugo il suo libro “Eros e Amore” edito l’anno scorso da Frassinelli.  A introdurre la serata, che si concluderà con il consueto brindisi finale offerto a tutti i presenti, sarà Giovanni Barberini.
Vi sono troppe contraddizioni – linguistiche, psicologiche, etiche – dell'idea che in Occidente si ha dell'«amore», troppi significati si accumulano e si confondono in questa parola: come se, nel corso dei secoli, una serie di paure avessero impedito di fare chiarezza, di dire la verità sulle dinamiche del sentimento che tutti hanno sperimentato. Igor Sibaldi mette in luce la più profonda di tali paure: quella dell'Eros – che un tempo era il nome di un Dio, e indicava non soltanto una inesauribile energia sensuale ma anche e soprattutto la straordinaria vastità della mente, il suo fiducioso impulso alla libertà e alla conoscenza, che da adulti siamo abituati a reprimere e a falsare. Dal timore di far agire l'amore-Eros nella nostra vita quotidiana derivano i nostri traumi più dolorosi; e la riscoperta dell'eros antico può dissolverli. A tutti è accessibile (da bambini eravamo tutti erotikói): solo, occorre una buona dose di coraggio, perché a quel Dio millenario tutta la nostra civiltà è sempre stata ed è tuttora ostile.
Igor Sibaldi è scrittore e studioso di teologia. Nel 1997, con il romanzo-saggio I Maestri invisibili, ha cominciato a narrare la sua personale esplorazione "dei miti e dei territori dell'Aldilà". Hanno fatto seguito Il frutto proibito della conoscenza, L'arca dei nuovi Maestri e Il mondo invisibile. Con il Libro delle Epoche si conclude una ideale trilogia dedicata alla conoscenza di sé e iniziata con il Libro degli Angeli e il Libro della Personalità.

La serata con FRANCESCO PECORARO

Una bellissima serata per un bellissimo libro. Francesco Pecoraro ha presentato ieri sera al Caffè Letterario di Lugo il suo ultimo romanzo "La vita in tempo di pace" edito da Ponte alle Grazie. Queste le immagini.
Echi di Robert Musil, George Orwell e Italo Svevo si rincorrono nel nuovo romanzo di Francesco Pecoraro. Poderoso, esagerato di pagine, riflessioni, emozioni. Un romanzo corrotto e corrosivo, travolgente e travolto da folate di bellezza e di disprezzo cui aderire senza condizioni. È il manifesto aggiornato del decadentismo europeo nell'era intermedia della degradazione. E l'esegesi degli ultimi sessant'anni di storia italiana: "La vita in tempo di pace". (Michele Lauro - Panorama)




martedì 19 maggio 2015

Venerdì 22 maggio - FRANCESCO PECORARO al Caffè Letterario di Lugo

Venerdì 22 maggio,  alle ore 21.00, nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro, la narrativa sarà ancora protagonista al Caffè Letterario di Lugo con lo scrittore romano Francesco Pecoraro e il suo romanzo “La vita in tempo di pace”  (entrato nella cinquina finalista all’ultimo Premio  Strega) edito da Ponte alle Grazie. A introdurre la serata, che si concluderà con il consueto brindisi finale offerto a tutti i presenti, sarà la curatrice di Caffè Letterario Patrizia Randi. 
L'ingegner Ivo Brandani è sempre vissuto in tempo di pace. Quando il libro comincia, il 29 maggio 2015, Ivo ha sessantanove anni, è disilluso, arrabbiato, morbosamente attaccato alla vita. Lavora per conto di una multinazionale a un progetto segreto e sconcertante, la ricostruzione in materiali sintetici della barriera corallina del Mar Rosso: quella vera sta morendo per l'inquinamento atmosferico. Nel limbo sognante di un viaggio di ritorno dall'Egitto, si ricompongono a ritroso le varie fasi della sua esistenza di piccolo borghese: la decadenza profonda degli anni Duemila, i soprusi e le ipocrisie di un Paese travolto dal servilismo e dalla burocrazia, il sogno illusorio di un luogo incontaminato e incorruttibile, l'Egeo. E poi, ancora indietro nel tempo, le lotte studentesche degli anni Sessanta, la scoperta dell'amore e del sesso, fino ad arrivare al mondo barbarico del dopoguerra, in cui Brandani ha vissuto gli incubi e le sfide della prima infanzia. Chirurgico e torrenziale, divagante e avvincente, "La vita in tempo di pace" racconta, dal punto di vista di un antieroe lucidissimo, la storia del nostro Paese e le contraddizioni della nostra borghesia: le debolezze, le aspirazioni, gli slanci e le sporcizie, quel che ci illudevamo di essere e quel che alla fine, nostro malgrado, siamo diventati.
Francesco Pecoraro è nato a Roma nel 1947.  Architetto e urbanista impiegato presso il Comune di Roma, con collaborazioni alle principali riviste del settore, a 62 anni pubblica la raccolta di racconti Dove credi di andare (Milano, Mondadori, 2007), che si aggiudica il Premio Napoli. Un anno dopo pubblica Questa e altre preistorie (Firenze, Le lettere, 2008).  Con La vita in tempo di pace si aggiudica il Premio Viareggio ed entra nella cinquina finalista del Premio Strega 2014.

La serata con MARCELLO SAVINI

Ecco le immagini della serata di ieri  lunedì  18 maggio dove Marcello Savini ha presentato il suo ultimo romanzo “Olga”, edito pochi giorni fa da Pequod.