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Sala conferenze - Hotel Ala d'Oro

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martedì 14 marzo 2017

La serata con MARCO MARTINELLI

Ancora una serata da tutto esaurito al Salone Estense della Rocca di Lugo per l’incontro di ieri sera 13 marzo con il regista Marco Martinelli che ha presentato il suo libro “Aristofane a Scampia” edito da Ponte alle Grazie.
Immaginateveli, si, i vostri figli o alunni come se fossero degli asinelli, perché asini lo sono davvero – so bene che su questo punto siete d’accordo con me – ma immaginateli come asini turbolenti, pieni di paure e ombre, ma anche di desideri inconfessati, di passioni inespresse, affamati di vita, di ignoto, di sogni. Spesso a voi insegnanti e genitori nascondono questi sogni, se li tengono per loro, vi si rifugiano dentro come le talpe nelle loro gallerie sotterranee: è la loro tattica di sopravvivenza, non si palesano quasi mai davanti ai vostri occhi come realmente sono. Dall’altra parte immaginate i testi antichi del teatro, i classici polverosi dai nomi impronunciabili: da Eschilo all’Aristofane che campeggia nel titolo di questo libro, da Plauto a Moliere a Shakespeare, fino ad Alfred Jarry, fino a Bertolt Brecht. Guardateli insieme, gli asini e i classici, i barbari e la biblioteca: niente di più lontano, dite voi? Avete ragione: un adolescente di oggi conosce tutti i tipi di iPhone, e sa smanettare su ogni tastiera elettronica; che hanno a che fare con lui quei busti da museo, quelle barbe intimorenti e quella noia annunciata? Nulla. Gli asinelli e i classici sono legni che appartengono ad alberi lontanissimi tra loro, ai confini opposti della foresta, destinati a non incontrarsi. Ma se qualcuno fosse in grado di avvicinarli? Se avvicinandoli scoprisse che si possono sfregare insieme, fino a raggiungere una temperatura altissima, fino a far nascere, da quello sfregamento, una scintilla? Il miracolo del fuoco? Non e possibile, pensate voi. E possibile, vi rispondo io. E lo sto sperimentando da venticinque anni, questo sfregamento. Nel libro proverò a raccontarvelo. Marco Martinelli







lunedì 13 marzo 2017

Lunedì 13 marzo - MARCO MARTINELLI al Caffè Letterario di Lugo

Lunedì 13 marzo, alle ore 21.00, nel Salone Estense della Rocca di Lugo si parlerà ancora di Teatro al Caffè Letterario di Lugo con il drammaturgo e regista teatrale Marco Martinelli che presenterà il suo ultimo libro “Aristofane a Scampia” edito da Ponte alle Grazie. A introdurre la serata sarà Roberta Xella.
Il teatro può salvare una intera generazione di giovani, adolescenti e giovani adulti, in Italia e negli altri continenti, attraverso la cultura dell’improvvisazione dei testi più noti della drammaturgia mondiale di tutti i tempi? È quello che si è chiesto il drammaturgo/regista/operatore culturale/impresario teatrale/appassionato cultore del teatro come medicina per la mente che è Marco Martinelli. Insieme alla moglie Ermanna Monanari, partendo dall’Emilia rurale tanti anni fa, hanno dato vita ad una serie indescrivibile di messe in scena, di esperimenti, di tournée, di festival, di scuole e laboratori di teatro che sono raccontati in questo bellissimo documento, il libro “Aristofane a Scampia”, leggendo il quale non si può non empatizzare con l’autore, commuoversi, aprire il cuore alla speranza che l’eresia e l’utopia possano davvero cambiare il mondo.

Marco Martinelli, nato a Reggio Emilia, è tra i maggiori registi e drammaturghi del teatro italiano. Il ruolo che meglio lo descrive è quello di "poeta di compagnia": le sue opere infatti nascono dall’interazione con gli attori del Teatro delle Albe, fondato nel 1983 insieme a Ermanna Montanari, Luigi Dadina e Marcella Nonni. Venticinque anni fa ha dato vita alla non-scuola, una pratica teatrale che mette in contatto gli adolescenti con i grandi classici del teatro. In lui e in Ermanna Montanari, con la quale condivide la direzione della compagnia, Marco De Marinis vede "due tra i pochi nuovi maestri della scena attuale"; Martinelli "ha firmato", secondo Renato Palazzi, "alcuni degli spettacoli più suggestivi di questi anni", mentre l’esperienza di “meticciato teatrale” tra attori italiani e senegalesi (da anni componente stabile delle Albe) è stata definita da Franco Quadri come «l’ultima riprova che la fabbrica del teatro africano è in Europa, come già ci avevano ammonito Genet e Brook». Ha vinto numerosi premi, tra cui tre volte il Premio Ubu per la drammaturgia, la regia e il progetto non-scuola. Martinelli ha inoltre pubblicato scritti e articoli su numerose riviste: Lo Straniero, doppiozero.com, Vita, Prove di drammaturgia.

I lettori di "Edipo Re"

Ecco le immagini della maratona letteraria di ieri sera, sabato 11 marzo,  dedicata alla lettura integrale del “Edipo Re” di Sofocle.  Come sempre un grazie sentito va all’Associazione Culturale “Entelechia” nelle persone di Gianluigi Caravita e Marisa Galanti per la consueta squisita ospitalità e l’indispensabile supporto tecnico e a tutti i lettori.
In ordine di apparizione:
Gabriele Bersanetti
Paolo Ravaglia
Massimo Pezzi
Evelina Tabanelli
Patrizia Randi
Giovanni Barberini
Bruno Cimatti
Claudio Nostri
Isa Cristoferi
Nadia Sette
Dario Bolotti
Marco Sangiorgi
Andrea Trere
Stefano Ravaglia





mercoledì 8 marzo 2017

Sabato 11 marzo -- "EDIPO RE" di Sofocle

Proseguono al Caffè Letterario di Lugo le letture dedicate ai grandi classici della letteratura occidentale. Anche quest’anno le nostre letture collettive (a cui tutti possono partecipare) saranno dedicate ai grandi poeti tragici greci: Sofocle, Euripide, Eschilo. Sabato 11 marzo alle ore 20.30 nella sede dell'Assoc.Culturale "Entelechia" in via Quarantola, 32/1 secondo appuntamento della serie con “Edipo re”, capolavoro di Sofocle e ritenuto il più paradigmatico esempio dei meccanismi della tragedia greca. All'inizio della vicenda Edipo è un re carismatico e amato dal popolo, cui era stato offerto il trono di Tebe perché, rispondendo correttamente all'enigma posto dalla Sfinge, aveva liberato la città da quel terribile mostro. Eppure basta un solo giorno perché questo re al culmine della propria fortuna scopra su di sé la macchia grave ed incancellabile di assassino incestuoso.

Picasso e Dora Maar raccontati da OSVALDO GUERRIERI

Un’altra bella serata per Caffè Letterario quella di lunedì 6 marzo con lo scrittore e giornalista Osvaldo Guerrieri che ha presentato il suo romanzo “Schiava di Picasso” edito da Neri Pozza. Libro che narra la complessa e tormentata relazione fra la fotografa, poetessa e pittrice francese, di origini croate, Dora Maar e il famoso pittore surrealista spagnolo Pablo Picasso. “Schiava di Picasso” è un’opera che mette in luce quel lato dell’artista spagnolo che tutti conoscevano ma che nessuno aveva il coraggio di narrare apertamente. Dora e Picasso. Mai così pericolosi, come un artista avido di celebrazione e una donna fragile e, sopra ogni cosa, innamorata.





venerdì 3 marzo 2017

Lunedì 6 marzo - Picasso e Dora Maar raccontati da OSVALDO GUERRIERI

Lunedì 6 marzo, alle ore 21.00, nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro, si parlerà d’Arte al Caffè Letterario di Lugo con lo scrittore torinese Osvaldo Guerrieri e il suo ultimo libro “Schiava di Picasso” edito da Neri Pozza. A introdurre la serata, che si concluderà come d’abitudine con il consueto brindisi finale offerto a tutti i presenti dalle cantine Cevico, sarà Patrizia Randi.Dora Maar e Pablo Picasso. Uno degli amori più tormentati del Novecento. Quando conosce Picasso, Dora è reduce da un legame devastante con Georges Bataille. Al fianco dello scrittore ha oltrepassato la linea che divide l’erotismo dalla crudeltà. Ma anche con Picasso l’amore è violento. Picasso ama Dora, ma ama soprattutto se stesso. La divide con altre donne, per esempio con Marie-Thérèse, che gli ha dato una figlia quando lui è ancora sposato con Olga; la costringe a fare da spettatrice ai propri tradimenti; la umilia obbligandola ad abbandonare la fotografia. Fra i surrealisti Dora è considerata la rivale di Man Ray, ma per Picasso esiste un solo genio: lui. Sono anni in cui infuria la tempesta. La Spagna è dilaniata dalla guerra civile, l’Europa sta per subire l’assalto di Hitler e Picasso diventa la coscienza critica di quel tempo feroce. Dipinge Guernica e Dora lo fotografa mentre crea il capolavoro. E quando Parigi è occupata dai nazisti, Dora divide con Picasso la fame, il freddo e la paura dell’arresto.

Schiava di Picasso è il romanzo di un amore e di un’epoca. Usa il documento per staccarsene e per narrare di un momento irripetibile della storia: della Parigi degli anni Trenta e Quaranta, in cui Paul Éluard, Jacques Prévert, Brassaï, Man Ray, Jean Cocteau furono i comprimari e i testimoni di una schiavitù amorosa che con le sue crudeltà portò alla follia Henriette Theodora Markovitch, l’artista che,  portando sul viso «la grazia di una madonna che non sorride», divenne famosa col nome di Dora Maar.
Osvaldo Guerrieri è nato a Chieti e vive a Torino. È critico teatrale de La Stampa, attività per la quale ha ricevuto nel 2003 il premio Flaiano. Con Neri Pozza ha pubblicato L’insaziabile (premio internazionale Mondello 2009), Istantanee (2009), I Torinesi (2011, BEAT nel 2013), Col diavolo in corpo. Vite maledette da Amedeo Modigliani a Carmelo Bene (2013). I suoi racconti Sibilla d’amore e Alè Calais sono diventati spettacoli teatrali rappresentati in Italia e a Parigi.


La serata con PAOLO COGNETTI

Salone Estense al gran completo, mercoledì 1 marzo, per la presentazione del libro di Paolo Cognetti “Le otto montagne” edito da Einaudi. 
Il mestiere di scrivere secondo Raymond Carver consisteva nel creare tensione, collegando le parole fra loro secondo una precisa sequenza per dare forma a un'azione dentro una storia. Ma, aggiungeva, "creano tensione anche le cose che vengono lasciate fuori, che sono implicite, il paesaggio che è appena sotto la tranquilla (ma a volte rotta e agitata) superficie". Hemingway lo chiamava il principio dell'iceberg: più importante è quel che non si vede. Cognetti interiorizza tutto ciò lasciando scorrere d'istinto, sotto un lago di ghiaccio che sembra inscalfibile ma in realtà è friabile, un torrente di non detti che riaffiora sempre un po' più a valle rispetto a dove si fermano le sue parole. "Un uomo scendeva dal futuro con una ragazza, una mula, un cane e un carico di tome." Quello che manca ce lo mettiamo noi lettori, ciascuno pescando nella propria memoria, in ciò che non sapeva di sapere. (Michele Lauro)