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Sala conferenze - Hotel Ala d'Oro

Via Matteotti, 56 - 48022 Lugo di Romagna - (Ravenna) - Italia
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domenica 30 giugno 2013

La serata con CINZIA TANI


Queste le immagini della serata di venerdì 28 giugno con la scrittrice romana Cinzia Tani che ha presentato il suo saggio “Mia per sempre” edito da Mondadori.  La serata organizzata con la collaborazione del Lions Club di Lugo è stata introdotta da Laura Baldinini e dalla curatrice di Caffè Letterario Patrizia Randi.

In Italia, solo nel 2012, 120 donne sono state uccise da un marito, compagno o ex. Una ogni tre giorni. E’ un rapporto drammatico quello che si crea tra vittima e carnefice, un legame difficile da spezzare che può portare fino alla morte. Donne vittime di stalking, maltrattate, picchiate e che vivono la violenza nel silenzio. Ma anche donne che decidono di andarsene  trattenute con le unghie e uccise con brutalità. Sono queste le donne descritte da Cinzia Tani nel suo libro e di cui la scrittrice ci ha parlato in questa intensa serata che ha concluso la nona stagione del Caffè Letterario di Lugo.










lunedì 24 giugno 2013

Venerdì 28 giugno - CINZIA TANI a Caffè Letterario


Venerdì 28 giugno, alle ore 21.00, nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro, ultimo appuntamento di questa stagione per Caffè Letterario con la scrittrice e giornalista Cinzia Tani che presenterà il suo ultimo saggio “Mia per sempre” edito quest’anno da Mondadori.  A introdurre la serata, organizzata con la collaborazione del Lions Club di Lugo sarà Laura Baldinini. Come sempre la serata si concluderà con il brindisi finale offerto a tutti i presenti.
Solo nel 2012, in Italia, sono state 120 le donne uccise dal proprio ex, senza contare quelle scomparse e di cui non si hanno più notizie. L'omicidio all'interno della coppia non è un fenomeno nuovo, ma rispetto al passato a colpire è la tragica escalation nel numero e nella ferocia, e il fatto che le vittime sono quasi tutte donne. Cinzia Tani affronta una delle più drammatiche emergenze del nostro tempo raccontando alcuni tra gli ultimi e più efferati delitti, ma soprattutto scavando alle radici del problema, nel tentativo di fare giustizia (con l'aiuto di criminologi, psicologi e magistrati) dei tanti luoghi comuni con i quali si tende a mascherare il fatto che le donne devono ancora misurarsi con una violenza di genere che le conquiste sociali non sono riuscite a debellare. Chiamare questi delitti "passionali" o "della gelosia", frutto di un accesso di rabbia o di un momento di "blackout", sostiene l'autrice, significa solo cercare alibi per gli assassini. Invece, di solito l'uccisione della donna avviene dopo un lungo periodo di minacce, violenze psicologiche e fisiche, e la furia omicida si scatena quando, verificata la loro inutilità, l'uomo avverte il pericolo di essere abbandonato e di trovarsi solo. Ma non è la paura di perdere l'amore ad armare la mano del maschio e a rivolgerla contro la donna con cui spesso ha vissuto per anni, bensì un folle desiderio di possesso, un delirio di onnipotenza, per scongiurare una ferita narcisistica che, diversamente, non saprebbe sopportare.
Cinzia Tani è nata a Roma nel 1958. Ha esordito come scrittrice nel 1987, con la pubblicazione del suo primo libro “Sognando California”, col quale si è aggiudicata il Premio Scanno. Nello stesso anno è divenuta collaboratrice della Rai come inviata del programma “Mixer”, condotto da Giovanni Minoli. Dal 1991 è stata autrice e conduttrice di programmi televisivi, tra cui “Chi è di scena”, “L'occhio sul cinema”, "Il caffé". Nel 1997 è stata conduttrice e autrice, insieme a Giordano Bruno Guerri, di “Italia mia benché”. Ha alternato la conduzione di programmi televisivi e radiofonici, come "Visioni Private" e “Fantasticamente” (in onda su RadioRai), alla scrittura e alla divulgazione. Ha collaborato alla stesura di molte puntate del programma televisivo “Delitti”, documentario su episodi di cronaca nera accaduti in Italia dal secondo dopoguerra in poi.

mercoledì 19 giugno 2013

"Una bella serata lughese" di FRANCESCA MELANDRI


Francesca Melandri  è stata ospite di Caffè Letterario mercoledì 8 maggio, per presentare il suo romanzo “Più alto del mare” edito da Mondadori.
  
Grazie ancora a tutti voi del Caffè Lettarario per la bella serata lughese. Come ho già raccontato, pur non essendoci mai stata prima, Lugo è un posto che da sempre è un luogo nel mio immaginario perché il mio nonno paterno fu qui capostazione tra fine anni '30 e l'8 settembre del '43, e l'ho conosciuto fin da piccola attraverso i racconti di  giovinezza di mia zia - a cui "Pù alto del mare " è dedicato, quindi tutto si tiene!
Dopo l'ottima pasta fresca al ristorante dell'Ala d'Oro, e la bella serata partecipata, forse il regalo più inaspettato è stata la esilarante citazione di Leopardi scritta sul muro dove sono esposte le foto degli autori che sono passati da qui (quindi, appena l'avrete sviluppata, anche la mia...). Nonostante i quasi due secoli passati da quando fu scritto, quel brano è una presa in giro della vanità degli autori di straordinaria freschezza e modernità. Giacomo, ironico nostro contemporaneo, ricorda a tutti noi autori effigiati su quel muro che l'attenzione che i nostri lettori ci danno ce la dobbiamo continuare a meritare costantemente, con ogni parola che scriviamo. Che noi vanitosi scrittori non siamo neanche lontanamente il centro del mondo, come invece presentazioni,  festival e foto sui muri concorrerebbero a farci pensare, bensì è il mondo che dovrebbe essere al centro della nostra scrittura.
Ancora grazie a tutti voi!
Francesca  Melandri

sabato 15 giugno 2013

GIANNI MURA a Casa Varoli

Segnaliamo a tutti gli amici del Caffè Letterario di Lugo che dal 15 giugno , nel giardino di Casa Varoli a Cotignola, avrà inizio un ciclo di presentazioni di libri, alla presenza degli autori, dal titolo «La letteratura, lo sport e altro... ». La rassegna è promossa dall'Assessorato alla Cultura e allo Sport del Comune di Cotignola, in collaborazione con il Caffè letterario di Lugo, la libreria Alfabeta e la casa editrice Il Bradipo.
Primo appuntamento del ciclo, questa sera, sabato 15 giugno, alle ore 21,00 nel Giardino di Casa Varoli in Corso Sforza, 24 a Cotignola con il celebre giornalista sportivo Gianni Mura che insieme a Marco Manzoni presenterà il volume “Tanti amori” edito quest’anno da Feltrinelli.
Dopo 8 anni alla Gazzetta dello Sport e cinque a Epoca, Gianni Mura inizia la collaborazione con Repubblica nel 1976. Assunto come inviato sportivo nel 1983, dal '91 cura con la moglie Paola una rubrica di enogastronomia sul Venerdì di Repubblica. Ha diretto "E", il mensile di Emergency. Ha scritto "Giallo su giallo" (Feltrinelli 2007) e "La Fiamma Rossa" (minimum fax, 2009).
Nel 2013 è uscito "Tanti amori", resoconto di una serie di conversazioni nelle quali Gianni Mura ha raccontato a Marco Manzoni cinquant'anni di giornalismo, incontri e vita. Il leitmotiv del libro, che fa il verso all'epo, la droga più utilizzata nel ciclismo, è «epu», che sta per etica, passione, umanità. Un acronimo che racchiude l'essenza dello sport. E non solo dello sport. Il bel calcio, il ciclismo epico, l'impresa del più debole nascono da lì. Come la bellezza dello sport: una bellezza che è insieme tecnica, estetica ed etica. Come la sua umanità: la speranza, il sogno, ma anche la fatica, la sofferenza e la sconfitta, che dello sport è la zona d'ombra. Ma Gianni Mura ha tanti altri amori: la convivialità, la Francia, la canzone d'autore, i libri, la poesia, il teatro. Qui ci sono tutti, e ci sono gli uomini e le donne che ha incontrato. Siamo di fronte a un viaggio, ma sarebbe più esatto definirlo un tour. Che parte dal giornalismo sportivo, entra in una ballata di Léo Ferré, si profuma di zafferano, senza mai dimenticare i diritti civili. 

(In caso di maltempo gli incontri si terranno al Teatro Binario di Cotignola, via Vassura 18)

"Qualcosa che si nota improvvisamente" di IVANO NANNI

Sull'incontro di mercoledì 12 giugno con lo scrittore Ugo Cornia che ha presentato il suo libro “Scritti di impegno incivile” edito da Quodlibet.

Allora è come fare una passeggiata in città, nella nostra città dove siamo nati, dove tutto ci sembra uguale e non notiamo più niente a meno che non ci venga addosso o non vada addosso a qualcun altro. Eppure se solo si passeggiasse senza lo sguardo fermo, infilzato nel vuoto, con le pupille secche come quelle dei pesci sui banconi del mercato, ci verrebbe da dire che è ancora possibile camminare e notare quelle cose che non si sono mai viste, come mi capita sempre più spesso tanto che a volte mi chiedo se questa città dove sono nato sia davvero quella in cui vivo.
Non so se qualcuno ricorda la poesia “Viazé” di Raffaello Baldini, dove lui dice che non ha desiderio di viaggiare, che per lui entrare nella valle del Marecchia (e chissà quante volte c'è entrato) è un viaggio sempre nuovo, e a pensarci bene si rimane prima sbalorditi della verità di quelle parole e poi rileggendole  le senti vibrare nel corpo tanto sono vere, e facendo un salto logico si può anche capire cos'è l'esotico nostrano e come abbiamo vicino le cose che non conosciamo, quelle cose misteriose che ci affascinano e che spesso cerchiamo fuori noi, nei viaggi all'estero o nella finzione cinematografica. E perciò osservare sempre meglio, così come parlare del più e del meno, è più che altro effimera propensione alla celebrazione di eventi minimi che è quanto abbiamo a disposizione e di cui ci nutriamo, in quanto siamo fatti della stessa sostanza del minimo e parlando di queste sequenze minime finiamo inevitabilmente per parlare di noi, specie senza intenzione, che è la cosa migliore;  perciò ho l'impressione che anche nelle letture di Ugo Cornia quel parlare fitto di eventi piccoli sia come una specie di registrazione del nulla che sta alla base del nostro esistere come apparenza e, quei fatti piccolo- grandi descritti minuziosamente dicono molto di più di noi e su di noi che qualunque filosofia e sociologia accademica.
Osservare e descrivere con lo stupore di chi non ha mai visto quello che ha sempre avuto sotto gli occhi è un salto nel vuoto, in una specie di nazione senza confini dove il detto e lo scritto si confondono in una pigra leggerezza, erodono le differenze e presuppongono l'avventura di un pensiero nomade che si sposta a piedi con la propensione a perdersi perfino nella camera da pranzo.
Tutto ciò che si scrive è già polvere nel momento stesso in cui viene scritto, ed è giusto che vada disperso con le altre polveri e ceneri del mondo. Scrivere è un modo di consumare il tempo, rendendogli l'omaggio che gli è dovuto: lui dà e toglie, e quello che dà è solo quello che toglie, così la sua somma è sempre lo zero, l'insostanziale. Noi chiediamo di poter celebrare questo insostanziale, e il vuoto, l'ombra, l'erba secca, le pietre dei muri che crollano e la polvere che respiriamo.” (Gianni Celati  “Quattro novelle sulle apparenze”).

di Ivano Nanni

venerdì 14 giugno 2013

La serata con UGO CORNIA



Queste le immagini della divertente serata di mercoledì scorso, 12 giugno, con lo scrittore modenese Ugo Cornia, che ha presentato il suo libro di racconti “Scritti di impegno incivile” edito quest’anno da Quodlibet.

Ugo Cornia insegna filosofia alle superiori, è del 1965, è stato un po' di tempo redattore della rivista "Il Semplice" e va in giro con una maglietta dei Cure anche se non sa chi sono i Cure. Ha i capelli lunghi e gli occhiali, parla a voce alta ma lentissimamente. Usa parole che usa solo lui tipo "guzzare" per dire "fare all'amore" e espressioni desuete come "morosa" per dire "fidanzata".
È un modenese esperto più di montagna che di pianura, con buona pace del pur ottimo Walter Siti, che sulla pianura di quella zona ha costruito un vero e proprio progetto filosofico.
Ugo Cornia se la cava bene, racconta le cose come se fossimo seduti di sera sotto il portico della casa di campagna, fumando sigarette al buio e tutto ci viene detto con una grande semplicità, senza la minima astrazione o costruzione mentale, faccia a faccia, con parole che vanno dritte alle cose, al "mondo esistente in carne ed ossa".




martedì 11 giugno 2013

Mercoledì 12 giugno - UGO CORNIA a Caffè Letterario


Mercoledì 12 giugno, alle ore 21.00, nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro, terzo appuntamento del mese per Caffè Letterario con lo scrittore Ugo Cornia e il suo ultimo libro di racconti “Scritti di impegno incivile” edito quest’anno da Quodlibet.  A introdurre l’opera dell’autore modenese sarà il curatore di Caffè Letterario Marco Sangiorgi. A fine serata come sempre la consueta degustazione di vini offerta a tutti i presenti.
Cornia si definisce in questo libro il tipico statale, pigro e pieno di sentimenti sociali scadenti; il quale passando ad esempio in bicicletta sulla via Emilia, osserva e medita sulla città di Modena, sull’Italia di oggi, sulle leggi, su quella fauna speciale che sono i politici, sulla vita sociale, e anche sull’Unione Europea, che cosa ha di buono e di discutibile.
E allora quando è toccato da qualche pensiero originale, a Ugo Cornia viene da prendere carta e penna e scrivere alle autorità: al sindaco, al direttore del giornale, a questo o quel ministro della Repubblica.
Sono interventi nati da un lampo di pensiero filosofico o economistico, sempre ai fini della pubblica utilità; sembrerebbero pensieri paradossali e comici, ma a ben considerarli non sono poi così assurdi; ad esempio sul Pil italiano, come farlo crescere con poca fatica, approfittando dei tanto in auge godimenti sessuali; sui sensi unici che un sindaco sensibile dovrebbe abolire almeno per le biciclette, altrimenti ci si fa battere da Reggio Emilia; su Angela Merkel e sulle sue attrattive, per fare il bene dell’economia italiana, in polemica con l’opinione di un nostro ex primo ministro; su babbo Natale e l’alcolismo; sulla possibilità di scalare dalle multe il costo di un libro, uno acquista ad esempio Il mondo come volontà e rappresentazione di Schopenhauer e glielo scontano dalla multa, onde rilanciare la cultura e sopportare con animo grato le multe; e così via. Modeste proposte di stampo swiftiano, sembrerebbe; ma c’è già chi pensa di farne un manifesto per la rinascita della cultura in Italia, e per migliorare le sue pazze istituzioni.

Ugo Cornia, laureato in filosofia a Bologna, è insegnante di filosofia e di sostegno in una scuola superiore di Modena, dove vive. Tra le sue pubblicazioni, ricordiamo: Sulla felicità a oltranza (1999), Quasi amore (2000), Roma (2004), Le pratiche del disgusto (2007), Le storie di mia zia (2008), Modena è piccolissima, con illustrazioni di Giuliano Della Casa (2008).